Chiari e scuri

Recensione di del 13/07/2017

La Madia

140 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 140 €

Recensione

Cena desiderata da tempo e in passato più volte rinviata. Finalmente in occasione del recente soggiorno in Sicilia inseriamo una deviazione per provare questo ristorante che alcuni amici del posto ci consigliavano vivamente.

Avverto subito che le considerazioni probabilmente sono anche conseguenti all’aspettativa e comunque relative a quello che deve offrire un ristorante con due stelle michelin.

Il titolo però ben inquadra la serata con aspetti positivi, perplessità o contrattempi.

Il locale è in una via semicentrale di Licata un po’ trafficata e per la verità non esaltante dal punto di vista urbanistico.

All’interno a sorpresa, varcata la porta si ha la sensazione di cambiare completamente scena, un locale moderno negli arredi ma assolutamente minimalista.

Pochi tavoli ben distanziati, tutti con un tavolino di appoggio utilizzato dal personale di sala per appoggiare i piatti di portata rigorosamente portati con ampi vassoi.

Non ricordo nessun quadro, salvo uno grande che occupa quasi tutta una parete (forse era un gigantografia) né soprammobili.

Ad una parte un piccolo punto di appoggio di servizio con un banco incassato e gli sportelli a filo dell’armadiatura che contiene i bicchieri.

Tre munù degustazione da 6 7 o 8 portate comprensive del dessert proposte a 95, 115 o 130 euro. Poi la carta con vari piatti, alcuni ricompresi nelle degustazioni, con prezzi dai 25 ai 32 euro.

Ci viene spiegato anche la possibilità di scegliere il numero delle portate e di variare volendo alcuni piatti scelti tra le degustazioni.

Scegliamo il menù più ampio per il desiderio di provare a fondo la cucina di Cuttaia e siccome tutto sommato comprende piatti che ci stanno bene variamo la proposta modificando solo per mia moglie una portata che con pesce crudo con il polpo presente in un altro menù e scegliere per entrambi come secondo la Ricciola al carbone di mandorle anziché il pescato d’amo in crosta di sale che, salvo preparazioni particolari, mi sembra banale.

La prima riflessione sugli scuri accennati nel titolo nasce da un equivoco nel servizio in quanto cominciano ad arrivare portate diverse da quelle ordinate.

Un piatto viene variato per entrambi perché quello previsto non viene fatto d’estate pur essendo scritto. Se ci fosse stato detto almeno la scelta con cosa sostituirlo l’avremmo fatta noi e non il maître. Un altro piatto viene sostituito per entrambi perché il maître, interrogato sul fatto, ha deciso autonomamente che poteva non piacere a mia moglie essendo molto saporito. Poi siccome è stato sostituito per entrambi con quello che doveva essere portato come alternativa per mia moglie al crudo, a lei viene servito un piatto mai citato e non scritto sul menù.

Insomma alle nostre richieste di chiarimenti viene opposto che il menù era solo indicativo per il numero delle portate e che poteva essere composto, se volevamo, a piacimento. Peccato che si sono dimenticati di dircelo e che se ce lo avessero spiegato bene avremmo sicuramente scelto di comporcelo comunque secondo i nostri gusti, senz’altro con un dialettica e chiedendo consigli.

Fatto è che del nostro menù scelto abbiamo mangiato 4 portate su 7, salvo poi per rimediare veder servito per me in aggiunta il piatto saltato e sostituito per “solidarietà” di loro iniziativa con i gusti di mia moglie. Devo dire che in affetti non lo avrebbe mangiato.

Ma passiamo alla valutazione e descrizione dei piatti:

“Pizzaiola merluzzo all’affumicatura di pigna”, una mozzarella resa sofficissima e tirata come una sfoglia che faceva da contenitore a del merluzzo, il tutto adagiato su un concentrato di sugo al pomodoro. Buono, il sapore quasi di una pizza con note di pesce.

“Quadro di alici”, alici crude, aromi e pomodorini come soggetti di un quadro ottenuto con acqua di mare rassodata con qualche ingrediente tipo xantana. Il piatto più verace, forse, a parte la lavorazione dell’acqua di mare, anche il più semplice. Il più schietto per sapore.

“Polpo sulla roccia”, un piccolo polpo adagiato su una “galletta” essicata ricavata con l’acqua di cottura e con un pesto di condimento. Tanto lavoro che non si ritrova nell’esaltazione dei sapori. Rimane un ottimo polpetto tenerissimo e poco di più.

“trasparenza di teneruna di cocuzza”, grande lavoro, calamari impastati con le foglie di una zucchina tipica Siciliana e resi come una sfoglia di pasta.

Alla vista come un piatto di lasagne al sapore di mare. Bello a vedersi, ammirevole l’idea e il lavoro, buono il risultato, ma anche qui non all’altezza del lavoro che dovrebbe produrre qualcosa d’indimenticabile.

“pasta minestra di crostacei”, pasta tipo pezzi di spaghetto medio con un sugo intenso di crostacei serviti in una casseruola. Un buon piatto, molto saporito, alla lunga troppo sapido.

“Fossile”, il piatto saltato dal menù e recuperato in aggiunta solo per me, del polpo arrotolato come un involtino, ricoperto da una gelatina ottenuta lavorando le parti appunto gelatinose, all’attaccatura dei tentacoli e credo all’interno della testa. Fantasiosa l’idea ma al palato si avverte un forte sapore di mare non eccezionale. Per avere forti sensazioni preferisco del riccio crudo o dei frutti di mare crudi decisamente migliori dell’effetto che si voleva dare.

“Ricciola al carbone di mandorle” un pezzo di ricciola cotto perfettamente, delicato0 con mezza patata alla brace, squisita che mi ha ricordato quelle della nonna nel camino della casa di campagna, con di lato una ciotolina con all’interno dei tizzoni di bucce di mandorle.

Un piatto ottimo in qualsiasi ristorante, semplice in un due stelle.

Che dire. C’è l’imbarazzo tra una buona cena , anche con curiosità e piatti importanti per elaborazione degli ingredienti e le attese di un due stelle.

Francamente i sapori indimenticabili che ci si aspetta da un ristorante così quotato non ci sono stati, perlomeno nei piatti scelti nell’occasione che erano comunque molti.

Lo chef è molto disponibile e gira per i tavoli, soffermandosi di più con avventori locali o regionali, il servizio è elegante con grandi vassoio, con il rabbocco dei bicchieri quasi sempre puntuale.

Per la scelta del menù voglio sperare sia stato una dimenticanza occasionale. Comunque nell’economia della nostra esperienza una circostanza molto negativa. Consiglio in ogni caso di chiarire bene cosa volete mangiare. Altri tavoli hanno lasciato fare, scegliendo magari solo un/due portate, non vorrei che lo vogliano considerare una liberalità normale.

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