Con l'apertura della stagione mia moglie diventa s...

Recensione di del 14/05/2009

Vecchia Malcesine

67 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 67 €

Recensione

Con l'apertura della stagione mia moglie diventa sensibile anche al panorama lacustre, la qual cosa mi fa andare in crisi, vista l'enorme offerta di ristoranti per turisti con vista lago sì, ma anche con una cucina che sembra sempre uguale indipendentemente dal locale.
Le propongo quindi di andare a Malcesine per provare la cucina dello chef/patron Leandro Luppi nel suo storico ristorante gardesano, premiato con la stella Michelin nell'anno 2004.

Ambiente già descritto nelle recensioni precedenti, mi limito a sottolineare nuovamente il fascino della scalinata che dal paese porta alla stretta e caratteristica vietta in cui è locato ristorante, la bellezza del giardino antistante l'ingresso e il panorama mozzafiato che si poteva ammirare dal nostro tavolo.

La carta presenta tre menu degustazione, con possibilità di vini abbinati, un piatto unico del giorno e varie proposte alla carta, riportate con relativi prezzi anche sul sito internet del ristorante.

Il servizio viene svolto oggi da due giovani camerieri, con qualche preziosa puntata in sala dello chef, grande personalità e prodigo di consigli e spiegazioni.
Ci viene offerto un aperitivo (sottolineo la cosa, sempre meno frequente): uno spumante trentino per me di cui non ricordo la cantina e con grande cortesia un analcolico per mia moglie, appena saputo che in questo periodo non può bere vino.
Mia moglie sceglie senza indugio il menù degustazione di pesce di lago, io vorrei scegliere alla carta sfruttando la possibilità di non avere il degustazione vincolante per l'intero tavolo, ma alla fine opto pure io per lo stesso menu, chiedendo una variazione allo chef che prende personalmente la comanda. Chiedo anche l'abbinamento di due calici di vino per me, per mia moglie solo acqua.

Il benvenuto della cucina consiste in una fresca mousse di mortadella con chips di patata e radicchio marinato. Buon inizio.

Antipasto.
Il tonno di lago crudo e cotto
Si tratta di una tartare di lavarello marinato e lavorato con rapa rossa, insalatina, piccolo uovo in camicia e carpa cotta servita in vasetto di vetro, con sale di Agrigento a parte da aggiungere a piacere. L'idea è quella di riproporre in modo elegante e con pesce di lago la vecchia usanza del fugace pasto a base di tonno in scatola, verdura e uova, tanto caro ai single di un tempo, poco inclini a mettersi ai fornelli dopo una giornata di lavoro. Ottima materia prima e piatto molto curioso e ben presentato, oltre che piacevole al palato.
Per me in abbinamento Bardolino Chiaretto cantina Le Fraghe, che accompagnerà dopo opportuno rabbocco anche il successivo primo piatto. Non sono assolutamente un amante del chiaretto, ma devo dire che questo vino mi ha favorevolmente sorpreso.
Lo chef, tra l'altro è uno dei promotori di un tour che ha lo scopo di presentare le eccellenze del Lago di Garda abbinate a Bardolino e Chiaretto, nonché reduce da giornate gastronomiche nel Sorrento in cui propose con ottimi risultati sempre abbinamenti cibo-Bardolino Chiaretto in compagnia di altri due noti chef stellati veronesi.

Primo piatto.
Spaghetti all'uovo con sarde di lago, pinoli, uvetta e arancia caramellata
Temevo, a torto, che l'insieme potesse risultare un pò banale, invece il bilanciamento delle varie componenti era più che corretto.

Secondi piatti.
Per mia moglie: Filetto di lavarello con pomodorini, olive, capperi, salsa di erba orsina e gamberi di lago
Ottimo davvero il lavarello, cotto da una sola parte e cottura ultimata coprendo il pesce, con la salsa di erba orsina ad innalzarne ulteriormente il sapore. Qui si esalta una materia prima spesso bistrattata con cotture alla griglia. Anche in questo caso, dal nome immaginavo un piatto che si potesse dimenticare facilmente...avevo di nuovo torto.
Per me: Trancio di luccio con crema di zucca, ricotta di capra e bacon croccante
Piatto di concezione completamente differente dal precedente; il luccio è cotto al vapore e qui il gioco è quindi tutto negli abbinamenti, motivo che mi aveva incuriosito. D'obbligo gustare le varie componenti nel loro insieme.
Il vino abbinato era un Berillo bianco az. Agr. Secchi Valdadige, vino di colore giallo paglierino molto fruttato, da me bevuto molto volentieri.
Una scelta precisa dello chef quella di farmi accompagnare da vini della zona piuttosto “leggeri”, fiducia da parte mia ben ripagata, anche se non sono in grado onestamente di dare un giudizio complessivo sui vini.


Dessert.
Non è presente una carta dei dolci, ma vengono proposti assaggi di 3 o 5 dolci.
Lo chef ci propone la degustazione più ampia da dividere in due, scelta opportuna nel nostro caso in quanto mia moglie ed io abbiamo gusti complementari in fatto di dolci.
I dolci, benchè ben eseguiti e terminati fino all'ultimo cucchiaio, sono i piatti che mi hanno meno colpito; per onor di cronaca ci era stato detto che non vi erano dolci particolarmente creativi, per la gioia di mia moglie.
Ci vengono serviti (i nomi esatti non li ricordo):

- mousse al frutto della passione
- tortino a 3 strati: carota e zenzero, gelatina di lampone e cioccolato
- torta al lampone, gelato di fragole e crema
- torta ai 3 cioccolati (cioccolato, gianduia e croccante)
- creme brulee alla fragola

Molto particolare il tortino a 3 strati, con diverse consistenze degli strati.

Mia moglie chiude con un caffè, servito assieme a pasticceria secca, io lascio mano libera al cameriere per un rhum e mi viene servito un Dzama, Madagascar, 6 anni, 45 gradi.

Conclusioni.
Il surplus all'ambiente è sicuramente dato dalla posizione e dalla strepitosa vista sul lago di Garda. Servizio oggi (3 tavoli complessivi) con tempi perfetti e grande attenzione per il cliente, cucina che esalta in particolare i prodotti della zona, pesce di Lago e prodotti del Monte Baldo. Un autentico faro della ristorazione gardesana, come recita una definizione che ho letto da qualche parte. Un indirizzo sicuro, un locale che esce dagli standard commerciali e turistici di queste zone e prova da anni a proporre qualcosa di diverso, di innovativo, con tutte le difficoltà che ne conseguono, soprattutto in questa sponda del Lago che (a differenza per esempio di quella bresciana come ammette anche lo chef rispondendo a specifica domanda) non dispone di un notevole bacino di utenza nei mesi invernali.

Per non fare la parte di colui a cui va sempre bene tutto, piccolissime pecche a questi livelli (e sottolineo che si notano ovviamente solo a questi livelli) sono state il menu prezzato consegnato a mia moglie e la mancanza di predessert (forse in virtù dei dolci proposti?), inezie che non hanno minimamente influito sulla nostra esperienza.

Il conto finale è di 133 euro così suddivisi: 2 menù degustazione “pesce di lago” 90 euro, 1 “abbinamento 2 vini del territorio” 15 euro, 1 degustazione di 5 dolci 15 euro, acqua 4 euro, caffè 3 euro, rhum 6 euro. Aperitivi gentilmente offerti, come già detto.

Rapporto qualità prezzo direi normale per i piatti alla carta e buono per il degustazione da noi scelto, forse leggermente sbilanciato per quanto riguarda il vino al calice. Nel complesso un prezzo corretto per uno stellato e per quanto ci è stato proposto.

Difficile se non impossibile trovare un ristorante sponda veronese Lago di Garda che possa avere un connubio ambiente/cucina/servizio pari a quello del “Vecchia Malcesine”; da riprovare quindi a cena, con il tramonto all'orizzonte, magari lasciando mano libera allo chef...

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