Esperienza non completamente positiva

Recensione di del 29/11/2013

Osteria del Divin Porcello

35 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

Nel comune di Masera, il locale appare gradevole con due zone esterne per il parcheggio.
All'ingresso un piccolo disimpegno con il banco con la cassa che porta a due sale in sequenza.
Noi abbiamo cenato nella prima, dominata da un grande bancone di legno, con le pareti rivestite di pietra tipica, soffitti dominati da travi di legno vecchie.
Insomma un'atmosfera simpatica di montagna.
Tovaglie e tovaglioli invece stonano un po' essendo di carta particolare che richiama molto un tessuto grezzo e che se non esaminati attentamente potrebbero anche sembrare di stoffa, ma pur sempre carta.

Passando al menu, l'offerta va da salumi vari assortiti dichiarati di loro produzione secondo tradizione del "nonno mastro Pierino". Zuppe di legumi, di verdure e patate, gnocchi all'ossolana, ecc.
Poi tutta un'offerta di carni che sono la caratteristica del locale.
Filetti vari, al bettelmann, alla crema di porcini, grigliate miste, costolette di cervo, ecc.
Ben evidenziata, con tanto di spiegazione, poi la "lausciera "con patate al forno.

Le nostre scelte si sono orientate su affettati misti tradizionali e di selvaggina (tra i quali salame di testa, mocetta di capra, filetto affumicato) serviti insieme a due ciotole, una con del prosciutto crudo a dadini condito con olio, e l'altra con tonno di maiale (di fatto della carne molto saporita, probabilmente bollita sino a sfilacciarsi molto e condita anch'essa con olio).
Molto vari gli affettati, con qualche proposta non usuale, nel complesso piacevole anche se gli annunci di tradizione e territorio mi avevano creato un'aspettativa di eccellenza che di fatto è andata un po' tradita.

Un commensale sceglie la zuppa di legumi che trova molto salata.

Per secondo tutti abbiamo optato per la famosa "lausciera" che di fatto nel lessico del posto è una pietra ollare di dimensione adatte che viene portata ad ogni commensale affinchè provveda autonomamente a cuocersi delle fette di filetto e di lonza di maiale che vengono servite su un piatto di portata molto lungo e stretto per l'intera tavolata o comunque per coloro che la ordinano.

Per contorno delle patate al forno di ottima qualità. Molto buona anche la carne magrissima e simpatico il gioco della cottura.

La delusione però' maggiore sta nel servizio. In assoluto un po' troppo freddo e sbrigativo, ma con una pecca veramente marcata sul tema vini.
Prima annotazione, non c'è una carta. La cameriera ci annuncia che verrà un esperto per la scelta.
In realtà chi ci deve assistere sa veramente poco di vino e alla nostra difficoltà volta a cercare una soluzione tra di noi, in quanto ci sono due amici che non bevono vino rosso, tra ordinare al bicchiere o trovare un compromesso, non ci stimola con nessuna ipotesi o suggerimento.
Per prima cosa annuncia che al bicchiere possiamo bere solo il vino della casa. Poi alle nostre richieste di proporci qualche bianco importante con struttura che possa, pur non essendo l'ideale, reggere le nostre scelte gastronomiche, dapprima propone semplicemente e vagamente il nome di uvaggi vari e successivamente, vista la nostra perplessità, fa la spola con la cantina portando una o due bottiglie in visione alla volta.
Al terzo giro ci arrendiamo e prendiamo un vino da tavola "EWA" di Elena Walch che di per sè si dimostra un discreto vino ma certo non l'ideale.
L'aspetto insolito di tutto questo è che poi facendo un giro per il locale si trovano accatastate, ad esempio all'interno di un grande caminetto, bottiglie di una certa qualità che fanno pensare ad una buona cantina.
La sensazione è che ci sia qualcosa nell'organizzazione che non va.
In ogni caso, una serata che poteva anche essere complessivamente valida per il cibo e l'atmosfera è stata un po' guastata da queste mancanze.
Il costo finale per tre antipasti misti, una zuppa, quattro secondi, un dolce, vino (18 euro) acqua, 139 euro,

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