Quest'oggi decidiamo di desinare all'Aquila Nigra,...

Recensione di del 08/12/2010

Aquila Nigra

125 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 125 €

Recensione

Quest'oggi decidiamo di desinare all'Aquila Nigra, noto e premiato ristorante di Mantova. Arrivarci é molto semplice, il ristorante si trova in una viuzza a pochi passi dalla centralissima e monumentale piazza Sordello. Caratteristico l'esterno: un palazzo con i mattoni a vista e un'insegna in ferro segnala l'entrata del ristorante. Varchiamo la soglia dove ad attenderci all'ingresso troviamo il gentile maître, che presi in custodia i nostri cappotti ci accompagna al tavolo assegnato. La sala da pranzo in cui desiniamo é ampia, dall'alto soffitto a cassettoni e dal pavimento in marmo posato a scacchiera bicolore, travertino classico e rosso di Verona. Parecchi i tavoli, ma giustamente distanziati, son disposti rasenti le lunghe pareti. Al centro della sala un grosso tavolo di servizio ed un invitante carrello dei formaggi. La mise en place é di livello, degna delle attese. Gradevole ambiente d'antan, atmosfera elegante ed ovattata.
Accomodati ci vengono porte le carte ed offerto un gradevole flûte di spumante metodo classico di cui non veniamo informati sulla maison d'origie nè noi ci prodighiamo per svelare l'arcano.

Ricco il menu di piatti intimamente legati al territorio, presenti anche due invitanti percorsi degustazione; per il pranzo odierno la nostra comanda é a la carte.
Abbondante di etichette la carta dei vini tra i quali opto per una bottiglia di Champagne Aubry, fantastico abbinamento a ciò che andremo in seguito a degustare.
Si apre con un delizioso benvenuto dalla cucina.
Il servizio è attento fin dalle prime battute, molto formale ma mai ingessato e non risentirà di nessun calo di professionalità nonostante il locale si stia via via riempiendo.

L'antipasto servito é una meravigliosa terrina di foie gras servita in un ampio piatto di vetro nel cui centro v'é il fegato grasso e tutto intorno a guarnire gocce di varie confetture.

Proseguiamo con un piatto che pare essere un commovente panegirico della cucina mantovana per la perfezione della sua esecuzione: i ravioli di zucca. In un ampio piatto di ceramica fondo trovano posto una dozzina di gustosi ravioli, dalla pasta evidentemente casereccia e dal ripieno dolce ed equilibrato.

Solertemente ma non incalzantemente, e dopo una breve discussione con il maître sulla qualità dei tartufi baianchi di golena, viene servito l'ultima delle portate principali: uovo e tartufo.
Una fetta di pane croccante su cui é adagiato un uovo fritto ed una abbondante grattata di trtufo a ricoprire il tutto. Come aveva premesso il capo sala la qualità del tubero é molto buona, ampio e persistente il profumo, piatto di semplice preparazione ma perfettamente eseguito.

Il dolce: un'ottima crème brûlée alla quale abbino un buon calice di Sauternes.
Il caffè ed il conto, 252 €, chiudono un pranzo più soddisfacente. La cucina d'alto livello con piatti collaudati ma eseguiti con mano attenta ed locale che non mancheremo di rivisitare.

Matteo F. e Patrizia L.

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