Ci devi proprio voler venire in questo ristorante,...

Recensione di del 20/09/2010

La Madia

120 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 120 €

Recensione

Ci devi proprio voler venire in questo ristorante, lontano da ogni rotta turistica, affrontando strade improvvisamente interrotte, deviazioni in stradine dissestate, segalazioni improbabili, e quando finalmente arrivi a Licata, il navigatore non ti ci vuol portare, devi arrangiarti per poi ritrovarti in un bruttino e trafficato quartiere davanti ad una porta da trattoria e ti chiedi è questo il famoso bistellato? Sì, suoni alla porta, un piccolo corridoio conduce alla luminosa sala dai colori mediterranei, semplice ma accogliente, tavoli abbastanza distanti, mise en place curata e basta, e capisci che qui il cliente lo si vuol impressionare solo con la qualità del cibo.
Vi sono due menu degustazione, oltre alla carta, uno Classico da 80 euro e l'altro Creativo da 95, chiediamo se sia possibile averne uno ciascuno per meglio esplorare i piatti e la dispnibilità è immediata. La carta dei vini è incentrata sulla regione, forse un po' scarna a questo livello.
Intanto arriva un bel cestino di vari pani, buoni, e un ciotolina di olio in cui intingerli. Arriva Cuttaia a salutarci e a chiedere se avessimo qualche esigenza particolare, io chiedo l'integrazione di una parmigiana al menu ma mi dice che la sostituirà al benvenuto del giorno.
Ed ecco i benvenuti della cucina e poi i piatti che più mi hanno colpito.

"Parmigiana del giorno dopo", un parallelepipedo di mousse di melanzana con pomodoro confit, basilico e sopra una densa schiuma di Ragusano e Parmigiano(credo), sembra quasi un dolce per consistenza e delicatezza di sapori, solo buono.

Mentre è straordinaria la" mozzarella di bufala", sifonata?, e avvolta e ricomposta all'interno del velo che si forma con la bollitura del latte, poggiata su una panzanella con pomodoro e olio al basilico, in bocca prima una sensazione di morbidezza, poi la croccantezza della panzanella ed infine un'avvolgente esplosione di sapori che conoscevi ma che declinati in questo modo non li avevi mai provati.

"Battuto di gambero rosso", un sottile disco di gamberi, battuti delicatamente fino alla trasparenza, con mezzo cucchiaino di maionese di bottarga in centro e olio di mandarino, lascio la maionese troppo invadente per me, materia prima eccelsa, questo piatto è il paradigma del sapore del gambero rosso siciliano.

"Baccalà all'affumicatura di pigna con condimento di pizzaiola e crema di patate", naturalmente affumicato da loro, anche qui magnifica materia per un piatto buonissimo che coniuga sorprendentemente sapore e delicatezza.

"Sapori di sale...sapori di mare", lo vedi e già sai che ti piacerà, è una composizione di tagliatelle ricavate dal calamaro, sottili strisce di zucchina, cristalli di sale, ricci, vongole, alla base salsa alle mandorle, un tripudio di sensazioni gustative ammalianti. Grande.

"Raviolo di calamaro con ripieno di tenerume di cucuzza", ritorna il velo di calamaro che sostituisce la pasta, sopra un succulento gambero rosso, un incanto.

"Cannolo di melanzana perlina in pasta croccante", una lunga melanzana ripiena della sua polpa e ricotta, avvolta in spaghettini cotti con zafferano e gratinati e salsa di pomodoro e Ragusano posta all'estremità, bello e buono assai.

"Arancino al forno con ragù di triglia al gusto di finocchietto selvatico", rivisitazione del classico arancino, già vista in tante foto questa cupola arancione con la coda di triglia in cima, originale, bella anche buona ma non indimenticabile, come ottimi sono stati il polpo verace allo spiedo, crema di ceci e salsa al rosmarino, l'uovo di seppia, ingegnoso, la ricciola, la carne all'olio d cenere ,ma troppo forti erano state le emozioni dei piatti precedenti.

Precede i dolci una brioscina calda e un bicchierino di granita al limone con cui riempirla, classico siciliano, che non so apprezzare.
Un'ultima parola per il mio dolce, ma ho esaurito le iperboli per il "cannolo croccante ripieno di ricotta e scorzette di arancia candite con gelato al Vecchio Samperi(marsala)".

Ho scelto come vino un bottiglia di Pietramarina 2006 di Benanti,uno dei vini siciliani che preferisco per il suo gusto quasi nordico, poco alcolico e surmaturo (48 euro).
Acqua 3 euro, due caffè, 6,8 euro per il Marsala con cui ho accompagnato il dolce, totale 240 euro, pagati con gioia.

La cucina mi ha conquistato con una filosofia che privilegia il gusto, senza voler stupire pur non rinunciando a fantasia e creatività.
Il servizio è cortese e disponibile ad ogni richiesta, integrato da Cuttaia che veniva spesso al tavolo a spiegare i piatti e a chiaccherare, eravamo pochi tavoli, anche se confesso che preso dal cibo l'ho ascoltato distrattamente ed, a proposito, mi scuso per l'imprecisione nei nomi dei piatti.

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