E’ la sera del 23 dicembre e per una intima cenett...

Recensione di del 23/12/2005

Ape Piera

59 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 59 €

Recensione

E’ la sera del 23 dicembre e per una intima cenetta pre-natalizia decidiamo di provare questo ristorante assurto agli onori della cronaca dopo il recente cambio di gestione. A due mesi dall’inizio della sua nuova avventura, l’Ape Piera si configura già come un ristorante di livello, da consigliare vivamente, nonostante qualche piccolo dettaglio debba essere ancora registrato.

L’ambiente, già descritto in precedenza da altri, è molto intimo ed accogliente. Fra le note di merito vanno segnalati il parquet e le tenui sfumature della tinteggiatura alle pareti, l’illuminazione dell’ambiente tramite faretti al soffitto che consentono di mantenere un’atmosfera calda senza pregiudicare una buona visione, la sala con il camino, la musica di sottofondo, prevalentemente jazz, l’ottima spaziatura fra i tavoli, apparecchiati con gusto e stoviglie di design, ed, infine, i bagni.

Il servizio si è dimostrato durante tutto il corso della serata molto attento e accurato, con tempi di attesa fra le portate ottimali. Il personale di sala è sempre presente senza essere invadente, ed anche quando vengono serviti gli altri tavoli è facile notare da parte del maitre uno sguardo od un occhiata per controllare lo stato di avanzamento della cena, la presenza del pane, il cambio delle posate o eventuali esigenze del cliente. Nel caso venga richiesto, le portate vengono spiegate accuratamente ed ogni commento/suggerimento sembra essere ben accetto.

Un poco limitata è la carta dei vini ed alcune etichette presenti in cantina non sono state lì riportate; discretamente marcati i ricarichi. Per la nostra serata ci è stato ottimamente consigliato, un Pinot Nero St. Michael Eppan riserva del 2001, non presente in lista.

Più che soddisfacente la cucina con una particolare attenzione alla scelta degli accostamenti e degli ingredienti, quali, per esempio, la pasta Senatore Cappelli e i gamberi rossi del Mediterraneo. Complessivamente sembrano prevalere i sapori delicati e le porzioni non si distinguono per la particolare abbondanza.

La cena nel dettaglio si è così composta.

Per iniziare ci viene offerto un flute di spumante e un piccolo appetizer: un "Cappelletto ripieno di carne con brodo di cappone e una spruzzata di paprika dolce", servito direttamente su un cucchiaio di porcellana. Carina l’idea, ma non memorabile come inizio.

Segue un antipasto di pesce crudo per la mia compagna: "Tartare di tonno con fragoline di bosco e aceto balsamico tradizionale", un piatto ben presentato e dal sapore intrigante in cui la dolcezza del pesce viene contrastata dalla leggera acidità delle fragole con un risultato decisamente piacevole.

Io scelgo direttamente un primo, i "Cappellacci di zucca con spuma di mascarpone e polvere di caffè": ottima per consistenza e sapore la pasta, buona la farcitura e il condimento. Piatto un poco al di sotto delle aspettative come intensità di sapore.

Come secondo decido di prendere "L’osso buco alla milanese con gremolata": buon piatto, anche questo forse un po’ poco deciso, specie in relazione alla tradizione la gremolata sembrava essere stata alleggerita con un tocco di zenzero o arania; non sono ben riuscito a distinguere.
Per la mia ragazza: "Tagliatelle di farro con gamberi crudi e crema d’arancia e zenzero"; ancora una volta l’abbinamento tra agrumi e crostacei è molto gradito. Buona la consistenza e il sapore della pasta.

Al posto del dolce decido di prendere una mezza porzione di formaggi; mi sono stati proposti tre tipi a pasta dura, due a preparazione grana di latte vaccino e di pecora sardo ed un terzo di cui non ricordo, ognuno accompagnato, ottimamente, da una confettura.
La mia dolce compagna, in assoluto spregio del nomignolo testè affibiatole, rinuncia al dessert e prende un altro antipasto di crudo, "Gamberi rossi con dadolata di mango e cetriolo", giudicato assai positivamente, anche se ogni tanto il sapore del cetriolo tendeva a prevalere.

A conclusione della serata ci vengono offerti un sempre piacevole Sherry Pedro Ximenez e un interessante passito di fiori d’arancio dei Colli Euganei, accompagnati da delle ottime praline fra cui si distingueva una con il ripieno di cioccolato fondente e pepe.

Totale per la cena composta da due antipasti, due primi, un secondo, una mezza porzione di formaggi, due acque, una bottiglia di vino da 24 euro, due vini da meditazione, offerti: 117 euro. Il servizio e il coperto inclusi nei prezzi delle portate.
Conto in linea con le aspettative in considerazione della tipologia del locale e la qualità della materia prima, un poco eccessivo in considerazione delle porzioni.

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