Uno dei pregi del Mangione è che ti regala qualche...

Recensione di del 22/01/2009

Birrificio Italiano

19 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 19 €

Recensione

Uno dei pregi del Mangione è che ti regala qualche chicca, quando meno te lo aspetti.
Sono in Brianza per lavoro, e l'occasione è buona per verificare di persona la qualità della birra (e della cucina) del Birrificio Italiano. È a 2 km da dove mi trovo, e, da appassionato di birra, non posso mancarlo.
Arrivo prestissimo. Lo trovo subito sulla destra, una grossa insegna ben visibile, posto su una terrazza che, d'estate, consentirà di mangiare anche all'aperto.
Dentro, tre sale, una a ridosso delle vetrine, luminosa, un'atra piccolissima intermedia, più interna, e un'altra ancora, molto grande, interna.
Attorno, e sulle pareti, le stesse cose che un altro birrificio, di cui sono affezionato cliente, mi ha insegnato a conoscere: magliette in vendita, manifesti e foto, cartelli spiritosi, insomma, un misto di underground (molto soft) e goliardia, ma ben calibrato.

Da mangiare, ordiniamo, la consorte il piatto del giorno, una girella di salsiccia alla piastra e patate alla senape, io una porzione di baccalà mantecato su polenta taragna.
La salsiccia è abbondante, ma la patata è lessata. E la consorte non gradisce. In effetti, a me piace: forse di più che la classica patata al forno o, peggio, fritta. Noto più tardi che, su un loro manifestino, escludono a priori l'esistenza di Wurstel, crauti e patate fritte.
Il mio baccalà è decisamente buono: cremoso, non salato, e, tra l'altro, anche ben presentato, cosa che, in un birrificio, forse non ci si aspetta. Tanto più gradevole è la sorpresa quando mi arrivano quattro triangoli di polenta, posti a croce, su cui, al centro, è sistemato il mucchietto di baccalà, a sua volta decorato da una crociera di quattro pomodorini al forno, dolcissimi e saporiti.

Per la birra, premetto che merita. Decisamente.
Mia moglie opta per una rossa ambrata, secca e fruttata, amara al gusto. Birra da pasto, drei, di robusta gradazione: schiuma densa e permanente.
Io mi lascio convincere ad assaggiare una Cinnamon Beer. Ed è non amore a prima vista, ma un rapporto che cresce col tempo. Fruttata, forte sentore di caramello, sento un fondo agrumato e di tabacco. Il sentore di caffè, decantato alla descrizione, lo noto solo perchè sono stato avvertito. Fortemente alla cannella, che è la spezia principale, si sente anche un (forse) cardamomo, e un misto spezie, che la rendono una continua scoperta ad ogni sorso. Eccellente, davvero. Spillata a mano, senza anidride carbonica, è leggera alla beva, ma forte di gradazione, e credo possa risultare un vero pericolo.

Alla fine passiamo ai dolci: entrambi scegliamo una (enorme) fetta di torta al cioccolato e birra(?), con salsa alla vaniglia. Chiedo una birra ce ci si accompagni. Mi suggeriscono prima una Cassissona, birra aromatizzata al cassis, ma è troppo grossa, e opto invece per una VuDu, che mi può venire servita in dose da 20 cc. E anche questa è decisamente buona, ma, soprattuto, in abbinamento al cioccolato. Il caramello è forte, e le dona un fondo dolce che ben si accorda al dessert, ma la morte del cioccolato resta in un sentore di arancia aspro al palato. Schiuma alta, scura.
Finiamo con due caffè, per un conto di 38,00 Euro. Non bassissimo, forse, per un mezzogiorno veloce, ma sicuramente meritato e corretto...

Ultima nota: ho visto alcuni degli altri piatti serviti ad altri tavoli, e il piatto di pizzoccheri sembrava appetitoso, così come gli strangolapreti.

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