Classica gita di novembre in quel di Livigno, un p...

Recensione di del 01/11/2009

Compagnoni - Hotel

37 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 37 €

Recensione

Classica gita di novembre in quel di Livigno, un preludio alla grande stagione invernale ormai alle porte. Dopo averlo visto credo migliaia di volte, nel corso degli anni, dall'esterno, decidiamo finalmente di pranzare al Compagnoni. Il ristorante fa parte di un complesso alberghiero con annessa piccola SPA per i clienti. Entriamo alle 12:30.
Dall'ingresso si accede al locale bar, e da qui alla sala ristorante, con disposizione longitudinale parallela alla strada pedonale principale di Livigno. Sul lato sinistro trovano posto classici tavoli rettangolari disposti accanto alle varie finestre, che essendo leggermente rialzate evitano che i passanti guardino nel piatto di chi sta pranzando. Sul lato destro i tavoli sono forse un po' più caratteristici e romantici, essendo rotondi e non avendo sedie bensì cassapanche imbottite facenti parte della struttura di arredamento che corre lungo tutta la parete, ad eccezione della zona con la porta scorrevole automatica che conduce alla cucina. Nella parte centrale della sala ci sono pochi tavoli, in quanto a sorreggere la soletta sono presenti tre pilastri. La quasi totalità della sala è rivestita di elegante legno scuro, compresi i tre pilastri centrali. In aggiunta a ciò, uno dei tre è anche circondato, su tutti e quattro i lati, da un elegante arredamento da sala. Un lato è usato dai camerieri come tappa intermedia per il ritiro dei piatti tra i tavoli e la cucina. Sugli altri lati trovano posto bottiglie di grappa, liquori e amari in genere, parte della cantina del giorno, e cassetti contenenti posate, tovaglie e quant'altro serve in sala.
Nonostante quasi il tutto, ripeto, sia rivestito di legno scuro, la sala ha un aspetto molto elegante e luminoso, complici anche le finestre, alcune con spettacolare vista sul Monte della Neve (2800 slm), e le raffinate tovaglie in tessuto giallo ocra. I tavoli sono ben distanziati tra loro, mise en place molto sobria, con doppie posate e doppio bicchiere, di ottima e corretta fattura. Tovagliolo di panno carta in tinta con la tovaglia.

Una volta accomodati, ci si rende conto che l'insieme della cose crea l'atmosfera ideale per pranzare tranquillamente a proprio agio in un ambiente decisamente elegante. Credo che alla sera questo aspetto sia ulteriormente accentuato. Come prima cosa ci viene chiaramente servita l'acqua, di una nota marca locale, di eccelsa qualità in bottiglia di vetro stappata al tavolo.

Ordiniamo come primo una doppia porzione (era richiesta) di risotto allo zafferano con aggiunta di finferli e scamorza affumicata. Tempo di prparazione 20 minuti, correttamente rispettato. Nonostante gli ingredienti eterogenei e di diversa consistaenza, aromaticità e persistenza, la preparazione si è rivelata ottima sotto tutti gli aspetti. Volendo cercare il pelo nell'uovo, la temperatura di servizio era forse un po' bassa. Non che il risotto fosse freddo, ma qualche grado in più sarebbe stato gradito.

Passiamo al secondo, un salmì di cervo con polenta per me, costolette di cinghiale alle bacche di ginepro per la mia fidanzata. Queste ultime erano accompagnate da verdure al vapore e patatine fritte. Standard la polenta, ma siamo al ristorante e non in una baita con camino acceso e paiolo di rame... Ottimo invece il salmì di cervo, tenerissimo e molto saporito di suo, quindi giustamente scarsa la sapidità aggiunta. Stesso giudizio sulle costolette, anch'esse tenerissime e cotte al punto giusto, con elegante speziatutra dolce che ben contrasta con il "selvatico" della carne.
Un po' insignificante il contorno, non molto indicato anche se ben cucinato. Sorprendente l'abbondanza delle porzioni di tutte le portate.

Vino in abbinamente: Grumello Sassorosso 2005 Nino Negri, stappato al tavolo in maniera "quasi corretta" ed alla giusta temperatura di servizio. L'avevo già assaggiato in altra occasione, ma forse complice l'annata meno felice, ne conservavo un ricordo un po' così così. Ho voluto riprovarlo, ho decisamente adeguato il mio giudizio. Palesemente disarmonico l'abbinamenteo con il primo piatto, ma è stata una scelta consapevole, in quanto in carta (ed è una pecca di chi l'ha creata) non vi era un vino adatto alla preparazione. Per quanto riguarda l'abbinamente con i secondi, beh, lascio agli intenditori un giudizio sull'accostamento del nobile Nebbiolo di montagna con la selvaggina speziata.

Due fantastici sorbetti al Braulio hanno chiuso il pranzo.
Giudizio finale sul ristorante: da rivedere altre migliaia di volte, ma sempre dall'interno.

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