Data l’esperienza positiva di mia moglie in un alt...

Recensione di del 10/08/2011

A' Riccione

67 € Prezzo
9 Cucina
6 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 67 €

Recensione

Data l’esperienza positiva di mia moglie in un altro ristorante dei medesimi proprietari (A’ Riccione Bistrot) decidiamo di provare anche il locale più “importante”, che tra l’altro non presenta i problemi di parcheggio tipici della zona in cui si trova il Bistrot.
Il ristorante è suddiviso in due sale, una più grande di forma allungata, forse un pochino caotica nonostante i tavoli siano ben distanziati, e un’altra un po’ più raccolta dove saremo fatti accomodare da un solerte e gentile cameriere. L’arredamento a mio parere non rende giustizia e mal si adatta al livello del locale, che resta pur sempre (anche dopo il cambio di gestione una dozzina di anni fa) uno dei ristoranti di pesce più conosciuti e apprezzati di Milano. Tutto è molto anonimo: scelte cromatiche, arredi e mise en place sono improntati a un gusto minimalista che, complice un aspetto esterno sottotono, rischiano di avvicinarlo più a ad una buona pizzeria che a un locale da una settantina di euro a cranio. Se soprassediamo su questo primo impatto non proprio felice, il resto è invece capace di farsi apprezzare e di convincere. Iniziamo con il servizio, sempre attento, sicuro negli interventi e soprattutto discreto. Un piccolo omaggio (un calice di Franciacorta) contribuisce a mettere a proprio agio l’avventore accaldato di una tipica serata agostana in terra padana.

Nonostante alcuni invitanti antipasti in menu, decidiamo di iniziare direttamente dai primi: penne alle meraviglie del mare per la mia signora e ravioli di branzino con un pesto di rucola per il sottoscritto. Il ripieno dei ravioli è sicuramente di buona qualità, con il gusto di branzino ben definito e percepibile, come piace a me, ma... c’è pur sempre un ma. Cerco di chiarire: l’insieme risulta piuttosto sciapo, e pur non amando le vivande salate qualche pizzico in più nell’acqua di cottura me lo sarei fatto scappare. L’incontro con il tipico gusto amarognolo della rucola rischia così di apparire uno “scontro” in cui la meglio (ai punti, se non proprio per KO) l’avrà il sapore deciso, quasi tiranneggiante, del pesto. Intendiamoci, il piatto resta nel complesso piacevole, ma è stato certamente il meno convincente della serata. Decisamente su altre corde sono le penne alle meraviglie del mare: una pasta condita con un sugo di pomodoro fresco e una ricca varietà di cozze, vongole, piovra e gamberi, tutto di grande freschezza e sapore. Ogni elemento ha un proprio carattere, distinto dal resto del piatto, e al tempo stesso concorre a formare un insieme equilibrato e armonico.

Come secondo optiamo per un classico del locale, ovvero il fritto misto chiamato evocativamente “Nuvola”, oltre a un rombo al forno con patate. Il fritto, asciutto e al tempo stesso morbidissimo, è tra i migliori che io abbia mai provato, accompagnato da alcune verdure in pastella che aiutano ad alleggerire un piatto per sua natura digestivamente (passatemi l’avverbio) impegnativo. Ma è forse il rombo ordinato da mia moglie a incontrare maggiormente i miei gusti: una cottura perfetta per una materia prima di ottima qualità (nella norma, e direi solo corrette le patate di accompagnamento). Un piatto semplice che proprio per questo richiede una tecnica attenta per esaltare i sapori originari degli ingredienti, senza eccessi o salsine barocche spesso colpevoli di stendere una coltre indistinta su tutto ciò che hanno la sventura di incontrare sul loro cammino.

Già sazi, nonché provati da qualche buon calice di troppo di un Franciacorta brut Banfi, affrontiamo i dolci: una torta di mele (con una pasta frolla spettacolare) e una torta pere e cioccolato (buona anche se servita decisamente troppo fredda).
Conto di 134 euro in due che definirei corretto se rapportato agli standard milanesi, conto che comprende oltre a quanto già descritto, una bottiglia di Franciacorta (25 euro), una di acqua (3 euro) e un caffè, oltre a 5 euro a testa di coperto (cifra che suggerirebbe forse una maggiore cura dei dettagli sia nelle stoviglie che nell’ambiente).
Complessivamente un’esperienza molto positiva, da riprovare anche con un diverso menu.

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