Sfogliando una guida sui ristoranti milanesi alla ...

Recensione di del 19/03/2006

Al Muleto

36 € Prezzo
5 Cucina
5 Ambiente
1 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 36 €

Recensione

Sfogliando una guida sui ristoranti milanesi alla ricerca di una cucina a base di pesce, ho trovato la pubblicità di questo ristorante, uno dei pochi a rimanere aperti la domenica a pranzo.
Il locale si affaccia sulla strada con due orribili vetrine rosse con spessi tendaggi gialli, che non lasciano intravedere alcunché: non certo un invito ad entrare.
Entriamo comunque (ore 13.45) e atteso che qualcuno ci venga incontro veniamo fatti accomodare nella taverna.

Il ristorante infatti è strutturato su due livelli: il piano superiore più luminoso e il piano inferiore che, malgrado il soffitto con mattoni a vista e le pareti panna, risulta freddo ed impersonale. Ad inserti in legno scuro si alternano strutture in abete chiaro che mal si amalgamano tra loro. Sui tavoli appare un posacenere, amara sorpresa, poiché la taverna è riservata ai fumatori. Ci siamo solo noi, pertanto appoggiamo il posacenere sul tavolo vicino e facciamo finta di niente.
I tavoli sono apparecchiati con tovaglie e tovaglioli bianchi, sottopiatti in argento con pizzo (il mio sporco di sugo), posate e bicchieri ordinari, glacette con tanto di numerose briciole al suo interno.

Ci viene portato subito un cestino di pane ‘sciocco’ e grissini torinesi, quindi aspettiamo dieci minuti prima di vedere ricomparire il nostro cameriere (verosimilmente il titolare del locale).
Chiediamo quindi un menù, ma egli ci spiega che non ce l’hanno e ci illustra a voce gli antipasti. Ordiniamo un antipasto freddo e due caldi di pesce, quattro capesante gratinate.
Anche per i vini non esiste una lista e dobbiamo affidarci al nostro interlocutore che ci consiglia una Falanghina (molto buona).
Chiediamo di poter ordinare anche primi e secondi, ma il cameriere ci esorta ad attendere dopo gli antipasti, che arrivano dopo una ventina di minuti.
Buoni anche se non eccezionali sia il pesce crudo sia il cotto, privi però del tutto di condimento, anche di una semplice fettina di limone da spremerci sopra. Le capesante risultano invece indietro di cottura e preparate con eccesso di pepe.

Al termine degli antipasti ci vengono declamati i primi e secondi piatti, quindi ordiniamo. A distanza di 45 minuti arrivano in graziosi piatti bianchi con contorno blu (che mette in risalto le ditate dei camerieri):
ravioli di pesce in salsa rosa (buoni, giusta la cottura e delicata la salsa panna e pomodoro), risotto di mare (riferito buono), spaghetti alle vongole (pasta chiaramente riscaldata, immangiabile data l’alta salinità), spaghetti pomodorini e gamberi (riferiti abbastanza buoni), pesce spada alla messinese (porzione da circa un etto di pesce spada fatto in padella, con un po’ di olio: duro e scialbo).
Nel frattempo si sono fatte le 15.30, quindi decidiamo per dolci e caffè: Sbriciolata con cioccolato (voto 6), due sorbetti al limone (voto 6), una panna cotta (voto 6), una macedonia (non assaggiata in quanto “arricchita” con un lungo capello riccio) e due bicchieri di brachetto di infima qualità.

Conto:
5 coperti =15 euro
2 acque naturali 75 cl = 6 euro
2 bottiglie di Falanghina = 30 euro
3 antipasti più 4 capesante = 50 euro
4 primi piatti = 40 euro
1 secondo = 16 euro
4 dessert = 20 euro
5 caffè = 5 euro
Tot. 182 euro (36,40 a testa)


Concludendo:

AMBIENTE: Il locale non è granché, è arredato con dubbio gusto e dà idea di scarsa pulizia. Inoltre siamo stati fatti accomodare in zona fumatori senza esserne informati.

SERVIZIO: La legge prevede che sia presentata al cliente una lista delle pietanze e dei vini offerti, con relativo prezzo. Non accetto che esistano ancora posti dove il cliente non abbia la libertà di scegliere cosa mangiare o cosa bere ma debba ordinare a seconda delle indicazioni del cameriere.
E anche se “nel locale usa così” io, cliente, ho comunque il diritto di vedere un menù se lo richiedo.
Oltretutto qui il coperto costa 3 euro, prezzo assolutamente non adeguato visto l’ambiente, il pane industriale e la latitanza del cameriere (se avevamo bisogno qualcosa dovevamo andare noi al piano superiore).

CUCINA: Si guadagnerebbe la sufficienza se non fosse per i pessimi spaghetti alle vongole, per il deludente pesce spada alla messinese e per quel capello nella macedonia. Non adeguati sicuramente i tempi: due ore per un antipasto, un primo ed un dolce mi sembrano eccessivi. Alla luce di questa lentezza non comprendo la riluttanza del cameriere alla nostra richiesta di ordinare tutto subito.
Non lo consiglio.

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