Poiché Al Sorriso è sold-out, improvvisiamo una ri...

Recensione di del 03/07/2009

Acqua e Sale - La Paranza Imperiale

55 € Prezzo
5 Cucina
5 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 55 €

Recensione

Poiché Al Sorriso è sold-out, improvvisiamo una ricerca lampo su ilmangione.it, alla ricerca di un ristorante di pesce non troppo impegnativo. E’ così che per la fretta vengo tratto in inganno da alcune recensioni piuttosto generose su questo locale, senza curarmi dell’unico cappello rosso.
Prenotiamo per le 21:30 e ci rechiamo a piedi al ristorante ma, al nostro arrivo, il tavolo è occupato da un’altra coppia che di lì a 10 minuti finirà il pasto. Mentre attendiamo all’esterno (i tavoli sono troppo stipati per rimanere all’interno), veniamo avvisati con un urlo che il tavolo è ora pronto. All’ingresso si può ammirare il banco del pesce fresco.
Ci sistemano ad uno dei microbici tavolini da bar che si accavallano all’interno delle tre salette, arredate nel genere osteria rustica. Le pareti, per metà ricoperte di legno, sono per l’altra metà tappezzate di scritte a pennarello, tipo metropolitana, per lo più inneggianti alla bontà del locale; se si guarda bene, si riconoscerà il poco sapiente alternarsi di due o tre calligrafie identiche. L’aria condizionata nella nostra sala si sente davvero poco e faremo un bagno di sudore (che col pesce crudo è la morte sua).
Mezze tovaglie e tovaglioli di stoffa cartonata; stoviglie dignitose; sacchetto di carta a mo’ di porta pane; bicchieri da vino rosso per il vino bianco; cestello di plastica trasparente fastidiosamente appoggiato sul tavolo, a coprire l’unico spazio disponibile. Personale di sala multietnico a prevalenza asiatica. Il tavolo non verrà mai curato se non per cambiare i piatti di portata; il piattino per le valve, e poi le salviette per lavarsi le mani, arrivano solo su nostra richiesta e dopo aver parlato con due camerieri, poiché la prima non padroneggia pienamente l’italiano.
I menu, plastificati ma più che dignitosi, riportano una scelta piuttosto ristretta, costituita da 4-5 opzioni per ogni categoria. Verdure e contorni vanno ordinati a parte. Nessuna opzione disponibile per chi non mangia pesce. Piuttosto fastidioso che tutti i primi, tranne uno, siano disponibili solo per due persone. Per me ancor più frustrante il fatto che la scelta dei dessert sia estremamente limitata (se non ricordo male tre opzioni, ovvero dolce della casa, gelato e frutti di bosco). Carta dei vini non particolarmente vasta ma più che adeguata al livello del locale. Noi optiamo per un discreto Fiano del 2008, di cui non ho segnato la cantina.

Ordiniamo, come antipasto, due porzioni di carpaccio misto di pesce; continuiamo, io con pasta fatta in casa in trionfo all’italiana (ovvero l’unico primo disponibile per uno); la mia compagna con sarago alla griglia. Tutte porzioni molto abbondanti.
Il carpaccio è fresco ma il pesce è poco saporito. Su di un grande piatto rotondo viene servita moltissima ricciola bianca, già condita con pepe ed olio, ed un’unica fetta centrale di tonno. Gli altri tipi di carpaccio presenti in menu non si vedono neppure in cartolina. La ricciola è stata mal preparata e mi ritroverò spesso dei frammenti di lisca in bocca.
Il piatto migliore è costituito dalla pasta all’uovo trafilata, condita con molte cozze, listarelle di seppia, uno scampo sgusciato, ed un unico gamberone gigante. Si sente la freschezza del pesce, che tuttavia sa poco di mare ed è palliduccio; gli ingredienti sono slegati e non si ritrova traccia di pomodoro o di qualunque profumo che possa dare una “coerenza” al piatto. Alcune listarelle di seppia sono dure e crude al limite dell’immangiabilità. Il sarago è francamente la portata peggiore: servito tiepido e già sliscato, sembra quasi cotto al vapore. Presentato senza alcun tipo di condimento, contorno o qualunque altra idea, stufa rapidamente il palato già provato: avanzato per metà.

Ci asteniamo dai dolci o rischierei di rovinarmi l’umore. Un caffè. Una bottiglia da 33 cl di acqua, finita prima dell’antipasto e mai più sostituita (noi avevamo ordinato dell’acqua, non credevamo di dover specificare quanta).
Il conto ci viene presentato nella forma di una ricevuta (la nr.3680/08 del 03/07/09) che non dettaglia i singoli prezzi, ma che riporta solo il totale di 109 euro per due antipasti, un primo, un secondo, 1/3 di naturale ed un caffè.
Nel complesso un ristorante poco confortevole, con un servizio piuttosto scadente e con una cucina lacunosa, nonostante il pesce sia fresco. Il rapporto qualità/prezzo potrebbe stare sui normali standard milanesi se si considerasse solo il cibo. Purtroppo bisogna considerare anche il contorno, che abbassa la media.

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