Uno stellato "da corsa"...

Recensione di del 18/06/2013

El Coq

72 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 72 €

Recensione

Cosa si può dire di un ristorante così celebrato? Gestito, diretto, ideato e creato da un giovanissimo cuoco che ha rapidamente meritato una stella Michelin?
Si può solamente confermare ai mangioni erranti che sebbene Marano Vicentino non sia proprio sulle direttrici stradali principali del Veneto, una deviazione la merita senz'altro.
Essendo la seconda volta che mi recavo in questo ristorante, ho preferito ordinare alla carta. Sia perchè la prima volta avevamo scelto il menu degustazione, sia perchè essendo una tappa a pranzo (per una fortunata coincidenza e contrariamente al solito il locale era aperto) nel mezzo di un lungo giro in moto, ho preferito stare abbastanza leggero.

Inutile dire che ho riassaggiato il  burro el Coq di latte vaccino affumicato. A guisa di secondo saluto della cucina. Originale, buono e presentato elegantemente.
Tornando al saluto vero e proprio, si trattava di un barattolino di vetro contenente due cozze con granita di dashi (brodo di pesce), il salicornio detto anche asparago di mare e il kumquat, mandarino cinese essiccato.
La particolarità è data dal forte sentore di affumicato che si percepisce appena si apre il piccolo contenitore.
Buono tutto l'insieme con le cozze che mi sono piaciute di più dell'ostrica proposta nella stessa maniera in apertura del menu degustazione.

Il primo piatto è stato la zuppa fredda speziata di pesce ceviche. A volte resto un po' scottato dalla mia curiosità che mi porta anche ad ordinazioni magari troppo “di pancia“ ( e qui il termine ci sta benissimo...). Ma questa volta decisamente no.
Buona, molto buona. Un pizzico troppo forte il profumo-gusto del coriandolo. Ma l'insieme mi è piaciuto molto, ripeto.

Come secondo ho ordinato il filetto di vacca rubia gallega alla brace con verdure, che dopo la costata dovrebbe essere il cavallo di battaglia di Lorenzo Cogo che ha lavorato anche in Spagna nel ristorante Etxebarri.
Buono. Anche se purtroppo, quando le aspettative sono molto alte, il buonissimo può diventare solamente buono.

I due dessert ordinati per concludere questo piacevolissimo pranzo sono stati la cosiddetta apoteosi .
Una tarte Tatin con gelato alla vaniglia e la caprese di cioccolato con gelato di mandorle. Ottime e quasi “commoventi“.

Per quanto riguarda i vini, essendo su due ruote e nell'ottica del pranzo leggero, ho incominciato ordinando un calice di Agnobianco, onesto e piacevole vino del territorio a base di Garganega e Durello della Cantina Masari.
A seguire ho ordinato un calice di Tsarapi 2010. Un vino decisamente originale e curioso. Ad incominciare dal colore, sull'arancione. Proveniente dalla Georgia (Europa non USA) e maturato in anfore secondo una antica tradizione. Anche il primo assaggio mi ha incuriosito e portato a pensare che ci fosse un gusto finale troppo dolce. In realtà, come mi ha gentilmente spiegato la giovane cameriera che ci ha serviti durante tutto il pranzo, è una sensazione che scompare dopo averlo riassaggiato. O perlomeno mi ha convinto.
Infine e per fortuna, mia moglie non è riuscita a convincermi a rinunciare al terzo calice di vino. Un rosso I Castagni della cantina di Michele Satta e che è risultato, direi, il migliore dei tre. Profumato, corposo nonostante fosse relativamente giovane (credo 2008), buono!

Come spesso accade in questo genere di ristoranti, non so mai se sono riuscito ad apprezzare tutte le sfumature della cucina di questo giovane/esperto cuoco. Mi basta comunque sapere che sono uscito soddisfatto e che ci tornerei volentieri spesso.
Il conto finale di 145 euro mi porta un po' al limite dei miei "canoni normali " di spesa. Anche perchè vado spesso (e volentieri...) fuori a mangiare. Però siamo pur sempre nei limiti della normalità calcolando il livello di questo ristorante.
Forse un po' cari i primi due calici di Agnobianco. Come ho fatto notare al proprietario. Che mi ha dato una spiegazione tutto sommato plausibile in riferimento alla stella Michelin.
P.S. Il voto alla cucina è stato influenzato, in minima parte, dal fatto che Cogo ha anche corso in moto per circa quattro anni. E aggiungerei che se guidava come cucina, il motociclismo italiano ha quasi sicuramente perso un potenziale campione.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.