Mi rendo conto che recensire un ristorante quando ...

Recensione di del 25/11/2006

Al Laghett

40 € Prezzo
7 Cucina
5 Ambiente
2 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Mi rendo conto che recensire un ristorante quando lo si prova la prima volta in compagnia di un gruppo abbastanza numeroso (quattordici persone) potrebbe non rendere giustizia. Mi limiterò quindi a fornire un giudizio sulla cucina ed un giudizio su altri aspetti legati all'ambiente, ospitalità, servizio, ecc.

I piatti personalmente assaggiati sono stati: un antipasto della casa consistente in verdure fritte, servite con affettati comprensivi di lardo e di un ottimo prosciutto crudo; tutto buono anche che se nulla di particolarmente originale e/o innovativo.

Come primo piatto ho ordinato mezza porzione di ravioli di zucca e mezza porzione di pappardelle al ragù di carne (pasta fatta in casa veramente buona), come secondo la specialità della casa: la “rustisciada”(un umido a base di lonza, salsiccia e cipolle accoppiata ad un cucchiaio di polenta), ho assaggiato anche alcuni piatti presi da amici (il brasato con polenta era ottimo). Qualche critica si è levata da uno dei commensali per il cotechino servito con lenticchie (trovate un po' insapori) e polenta: l'accostamento non è stato gradito.

Dessert: torta alla marmellata di albicocca giudicata un po' troppo dolce dalla maggior parte dei commensali.
Fin qui tutto ok o comunque rispondente alle aspettative di una discreta cucina regionale lombarda.

Alcuni elementi di scarsa attenzione nei confronti dei clienti hanno tuttavia abbassato l'indice di gradimento del locale.
Essendo in tanti, al momento della prenotazione, avevamo chiesto se c'era la possibilità di essere ospitati in una saletta separata. Ci è stato risposto che il locale dispone solo di due sale di grandi dimensioni e per questo motivo non sarebbe stato possibile accontentarci: peccato che, una volta sul posto, ci siamo accorti che avevano lasciato una sala completamente vuota concentrando nella seconda sala due compagnie numerose e alcune coppie di avventori sicuramente disturbati dall'inevitabile rumore proveniente dagli altri tavoli e dall'acustica rimbombante del locale.
Per la scelta dei piatti, invece di presentare ai commensali un menu scritto, si è preferito elencare a voce i piatti disponibili con evidente maggiore confusione e senza dare la possibilità di leggere i prezzi di quanto ordinavamo. Le ordinazioni sono state molteplici e non tutti hanno ordinato tutte le portate proposte, ciò nonostante al momento del conto ci è stato portato un conto di 40 euro a testa anche se la cena non era a prezzo fisso, ma alla carta. Solo dietro nostra richiesta e con qualche difficoltà abbiamo ottenuto un elenco, seppur approssimativo, delle varie voci e dei relativi prezzi. E' con sorpresa che abbiamo scoperto che il brasato con polenta era formato da un prezzo per il brasato ed uno per la polenta, idem per il bollito che pur servito con mostarda era composto da prezzi separati per l'uno e per l'altra. In totale, per quattordici persone, sono stati ordinati: dieci antipasti misti, tredici primi piatti, tredici secondi piatti con contorno, otto dessert, sei caffè, tre grappe, tre bottiglie di Dolcetto (15 euro cadauna), una caraffa di vino bianco della casa e sei bottiglie d'acqua. Solo rifacendo il conto voce per voce abbiamo potuto constatare che il totale era stato arrotondato. Probabilmente molti dei commensali sarebbero stati d'accordo a lasciare qualcosa di mancia ma l'arrotondamento “imposto” ha disturbato molti.
Infine, per dovere di cronaca, seppur il contro totale fosse abbastanza sostenuto (560 euro), non ci è stato offerto né un aperitivo, né un caffè né tanto meno un digestivo. In conclusione, l'impressione generale è stata di una discreta competenza nell'arte di cucinare, ma poca passione nell'arte del ricevere.

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