Serata davvero piovosa ma certamente in linea con ...

Recensione di del 25/11/2007

Trattoria Torretta

30 € Prezzo
6 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Serata davvero piovosa ma certamente in linea con l’appuntamento autunnale della “Rassegna Gastronomica del Lodigiano”, arrivata quest’anno alla sua 19° edizione. Pur non avendovi mai partecipato, mi era già capitato negli anni scorsi di pranzare in altri ristoranti aderenti alla manifestazione, ma non conoscevo la Trattoria Torretta così, sulla scia delle buone recensioni, prenoto in questo locale.

Dopo qualche incertezza sulla strada (il navigatore non fornisce indicazioni per piazza Sommaria, ma per piazza Sommariva), arriviamo per le 20,30.

Il locale, già ovviamente descritto da altri, è piacevole e molto curato, nella ristrutturazione e nell’arredamento i proprietari hanno ben bilanciato il passato ed il presente, mantenendo una bella atmosfera da trattoria. Veniamo fatti accomodare in una sala al piano inferiore e, sebbene all’inizio preferissi quella superiore, a prima vista più “calda” e accogliente, alla fine, quando salirò a pagare il conto e bere il caffè, non potrò che constatare come la quest’ultima fosse eccessivamente rumorosa. Il tavolo con panche è piuttosto grande e apparecchiato per cinque, ma saremo solo in due.

Opto per il menu della manifestazione che comprende:
Raspadüra, salumi lodigiani, crostini con pasta di salame, zola e noci polentina con formaggio "Tipo Granone", nervetti.
Ravioli della casa con patate e salsiccia. Risotto con pannerone e zucca.
Brasato al Roverone con polenta.
Tortionata lodigiana con pere e gelato.
Caldarroste con cicchettino di vino caldo.

La mia compagna sceglie invece alla carta, ordinando un primo ed un dolce.

Da bere ci viene portata una bottiglia di San Colombano DOC riserva dell’Azienda Agricola Nettare dei Santi che si rivelerà una piacevole sorpresa (non penso che sia il vino abbinato solitamente al menù da me scelto che, oltretutto, avrebbe previsto solo mezzo litro; tuttavia, dato che anche la mia compagna voleva scegliere un calice di vino, ci viene portata questa bottiglia addebitando un sovrapprezzo di tre Euro) ed una caraffa di acqua frizzante.

L’antipasto è molto abbondante, direi per due persone, non so se per errore, pensando che il menù della manifestazione fosse stato scelto da entrambi, o per gentilezza.

Buona la raspadura, più che sufficienti i salumi e la polenta, sufficiente gli gnocchi fritti di accompagnamento e molto scarsi i crostini (pane al sesamo inadatto e cottura inadeguata dato che il pane non risultava per niente croccante ma piuttosto gommoso), senza voto i nervetti che non ci piacciono e che non abbiamo quindi mangiato (avevo fatto presente che era inutile portarli ma per un errore della cucina, così mi dice il cameriere, mi vengono serviti lo stesso). Il vino, devo sottolinearlo, arriverà quasi ad antipasto finito.

Per quanto riguarda i primi, invece, direi che erano molto buoni i ravioli, ma erano quattro di numero, e sufficiente il risotto, che non mi ha colpito particolarmente. Davvero buoni invece i maltagliati ordinati dalla mia ragazza con salame e rosmarino.

Il brasato, seppur morbido, sapeva eccessivamente di cannella (questione di gusti, ovviamente) e per la polenta avrei preferito sicuramente una polenta più soda, quella servita, invece, come per gli antipasti, era eccessivamente morbida.

Buona infine la tortionata, dolce tipico lodigiano che non conoscevo e che, a differenza dell’attuale offerta di dolci al ristorante, non solo conserva i sapori di una volta, ma si è rilevata un’opzione originale. L’unico appunto è per le pere che andavano cotte più a lungo e che, quindi, risultavano un po’ troppo dure. E’ comunque il piatto migliore della serata insieme ai primi, risotto a parte.

Le castagne erano invece per metà bruciacchiate e la metà di quelle che rimanevano erano un po’ troppo crude. Non mi è piaciuto neanche il vino caldo di accompagnamento, sebbene abbia trovato apprezzabile l’idea di chiudere il pasto in questo modo (oramai a Milano le caldarroste costano più di una cena in questo ristorante…).

Il caffè non arriva e così decido di prenderlo al piano superiore al momento di pagare il conto.

Conto finale 44,50 Euro in due, di cui 30 Euro per il menù fisso.

Dalla cucina mi aspettavo sinceramente di più anche perché penso che queste manifestazioni siano l’occasione per farsi conoscere da persone nuove e, di conseguenza, andrebbe proposto il meglio; di contro l’effetto “matrimonio” è dietro l’angolo. Cortese il servizio ma con qualche evidente disattenzione.

Sul mio personalissimo cartellino, al di là di quello che verrà poi attribuito, cappello giallo (con qualche spruzzo di verde).

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