Siamo da qualche giorno all’Isola d’Elba e complic...

Recensione di del 20/07/2012

Publius

44 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 44 €

Recensione

Siamo da qualche giorno all’Isola d’Elba e complice quello che leggo sui siti decido di proporre a Cri un ristorante molto rinomato, ma con contrastanti recensioni.
Saliamo in auto e dopo qualche chilometro sulle splendide e strette strade dell’Elba arriviamo a Poggio, dove parcheggiamo e chiedo se è possibile due posti senza prenotazione.
Si consultano un attimo, intanto controllo l’atmosfera del locale molto particolare, accattivante e molto signorile, poi uno sguardo alle vetrate e lo spettacolo completa il tutto, un mare ed un cielo azzurro che fanno risaltare il verde e le rocce dell’isola come in uno splendido quadro verista.
E’ anche un’orario eccellente, e forse una leggera brezza da nord spazza via ogni ostacolo alla visuale.

Ci fanno accomodare in un tavolino decisamente piccolo, ma non ce ne accorgiamo neppure, tanto siamo sopraffatti dal panorama.
Senza richiederlo ci portano in tavola un assaggino con polenta fritta e cremina delicatissima.
Il cestino del pane con varie tipologie, menù e carta dei vini.
Io opto per un primo di terra, gnocchetti di farina di castagne accompagnate da un intingolo di petto d’anatra, Cri preferisce tagliolini con tartufo.
Poi al palato si riveleranno delle ottime scelte.
Per il vino, siamo due appassionati, di bollicine rosse, in genere non troviamo molta scelta, ma il cameriere ci confessa di avere qualche bottiglia di lambrusco fuori dalla carta, accettiamo e ci porta un lambrusco di Ceci che non avevo mai assaggiato, ma di cui avevo sentito parlare, uve della bassa parmense.
Le pratiche più commerciali utilizzano tenere le uve sui lieviti per mesi, metodo molto usato oltralpe, in questo caso invece (poi informatomi meglio) il metodo è quello classico, macerazione sulle bucce a bassa temperatura e poi l’affinamento in acciaio e presa di spuma in autoclave, il vino ha un bellissimo colore rosso porpora con spuma colorata, grande profumo ed eccezionale degustazione, morbido con attacco tanninico ed un frizzante gradevole, unica nota stonata per il mio palato è che risulta poco secco, quasi abboccato, ma molto azzeccato l’accoppiamento con la farina di castagne.
Qualcuno lo ha definito lo champagne rosso di Otello Neri di Lambrusco Ceci.
Viene servito leggermente fresco, e sistemato in un cestello appeso al tavolo dato lo spazio limitato.
I primi sono veramente eccezionali, delicatissimi gli gnocchetti di castagne e molto sobrio l’intingolo di petto d’anatra poco grasso, non so se per merito del cuoco o perché è molto indicato l’accoppiamento con la farina di castagne.
Ottimi i tagliolini al tartufo, rigorosamente tartufo nero classico del centro italia, non amo particolarmente il profumo di tartufo, ma dall’altra parte del tavolo sento il caratteristico odore.
Veramente eccezionali le due portate dei primi, mentre non altrettanto possiamo dire per i secondi.
Mi faccio allettare da carne di cinta senese, semplicemente grigliata, ma non riscuote il mio apprezzamento, forse non dovrebbe essere cucinata in questo modo, la trovo stopposa e con un eccesso di sapore di “bestino”, ottimo invece il contorno di un tortino di cavolo verde delicatissimo.
Cri chiede solo un piatto di verdura e le vengono portate delle bietole ripassate in padella, ma ahimè piccantissime.
Richiamiamo il cameriere che si scusa di questo incidente, ma confessa che questo è un piatto preparato in precedenza, scaldato al momento ma già in prima cottura con dell’olio aromatizzato in abbondanza con peperoncino.
Grave pecca della cucina e del locale quindi.
Nell’immediato si scusano e portano alla costernata mia consorte il tortino di cavolo verde già servito a me che io confermo per l’ottimo gusto e per l’eleganza della preparazione.
Dessert, macedonia confezionata al momento e cantuccini con Aleatico, un punto fermo dell’isola.

Chiediamo il conto, euro 88 in due, appena eccessivo considerando che Cri praticamente non ha mangiato secondo.
Comunque il locale per la posizione e per il servizio merita senza dubbio la fama che ha acquisito.

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