Domenica 20 settembre, ore 19:30: piove a dirotto ...

Recensione di del 20/09/2009

Da Pippi

32 € Prezzo
5 Cucina
7 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €

Recensione

Domenica 20 settembre, ore 19:30: piove a dirotto in quel di Masone mentre con un gruppo di amici constato amaramente che la sagra del fungo che si doveva tenere proprio quella sera in paese, in realtà non avrà luogo. Delusi ma non domi cerchiamo un ristorante nei dintorni che possa ospitarci tutti (siamo in quattordici, infanti compresi). La scelta, poco meditata, cade sul Ristorante da Pippi, a poche centinaia di metri dalla nostra attuale posizione.
L'esercizio è sito sulla strada principale del paese a poca distanza da un grande posteggio presso il quale vi sarà facile trovare posto per le auto.
Il locale presenta uno stile rustico, esteticamente gradevole, con riusciti inserti di legno e pietra e con quell'aria da "trattoria di lusso" con il bancone del bar posto in bella vista all'ingresso. I bagni, ricavati in un'appendice dell'edificio, sono in buono stato e decisamente puliti.
Il proprietario ci accoglie con qualche riserva riguardo alla sistemazione, dal momento che, non avendo prenotato, non è pronto ad una compagnia sì numerosa, anche se dopo qualche calcolo e l'unione di due tavoli riesce a farci accomodare ai nostri posti. L'apparecchiatura è semplice ma di buon gusto con tovaglie e tovaglioli bianchi in stoffa e bicchieri per l'acqua di colore blu con una strana svasatura laterale. I bambini sono affamati e in tavola arrivano rapidamente tre cestini di pane con focaccia genovese, molto apprezzata soprattutto dai più giovani.
Prima di iniziare le ordinazioni il proprietario ci avvisa del fatto che, nonostante il locale sia rinomato per i funghi, la stagione è piuttosto grama e la disponibilità è piuttosto scarsa e i fatti gli daranno ampiamente ragione.

Inizia così, oralmente, l'elenco dei piatti disponibili: usanza, a mio modo di vedere assolutamente deprecabile dal momento che il menu scritto permette una più attenta riflessione sulle scelte nonchè una pianificazione della cena alla luce dei successivi piatti e, non ultimo, una verifica dei prezzi.
Comunque, senza accennare minimamente alla possibilità di avere un antipasto, una corpulenta signora sciorina l'elenco dei primi piatti spaziando dai ravioli al ragù, ai tagliolini al sugo di funghi, alle lasagne al forno e ad alcuni altri piatti, che, a causa del motivo sopra esposto, non sono in grado di ricordare. Nel frattempo il proprietario ci indica alcuni vini a sua disposizione tra i quali optiamo per una buona bottiglia di Dolcetto d'Alba alla quale farà seguito una meno felice di Barbera.
Le nostre ordinazioni nel frattempo proseguono a singhiozzo, dal momento che la signora al nostro tavolo, dopo aver raccolto le comande per un singolo piatto (ravioli al ragù per i bambini) si precipita in cucina a riferire, per poi tornare da noi a ricevere la richiesta successiva.
Nel frattempo il locale si va lentamente riempiendo, inaspettatamente opinerei, dal momento che il proprietario, vista la confusione che imperversa al nostro desco si scusa della mancanza di un cameriere in più che sarebbe senz'altro stato assoldato in previsione di un tale assalto.

Arrivano comunque i primi piatti: cinque tagliolini al sugo di funghi e tre piatti di ravioli al ragù da dividere tra i bambini. E qui giunge la prima delusione: le porzioni sono ridotte, soddisfacenti per lo stomaco dei piccoli ma non sicuramente degli adulti, che inoltre devono fare i conti con l'assenza ingiustificata (o quasi) degli stagionali miceti. Il mio vicino, conta nel suo sugo tre (dico tre) fette di fungo porcino! Peccato poiché la pasta, fatta in casa è di ottima consistenza e di perfetta cottura cosiccome quella dei ravioli, conditi con un buon sugo di carne.

Dopo la sparecchiatura dei primi piatti, la signora inizia ad enumerare
le seconde portate. Ogni commensale è concentrato su ogni singolo fonema per non incorrere nel rischio di sbagliare gli ordini, che risulteranno così suddivisi: quattro faraone con funghi (!), due porzioni di agnello impanato, un bollito con lingua e due milanesi per i bambini. I contorni sono rappresentati da patate al forno, due piatti di funghi fritti (tre fette per piatto!) e un piatto di ratatouille, gentilmente offerta dalla casa.
Le porzioni dei secondi piatti, a parte le faraone, sono irrisorie e culminano in una beffa per il mio bollito che si condensa in una sottile fetta di difficile attribuzione anatomica, in un ritaglio di altra anonima provenienza e in un piccolo trancio di lingua: il tutto (poco) accompagnato da una, comunque buona, salsa verde. Inoltre la panatura della milanese si stacca durante il taglio e dulcis in fundo, dei vantati compagni delle faraone, i funghi, sono presenti soltanto i superstiti. Senza nè vanto nè gloria i contorni.

Nonostante tutto, qualcuno azzarda l'ordinazione dei dolci, ma a quel punto, le mie trombe di eustachio sono già altrove, perse nelle confusione degli altri avventori e nei brontolii del mio stomaco affamato: ricordo comunque della panna cotta e del tiramisù che però, non avendo assaggiato, correttamente non recensirò.
Terminiamo con caffè e due grappe, che, contrariamente a tutto il resto scendono copiosamente nei nostri bicchieri.
Ed ora facciamo due conti, escludendo come sempre i bambini che hanno consumato solo porzioni di portate: il coperto costa 1,5 euro (gratis per i bambini), quattro acque minerali (anzi, mineralizzate) a 2 euro l'una, due bottiglie di vino 30 euro, cinque primi 45 euro, sette secondi 84 euro, quattro contorni 12 euro, cinque dolci 22,50 euro, quattro caffè 6 euro, due grappe 6 euro: totale 255,50 euro che diviso per otto commensali dà il risultato di 32 euro a testa.
Il prezzo potrebbe sembrare non eccessivo, ma deve essere considerato che non è stato consumato nessun antipasto e che soltanto cinque clienti su otto hanno ordinato primo e secondo piatto.
Concludendo, la serata ha rappresentato un'insoddisfazione totale, sia per l'esigua quantità delle portate che per il servizio raffazzonato ma soprattutto per la scarsità dei funghi nelle preparazioni che li prevedevano: sarebbe stato molto più corretto precisare che, stante la penuria della materia prima, avrebbero potuto essere realizzati sono un numero limitato di piatti. Come si dice, meglio poco ma buono. Come scusante cito l'assalto di clienti dovuto, probabilmente, all'assenza della sagra già citata, ragion per cui, rimando il "Ristorante da Pippi" a settembre dell'anno prossimo sperando di ritrovare tra i suoi banchi dei vecchi compagni quest'anno assenti: i funghi!

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