Questa sera c'è una collega della sede di Torino c...

Recensione di del 20/03/2008

Antica Trattoria della Pesa

43 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 43 €

Recensione

Questa sera c'è una collega della sede di Torino che viene a trovarci e decidiamo di farle provare la “vera” cucina lombarda: la scelta cade sulla Antica Trattoria della Pesa, non ancora recensita sul Mangione ma inserita ai piani alti di tutte le guide della ristorazione meneghina, con il vantaggio di non essere lontana dal nostro ufficio.
Vaghiamo un po’ in zona Corso Como alla ricerca del locale, riscontrando qualche difficoltà nel parcheggio.

Arriviamo davanti all’entrata, con qualche minuto di ritardo rispetto all’orario della prenotazione, e dal menu esposto intuiamo che la cena non sarà delle più economiche e che la cucina non ammette concessioni extra-lombarde.

L’ambiente è in stile osteria anni ’50, in cui spicca il colore marrone del legno dei mobili e dei tavoli. Il locale è comunque ben illuminato e il clima è gradevole: molto diverso dallo stile finta-osteria di alcune catene di ristoranti che stanno spuntando qua e là per la città.

Il tavolo è elegantemente apparecchiato, con tanto di tovaglia bianca e di fiori posti sul tavolo in un vaso d'argento, come argentea è anche la posateria.
Veniamo fatti immediatamente accomodare, e subito arriva l’acqua e un appetizer, consistente di due bocconcini fritti a testa, che accompagna la lettura del menu e della carta dei vini.

Quest'ultima è molto ricca e dettagliata, con vini dai prezzi oscillanti tra 22 e 300 euro. Noi scegliamo un Nobile di Montepulciano 2004, tra i più economici: lo abbiamo trovato sufficientemente strutturato ed equilibrato, nonostante la giovane età.

Una collega ordina per antipasto un piatto di salumi misti, che finirà per essere diviso. I salumi sono sicuramente di buona qualità, ma nessuno di essi si distingue per particolarità; non aiuta ad apprezzarli il pane tagliato a fette, sicuramente troppo duro.
Il piatto viene servito accompagnato da una gigantesca ciotola di sottaceti molto aspri: non mi ha fatto piacere la quantità esagerata, anche perché non so se gli ortaggi avanzati verranno buttati o presentati a un altro tavolo e, in tutta sincerità, non saprei quale delle due ipotesi dovrei preferire.

Proseguiamo con un piatto di pasta con carciofi freschi, un risotto con ossobuco e un risotto con “rustin negaa”. Non riesco ad assaggiare la pasta, perché poco dopo il suo arrivo il piatto, non abbondantissimo, è già stato terminato: chi ha mangiato però si dice soddisfatto.

Il risotto di noialtri arriva caldissimo e dopo una cottura a regola d’arte, con ricca e abbondante mantecatura, e una generosa colorazione di zafferano. Il mio risotto è accompagnato da un ossobuco di medie dimensioni, con una salsa cremosa di verdure di cottura frullate; la carne è molto morbida, si sfibra facilmente utilizzando la forchetta, e perciò non risulta necessario utilizzare il grande e scenografico coltello che mi viene fornito. Si rivela invece molto utile il piccolo cucchiaio, stretto ed allungato, che viene fornito per estrarre con facilità il midollo dall’osso che lo protegge. La porzione è abbondante.

Il rustin negaa è un pezzo di carne di vitello che, secondo la parola del gentile ma un poco distratto cameriere, ha una cottura simile a quella dell’ossobuco. Purtroppo il risultato è meno entusiasmante; la carne è lievemente stopposa e il sapore è poco deciso.

Con qualche rimpianto, siamo troppo pieni per assaggiare alcuni dolci che vediamo passare davanti a noi, nel tragitto verso altri tavoli.
Uno è un abbondante scodellone di zabaione, dal colore molto chiaro e che dà l'idea di non avere un sapore eccessivamente carico di uova, servito con dei biscotti simili alle lingue di gatto, almeno per la forma.
Anche il soufflé alla vaniglia con cuore di cioccolato è molto invitante, anche se per assaggiarlo è necessaria una annunciata attesa di venti minuti. Chiudiamo il pasto con due caffè.

Nel conto compaiono: 12 euro per tre coperti, 4 euro per la bottiglia di acqua, 12 euro per il patto di salumi, 56 euro per i due piatti unici, 14 per la pasta con carciofi, 25 euro per la bottiglia di vino, 6 euro per due caffè: totale euro 129 in tre.

Il rapporto qualità/prezzo non mi convince molto: forse la posizione del locale e la frequentazione “alta” inflazionano senza ulteriore giustificazione il livello della ristorazione.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.