Serata piovosa di novembre, dopo una sabato lavora...

Recensione di del 13/11/2010

Le Tre Colonne

38 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Serata piovosa di novembre, dopo una sabato lavorativo, quale soluzione migliore se non quella di andare a cena in un ristorante mai provato prima?
Detto e fatto. Io e la mia compagna decidiamo di starcene vicini a casa ed allora scegliamo di andare a Malnate (dove abitualmente ceniamo in un altro ristorante che però richiede la prenotazione), dopo aver visto il sito, peraltro scarno, del ristorante Le tre colonne (e non Tre Colonne come indicato qua su ilmangione.it).
Parcheggiare è abbastanza comodo; davanti al ristorante c'è poco posto ma tutto attorno ci sono parecchi posti auto che fiancheggiano la piazza grande lì vicino.
Entriamo e l'ambiente lascia subito una buona sensazione positiva. Il locale è stato ricavato all'interno di una vecchia villa a due piani.
Il piano terra è dominato dalla zona bar, con un bancone old style in legno e dei tavolini con poltrone che fanno sembrare il tutto più un ingresso di albergo dove sostare a bere qualcosa prima di salire in camera. L'ambiente risulta in genere abbastanza raffinato.
Ci accoglie il proprietario che, avendo constatato che non avevamo prenotazione ci chiede di attendere, mentre lui sale al piano superiore a verificare se ci sono posti disponibili. Dopo poco scende e ci conferma la disponibilità accompagnandoci nella sala ristorante vera e propria al piano superiore. Salendo ci accorgiamo che c'è anche una scala che scende ad una porzione di piano lievemente più in basso dove c'è un unico tavolino per due persone, abbastanza appartato (scelta secondo me un po' discutibile).
Arrivati di sopra, il ristorante si conferma a primo impatto abbastanza elegante. Trattasi di due ambienti divisi da una parete aperta, il secondo dei quali presenta tre colonne (da cui il nome del locale) ed un camino, purtroppo spento.
Qua subentra una prima sensazione negativa: il ristorante è semivuoto e la verifica del posto da parte del proprietario di poco prima si rivela subito una finta, probabilmente per darsi un certo tono. Ci viene incontro il cuoco che ci indica un armadio a muro dove riporre giacche e quant'altro (sarebbe stato più cortese accompagnarci e prenderci i soprabiti).

Scegliamo un tavolino vicino alla parete. Una volta seduto comincio a guardare meglio e valutare il locale. E' senza dubbio un bel posto, piacevole alla vista, ma presenta alcune ambiguità, sembra un tentativo di creare un ambiente abbastanza elegante, ma che sia anche "giovane", con travi a vista e sedie da osteria. Mix che secondo me rovina un po' l'atmosfera (Michael Bublè in sottofondo poi proprio non lo sopporto, ma questo è un mio gusto personale).
Capiamo fin da subito che il cuoco è anche colui che serve ai tavoli. Probabilmente è un ristorante che lavora molto su feste, cerimonie e quant'altro e che quando non ha eventi in programma preferisce avere pochi coperti perchè mantiene poco personale. Ma questi sono tutti miei pensieri.

Ci portano il menu. Scegliamo due antipasti e due primi. Gli antipasti sono: un tortino di riso con pollo al curry per la mia lei e una soutè di gamberetti su cavolo rosso per me. Ci facciamo portare nel frattempo una bottiglia di acqua frizzante e un calice di rosso a testa (ci viene "consigliato" del Valpolicella che si rivela un po' "evaporato" nel sapore, mi ha dato l'idea di essere stato stappato già da un po').

Arrivano gli antipasti, accompagnati da fette di pane e crostini al rosmarino serviti all'interno di due cartocci, quasi fossero caldarroste, portati dal proprietario. La combinazione del mio piatto è buona, gamberi e cavolo rosso si sposano bene, tuttavia i gamberi, già delicati di loro, non hanno un sapore molto coinvolgente. Il tortino di riso è presentato in un piatto completamente cosparso di crema al curry con piccoli pezzetti di pollo, abbastanza buono anche se non difficile da preparare.

Optiamo poi per due primi, dei ravioli di cernia al burro per me e pappardelle al sugo di cinghiale per Paola. I ravioli sono buoni, il ripieno di cernia è sicuramente più deciso dei precendenti gamberetti, tuttavia c'è un po' troppo burro fuso, insaporito da rosmarino. Le pappardelle al cinghiale le preferisco anche se noto che di carne ce n'è veramente poca.

Infine saltiamo il secondo e ordiniamo il dolce. Per me pera cotta nel vino accompagnata da riduzione del vino di cottura, per lei torta all'anice che il cuoco specifica essere abbastanza delicata, visto il sapore forte dell'anice.
La mia pera è buona, in genere non amo la frutta cotta, ma gli altri dolci sulla carta non mi entusiasmavano e fortunatamente per me si rivela essere il miglior piatto della serata. Azzeccata e di gusto equlibrato la riduzione al vino che avvolge la pera e che contrasta lievemente col dolciastro della frutta cotta, restituendo un perfetto mix di sapore. Non assaggio la torta all'anice perchè odio l'anice, mi viene comunque confermato essere discreta ma sapere poco di anice.
Per finire ci viene portato un caffè espresso (io salto questa volta) servito con zollette di zucchero normale e di canna.

I piatti si sono rivelati discreti, senza infamia nè lodi, con una vetta nel mio dolce, davvero buono. I prezzi mi sono sembrati lievementi più alti nella media, specie nei primi che andavano dai 12 ai 16 euro al piatto, mentre i secondi costavano solo qualche euro in più rispetto ai primi. Il servizio non mi ha convinto del tutto, alcune scelte a mio parere sono da rivedere.
Forse alla fine il rapporto qualità/prezzo non è il massimo (€ 76,50 il conto) ma credo che una prova, visto anche l'ambiente che comunque è piacevole, specie per coppie, la possa meritare.

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