Lorenzo Cogo ha 24 anni e un curriculum impression...

Recensione di del 05/07/2011

El Coq

55 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 55 €

Recensione

Lorenzo Cogo ha 24 anni e un curriculum impressionante: Marque, Fat Duck, Etxtebarri e Noma, giusto per citare solo alcune tra le tappe di un giovanissimo giramondo che ha inaugurato all’inizio di maggio la sua creatura in quel di Marano Vicentino, piccolo paese facile da raggiungere con l’autostrada Valdastico dall’uscita Tiene-Schio.
Arredi minimali, linee essenziali, niente tovaglie, il bianco domina a partire dalla simpatica cornice di legno che contiene i supporti per la posateria, a lato del tavolo un tronco d’albero a fornire appoggio per borse e cellulari. Timido e dal sorriso cordiale il giovane che presidia la sala e rivolge il massimo della sua attenzione al cliente.
La carta dei vini è volutamente piccola e per forza di cose in evoluzione, qualche bella etichetta a prezzi moderati e una buona selezione di birre artigianali. Due menu degustazione, con e senza vini abbinati, 40 e 55 euro, quattro portate 55 € e 75 euro per sei piatti.
Descrizioni brevi per contenuti gastronomici di una complessità non complicata: è una sfida dura ma il ragazzo ha sale in zucca e soprattutto idee piuttosto chiare, per cui chiunque troverà pane per i suoi denti, dall’innovativo concettuale al lineare, inclusa una perfetta costata di manzo alla griglia (5 €/hg), beh, Extebarri...
Già, il pane: lievito madre, fragranza e profumo a prova dei migliori, così come i grissini.

Appetizer, qui si ritrovano Giappone e Danimarca: un freschissimo dashi in gelatina con acqua di pomodoro e alghe, subito una botta che risveglia i sensi e apre il palato.
Geniale semplicità nella difficile ma riuscita nobilitazione della barbabietola servita affumicata e cotta intervallata da fettine marinate nel Martini, una base di tapioca e yogurt e nocciole tostate a dare croccantezza. Sorprendente.
Più “normali” concettualmente ma non meno golose le crocchette di coda di vitello con finferli.
Tortelli al coniglio, rucola e vezzena: equilibrio, cottura precisa, pasta perfetta.
Di nuovo oltre i confini con gli gnocchi di cavolfiore, scampi e ciliegie: un gusto avvolgente, armonico e riuscito. Unico piccolo appunto, male non sarebbe stato lasciare qualche parte di crostaceo da masticare, perché così il piatto sarebbe perfetto.
Capretto km zero; ecco, qui siamo al godimento in purezza: carne, cottura, profumi, tenerezza.
Ghiotto, ghiottissimo il maialino a 360° meravigliosamente grasso e croccante nelle sue variazioni.
Insalata di frutta e fiori, colore e freschezza per terminare, ma la gola in agguato suggerisce senza pentirsene un boccone di cheese cake ai frutti di bosco.
Che dire? Se questi sono i preamboli siamo di fronte a una persona che farà molto parlare di sé, meglio ancora se con meno riflettori puntati da parte della stampa specializzata che al momento lo stringe d'assedio: i dolori dell'enfant prodige.
Ai prezzi in carta (da 8 a 11 € gli antipasti, 12/13 € i primi, 16/18 € i secondi, 5/7 € i dolci) da visitare e rivisitare.

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