Ho passato il week end da amici di Masera e a cena...

Recensione di del 19/11/2011

Osteria del Divin Porcello

33 € Prezzo
6 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Ho passato il week end da amici di Masera e a cena mi hanno portato al Divin Porcello, un po’ una istituzione in zona per chi vuole mangiare buoni piatti della tradizione locale. Siamo arrivati intorno alle 20 e 30 di un sabato finalmente novembrino, ovvero tendente al freddo. La giornata comunque era splendida e dopo un bel po’ di passeggiate nei dintorni (consiglio due passi a piedi al Lago di Onzo) la fame si è fatta sentire. Il locale è carino, una struttura antica, allegramente ristrutturata con colori pastello ben evidenti, che tagliano un po’ il tono anonimo delle case che lo circondano. Internamente ci sono più salette che possono ospitare circa una sessantina di persone in totale. A noi quattro è toccata una saletta posta al piano terra poco dopo l’ingresso.
Nota positiva, l’apparecchiatura con le tovaglie di stoffa...finalmente! Non sono molto amante delle tovagliette di carta e poi trovare il coperto a tot euro.
Il servizio scorre via senza infamia e senza lode, non abbiamo da ridire ma, sarà stato il locale pieno, sarà stato che comunque è il loro carattere, avrei preferito un po’ di apertura in più da parte di chi sta a contatto con il cliente.

Da un menu che come ho detto prima, strizza l’occhio alla tradizione locale, non si poteva iniziare con una degustazione di salumi e formaggi di varia natura. Molto buono il prosciutto, ben tagliato e stagionato. Più che discreti il lardo e anche il caprino avvolto nella verza. Più che apprezzabili gli altri salumi fra cui quelli di selvaggina. Avrei gradito che chi ci ha servito gli antipasti, ci avesse spiegato tutte le tipologie di fette. Vabbè, sono comunque riconoscibili.

Saltiamo il primo per andare a provare la Lauscera o Laugera, carne di maiale cotta sopra la pietra locale rovente e già salata. La carne viene cotta direttamente nel piatto dal cliente stesso. Ai lati sono presenti le patate arrosto (buone) e quattro salsine di base maionese dove oltre alla versione naturale c’erano anche quelle al curry, al peperoncino e al prezzemolo. La carne una volta cotta va insaporita con le cremine. Non sono rimasto entusiasta del sapore della carne, l’ho trovata dal sapore anonimo. Questo non significa che non fosse fresca, per carità, ma conosco bene il maiale avendolo spesso da lavorare in casa, ma il filetto e la lombatina sono piuttosto "sciapi" e tagliati troppo finemente.

Il posto per un dessert c’è sempre e ho voluto provare il Panelatte, torta fatta con il pane raffermo, tipica della cucina di recupero. A completare l’impasto, il cacao, l’uvetta e la frutta secca oltre che il latte ovviamente. Forse andrebbe alleggerita un po’.
Di accompagnamento abbiamo bevuto un più che onesto Prunent sfuso della casa, piacevole e tosto. Con acqua e caffè il nostro conto totale è stato di: quattro coperti 8 euro, 10 euro gli affettati misti, 10 euro gli affettati di selvaggina, 7 euro il formaggio medio, 60 euro per i quattro secondi piatti, 17 euro per i tre dolci, 6 euro le tre bottiglie di acqua, 14 euro per il litro e mezzo di Prunent della casa e 4 euro i caffè. Totale di 136 euro arrotondato a 130. Il locale si presta bene a cene fra amici, visto che è piuttosto chiassoso, ma per la spesa che richiede, va bene così.

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