La Carne del Gianni Macelar

Recensione di del 03/07/2019

Raf Bistrot

40 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Da anni avevo promesso un giro sul lago ad un amico romano spesso in trasferta a Rogoredo ed alla fine le agende si sono incrociate. Incrociate ma in una serata non fausta, il mercoledì quando molti ristoranti in zona sono chiusi. La scelta è ancora più difficile perché l’amico non mangia pesce e questo limita ancora di più la rosa dei posti papabili ma fortunatamente mi salva la moglie che mi ricorda che lo storico Bistrot la Vela, poi ristorante la Vela, aveva appena riaperto di nuovo sotto l’egida della famiglia Farina e che serviva anche la carne del mitico Gianni Macelar.

Partenza da Rogoredo, coda su coda, prima tappa a Sesto Calende per una Bolla da HollyDrink, una delle cantine meglio fornite della Lombardia, e per mostrargli le bellezze del lungofiume.

Seconda tappa Lisanza, la frazione di Sesto direttamente sul Lago, posteggiamo e scendiamo alla spiaggia per fargli vedere uno scorcio di Arona, della Rocca di Angera e del Monte Rosa e fare qualche foto da mandare alla moglie del più bel Lago del Mondo.

Risaliamo alla Piazzetta del paesino, il ristorante è una palazzina gialla di due piani contornata da gradoni per facilitare l’ultima salita, entriamo dalla storica porta alla marinara del Bistrot La Vela ( chiamato semplicemente Il Bistrot ) e si arriva alla sala da pranzo che è quella del Ristorante La Vela, elegante, spaziosa, con i muri dai toni pastello, con giusto l’aggiunta del forno della Pizza.

Siamo in estate, ci spostiamo subito nel Dehors esterno posizionato di lato fra il Ristorante ed il Raf Cafè; siamo in un giardino, tanto verde, una struttura per coprire in caso di pioggia, tavoli quadrati con tovaglietta blu e sedie in legno.

Menù impostato prettamente sul mare, proposte classiche, tanto crudo che va sempre di moda, qualche proposta di carne del Gianni Macelar, dalla Tartare con l’uovo alla Costata.

Devo guidare e quindi mi devo limitare ad un solo bicchiere, non guardo la carta dei vini e chiedo delle proposte al calice optando per una Passerina. Scelta felice, la casa è FonteZoppa, Marchigiani che già conosco e che hanno proposte di pregio. La Passerina Jajà 2017 è un bel prodotto, molto minerale, tanta frutta tropicale, tanti agrumi, un po' di eucalipto. Promossa.

Io come antipasto prendo delle Alicette Marinate, sono una decina disposte a raggiera, decorate con prezzemolo, molto carnose, dal gusto forte di aceto, perfette sul pane.

Per il mio commensale una cosa semplice, mozzarella di bufale e prosciutto crudo, buona qualità ben presentato in un piatto di vetro zigrinato.

Io passo poi ad un primo, degli spaghetti con le vongole veraci. Piatto ovviamente in bianco, gli spaghetti sono letteralmente inondati dalle vongole che li ricoprono insieme ad una dose industriale di prezzemolo. Buone materie prime, cottura perfettamente al dente.

Per l’amico il pezzo forte della serata, la Costata del Gianni Macelar. Dicesi Gianni Macelar il Gianni Radice, il Signor Macellaio della zona, che segue personalmente la crescita delle manzette nelle stalle delle colline del Basso Lago che gli danno le bestie e che provvede in prima personale alla macellazione. Sono tipicamente scottone e danno una carne che fa la differenza, non l’abbiamo vista prima della cottura ma sicuramente la marezzatura sarà stata ottima. Costata servita con l’osso, dimensioni considerevoli, belle tracce di grasso succoso ai lati. Si taglia come il burro, è morbida e saporita, cottura perfetta, riporto tutto per sentito dire perché non riesco ad assaggiare nemmeno un pezzo di carne. Ho detto un pezzo di carne, però non ho parlato della ciccia, l’amico salutista la scarta tutta ed io mi ci butto come un condor. Come ho detto è tanta, larga due dita e spessa due dita, la metto in bocca ed è un tripudio di gusto, quasi non va nemmeno masticata, basta lasciarla sciogliere come fosse un budino.

Non riesco a rinunciare al dolce e mi prendo un buon Semifreddo allo zabaione ( cito a memoria ), rinuncio invece all’amaro che viene preso dall’amico che non deve certo guidare.

Conto finale 40 Euro a testa che è il suo giusto prezzo. Da tornarci, prossima volta per provare anche la pizza.

Foto della recensione

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.