E’ un locale a cui sono arrivato dopo aver letto d...

Recensione di del 28/12/2005

Al Sorriso

37 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 37 €

Recensione

E’ un locale a cui sono arrivato dopo aver letto diverse recensioni positive sul sito: ci sono stato tre volte di cui l’ultima oggetto di questo scritto. Lo si raggiunge percorrendo la lunga via Porpora, venendo da piazzale Loreto, a Milano, e girando a destra subito prima di imboccare il tunnel della ferrovia: il parcheggio è sempre problematico sia per la zona sia per la vicinanza della stazione di Lambrate.

Suonato il campanello si viene accolti dal patron Raffaele Coppola: l’ingresso è minuscolo, con sulla sinistra la cassa; a destra si accede al locale. Vi è una saletta principale e una molto piccola sulla sinistra: tredici tavoli nella prima, tre nella seconda. Muri bianchi, qualche quadro alle pareti, un corrimano basso di legno con inserto metallico per protezione dalle seggiole, sotto il quale il muro cambia colore in un verde pisello fosforescente.
Un muretto crea uno spazio virtuale: sopra sono allineate numerose bottiglie di distillati di forma e volume differente, alcuni anche di pregio.

I tavoli sono discretamente distanziati per cui si può cenare con tranquillità senza avere addosso altre conversazioni, le tovaglie e sottotovaglie sono di stoffa semplice bianca, le stoviglie entry level, i piatti di porcellana denotano una certa cura nella scelta avendo forme differenti; bicchieri per l’acqua e il vino di qualità normale. Un sottofondo musicale discreto accompagna il desinare: l’estrema semplicità dell’ambiente, il bianco delle pareti, l’aspetto ordinato e pulito, l’assenza di rumorosità di fondo e il servizio, a mio parere, creano un’atmosfera da “locale delle nostre vacanze”, tipico di qualche zona del sud Italia. Insomma un angolo piacevolmente anomalo in quella città disarmante che è diventata Milano.

Il servizio è svolto appunto dal patron Raffaele in modo garbato, cordiale, con qualche battuta scherzosa, mai invadente: in qualche momento, sia per la pettinatura sia per l’intonazione della voce, pare di cogliere dei tratti di Lino Banfi da giovane. Conosce bene ilmangione a cui si è iscritto come semplice utente. Lo assiste in sala una ragazza piccolina, graziosa che attende con precisione al servizio, rendendo il tutto gradevolissimo.

Il ristorante cucina prevalentememte pesce, ma sono presenti anche piatti di carne: sono operanti menu degustazione a 32 euro e un menu alla carta che viene cambiato ogni sette-dieci giorni. Vengono anche elencati piatti fuori menu, nel caso ci fossero stati arrivi particolari di pesce, ma è anche possibile, nei limiti dovuti, concordare delle piccole variazioni “volanti” dei piatti secondo le proprie esigenze.

La lista dei vini è piuttosto ampia, in rapporto al locale, con ricarichi più che onesti e con etichette di medio livello: questa scelta, nella dinamica dei prezzi contenuti del menu, ha una sua logica, non creando quella dissonanza che vede spesso, in altri locali, la bottiglia costare più del pranzo stesso del singolo commensale.
Il patron come acqua minerale tende a portare acqua microfiltrata a 0,90 € alla boccia: alla mia consueta lamentela l’ha prontamente sostituita con una bottiglia di San Pellegrino.

In questa occasione ho bevuto “le bollicine”: un Müller Thurgau Spumante, metodo Charmat, dell’Azienda Cavit di Ravina in provincia di Trento, segnato a 13,50 €. Vino da grande produzione, perlage grossolano, tipico aroma di frutta, beva leggerissima e senza alcun impegno. Comunque piaciuto come abbinamento, il che è quello che conta.

Antipasto.
Per entrambi un grande piatto di cozze e vongole marinate.
Porzione abbondante, preparata con attenzione, dal sapore buono come è intrinseco nella semplicità assoluta degli elementi.

Primo.
Ancora stessa scelta per due: spaghetti alle vongole in bianco.
Abbondante porzione sia della pasta che delle conchiglie: saporita e soddisfacente. Come unico appunto un po’ troppo liquido il condimento.

Secondo.
Per lo scrivente un’orata al forno con patate e olive nere.
Pesce cotto bene, saporito, con apparenza al palato di freschezza; patate morbide e olive non troppo amare. Segnato a 8,50 €.
Per mia moglie una scaloppa di cernia al forno con patate e carciofi: porzione abbondante e, riferito, di ottimo sapore.

Dessert.
Per entrambi una fetta di torta con mousse di cioccolato guarnita con cioccolato fuso e, non vorrei sbagliarmi, una coulisse di frutti di bosco. Gradevole senza suscitare particolari entusiasmi.
Due caffè e una grappa offerta.

Due antipasti 12 euro, due primi 17 euro, due secondi 20,50 euro, due dessert 8 euro, una bottiglia di spumante 13,50 euro, due caffè 2,10 euro, una bottiglia di acqua 1,80 euro; per un totale di 74,90 euro. Per Milano, mangiando solo pesce, un rapporto qualità prezzo eccellente.

E’ un locale modesto, ma pulitissimo, gradevole nella gestione e che garantisce una qualità soddisfacente delle vivande di pesce ad un prezzo onesto in una realtà schizofrenica cittadina; una politica di contenimento dei prezzi quindi, senza togliere qualità ai cibi, con rispetto del cliente anche nel non aver “ammassato” i tavoli, a scapito sicuramente di un ulteriore guadagno, capacità di cogliere i suggerimenti e di migliorarsi: ad esempio evitare l’antipasto misto un po’ troppo banale per la ricerca (why?) di inserire qualche mini porzione di pregio apparente, ed evitare dessert stucchevoli al termine di un percorso culinario con portate abbondanti. Come dicevano i latini: una sistemazione parva sed apta mihi. Non per nulla è in questo momento in vetta ai ristoranti più cliccati del sito.

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