In occasione del mio trentunesimo anniversario di ...

Recensione di del 17/09/2007

Affori

44 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 44 €

Recensione

In occasione del mio trentunesimo anniversario di nozze, decidiamo di tornare in quello che è praticamente il nostro ristorante preferito, e da cui, purtroppo, manchiamo da parecchio tempo.
Non sto a ri-descrivervi l’ambiente, su cui ho già parlato a sufficienza: dirò solo che questa volta mangiamo nella saletta a piano terra, con la vista sulla sinistra della scenografica scala elicoidale che sale al piano superiore. Posto sempre tranquillo, ben rifinito, Frank Sinatra in lieve sottofondo.
“Strangers in the Naaaaaaait....”
Però, ahimè, qualcosa è cambiato.
Ovvero, storia di una (lieve) delusione(per me) e di una lieta sorpresa (per mia moglie).

Intanto, mi viene passato il menu. Che fine hanno fatto quei piatti stuzzicanti, quelle proposte al limite dell’osé? I piatti sono normalissimi, una cucina di solida tradizione, nessuna proposta “intrigante”.

Dopo un piattino di appetizer tipo piadina al formaggio, su cui non mi sento di dire nulla, prendo (solo io) un “salmone marinato agli agrumi” sperando che sia quello che il nome promette: salmone fresco in succo d’agrumi, invece è una porzione (generosa) di un (ottimo) salmone affumicato molto
dolce, non grasso, veramente buono, con fette di arancia sbucciata. Voto 7 nella sua semplicità.

I primi sono, per mia moglie “risotto ai porcini” che assaggio appena. D’aspetto buono, porzione abbondante, moltissimi funghi. Qualche perplessità nella cottura, come se mancasse una mantecatura finale. Voto 7.

Per me, l’unica proposta non proprio scontata: risotto al branzino e uva americana. Mai assaggiato prima, si rivela una vera (gradevole) sorpresa: i due sapori, dell’uva e del pesce, sono nettamente distinguibili, eppure si amalgamano benissimo in un dolce/salato veramente rimarchevole.
Se l’ordinate, fate solo attenzione ai nocciolini dell’uva: vi possono rompere un dente.Anche qui, tuttavia, lo stesso problema di fondo della cottura, che sembra sgranata, non densa. Non so da cosa possa dipendere, ma mi si affacciano alla mente alcune ipotesi, non particolarmente felici, dall’uso di un parboiled alla base comune a media cottura, con finitura nel condimento prescelto.
Sono tuttavia semplici illazioni, e non sono in grado di dire nulla di preciso al riguardo. Ripeto che il sapore di entrambi i piatti è ben più che buono. Sarebbe un 8, passo al 7 per la cottura.

Di secondo, la consorte ordina un fritto misto con fiori di zucchina. Su un cilindro di fiori di zucchina a fiammifero, fa bella mostra un trionfo di gamberi (tanti), ciuffi e anelli. Il tutto è appoggiato su un disco di carta da macellaio ritagliata a stella, che a malapena resta unta sotto il cilindro di zucchine.
Secondo la consorte, ottimo sia per consistenza, gusto e freschezza. Diciamo voto 8.

Per me, “funghi alla genovese”: due porcini giganteschi, tagliati per il lungo, ben cotti e saporiti, con fette di patate nel loro sughetto denso e saporito: è la prima volta che un piatto di funghi non mi lascia un leggero senso di delusione. Un solo appunto in proposito: io amo il mangiare saporito, ma con questo piatto siamo al limite. Per me va “quasi” bene, probabilmente per un altro (mia moglie in testa) sarebbe stato troppo (e irrimediabilmente) salato. Voto 7 al limite del 6 per la salatura.

Semifreddo al croccante per mia moglie, “delizia dei golosi” (tris di assaggi, tortino al cioccolato, panna cotta ai mirtilli e una pallina di semifreddo) per me. Buoni nella norma. Voto 7.
Accompagna il tutto una bottiglia di ottimo e profumatissimo Müller Thurgau frizzante, ben fresco nella sua glacette, e una bottiglia di minerale.
Due caffè con piccola pasticceria completano il tutto, per la cifra più che
ragionevole di 88 euro.

Resta un ristorante di ottima presenza, con prezzi pochissimo superiori a quelli di una buona trattoria.
Una parola sul servizio che si è fatto forse un poco meno familiare ma molto più attento e puntuale, con la mescita attenta del vino e il cambio immediato di ogni stoviglia. Voto 9 pieno.
Dicevo un misto di delusione e di piacere. Per me, perché si tratta di un ristorante che ha perso l’occasione per diventare qualcosa di più, rinunciando a certi piatti (a proposito, fate attenzione al sito: il menu e la descrizione dei piatti non ha più alcun riscontro, a meno che, come mi è stato detto,
non sia una questione di “giorno infrasettimanale”). Per mia moglie, perché, in compenso, la cucina, diventata più semplice, ha raggiunto un livello di solida certezza che, al palato di mia moglie, è senz’altro preferibile.

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