Al ristorante Vecchia Malcesine tornerei volentier...

Recensione di del 03/09/2011

Vecchia Malcesine

83 € Prezzo
10 Cucina
10 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 83 €

Recensione

Al ristorante Vecchia Malcesine tornerei volentieri più spesso. Poi però, per un motivo o per l'altro, questo "sano proposito" rimane più teorico che pratico.
E, tutto sommato, la bella cittadina lacustre non è poi così lontana da Verona.
Contraddizioni a parte, anche questa volta sono rimasto completamente soddisfatto.
Sia dell'ambiente (e della vista panoramica) che del gentile e competente servizio. In primis da parte del Proprietario-Chef e, a ruota, da parte dei suoi collaboratori.
Andando poi ai piatti assaggiati, non posso che confermare le mie precedenti impressioni. E cioè che esistono piatti ben fatti e buoni, e poi ci sono, come qui, quelli con una marcia in più.
Per la mia cena, ho scelto il menu degustazione “Del territorio dal monte al lago”. Accompagnato da due vini scelti dallo Chef. Che in realtà sono stati tre per me e uno per mia moglie.

Preceduto dall'aperitivo,un Rosè Spink della Cantina Zuliani e da un saluto dalla cucina, ”Budino di zucchine gialle con sarde di lago sotto sale e pomodoro confit“, è arrivato l'antipasto: “Trota, yogurt, sedano e caviale di sarda”. Bella presentazione con il sedano tagliato sottilissimo. Piacevole il contrasto tra I vari ingredienti.

Gli “Spaghetti monograno Bio Felicetti alla carbonara di lago“ li definirei il miglior piatto della serata. Buoni, molto buoni. Ne avrei mangiato una doppia porzione. Porzione standard e non da degustazione! Non riporto il procedimento di preparazione, ma la sua descrizione ha confermato la mia convinzione su questo tipo di cucina, esposta sopra.

“Gnocchi di ricotta del monte con crema di piselli e carpaccio di gamberi di lago” è stato il piatto successivo. Elegante, bellissime le due lamelle di carpaccio, e delicato. Forse con troppa prevalenza dei piselli.

Originale,e particolare come gusto di insieme, il “Panino di formaggio monte veronese con trippetta di agnello“. Dove il “di” sta a significare che nell'impasto del pane è presente il formaggio stesso. Circa il 40% dell'impasto.
Anche la presentazione è particolare: il piccolo panino rotondo è contenuto in un scatoletta di cartone simil McDonald's. Buono con un retrogusto che mi ha ricordato, in meglio, il siciliano panino con la milza.

“Capriolo all'amarone con polenta di patate“ è stato il piatto finale.
La ricetta di questo particolare tipo di polenta, fatta con le patate, risale a moltissimi anni fa ed è praticamente scomparsa. Il cuoco, Sig. Lupi, mi ha spiegato che ha voluto inserirla nel menu proprio per questo motivo: riproporre una ricetta povera della tradizione popolare, difficile da trovare altrove.
Buona, abbastanza leggera, la polenta, con un gusto comunque deciso ed originale. A me poi le patate piacciono molto e in questo modo non le avevo mai assaggiate. Molto buono il capriolo. Che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, si inseriva bene anche in un menu estivo.
Da segnalare che tra gli gnocchi e il panino,ci è stata gentilmente offerto un assaggio del cosiddetto “Carpaccio bugiardo” un piatto vegetariano a base di...anguria. Che avevo già gustato in un'altra occasione. E che ho riassaggiato molto volentieri.

Dalla carta dei dessert ho ordinato “Insalata di yogurt verdure e frutta“. Descriverlo non è come mangiarlo. Infatti il contrasto tra i vari ingredienti, soprattutto il cetriolo, non è assolutamente facile da descrivere. Mi limito a ribadire che anche questo piatto ha incontrato il mio gradimento.
E a questo punto faccio una piccola precisazione. Il voto alla cucina nasce, come spesso mi accade, anche dall'unione tra il risultato e la passione messa nell'ottenerlo. E qui alla Vecchia Malcesine le due cose si amplificano a vicenda. E quindi, ho confermato il voto dato due anni fa. Anche se durante questo periodo (in seguito ad alcuni incontri conviviali con mangioni di lungo corso ed esperienza) sono diventato un po' più “prudente” nell'attribuirlo.

Per accompagnare i miei piatti ,mi è stato servito prima un bicchiere di
“Camporengo“ della Cantina Poggi. Uve Garganega in purezza: buono, profumato e piacevole. Un vino cosiddetto del territorio. Così come il successivo rosso
“Villa Cordevigo Rosso 2004”. Questo, a mio modestissimo giudizio, presentava un retrogusto un po' troppo dolce (e difatti l'ho terminato con il dessert).
Ho quindi assaggiato un altro rosso, Parallele 45 cotè du Rhone Maison Paul Jaboulet 2009 che ho trovato più in sintonia con il capriolo e la polenta.
Il conto finale di euro 165,50, mi porta a confermare un rapporto qualità/prezzo buono.

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