Quando la moglie è in vacanza... la si va a trovar...

Recensione di del 29/08/2012

Il Rapanello

30 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Quando la moglie è in vacanza... la si va a trovare. Ed eccomi così sul Lago Maggiore, anzi eccoci. Siamo a Lesa, paese piccolo e molto carino. Abbiamo prenotato un ristorantino romantico. Per ora, tuttavia, ci interessa soprattutto come fanno da mangiare. Ci affidiamo alla tecnologia: l'indirizzo è piazza Matteotti 8 e per due o tre volte veniamo fuorviati. La voce impersonale del navigatore ci dice, a un certo punto, di voltare la seconda a sinistra. Ma strade a sinistra proprio non ce ne sono, e allora scatta ripetutamente il "torna indietro appena puoi". Meglio fare come una volta: parcheggiamo (senza problemi) e poi camminando troviamo il ristorante quasi subito, a trenta metri dallo spiazzo dove abbiamo lasciato la macchina. Ma è il rettilineo del lungolago, senza nemmeno una piccola rientranza. Altro che "piazza Matteotti"! Comunque siamo arrivati e veniamo accolti da un cameriere che ci fa accomodare a un tavolino vicinissimo alla riva. Lo spettacolo è incantevole, si vedono Angera e Laveno illuminate dall'altra parte del lago. Ormai non ce ne sarebbe nemmeno più bisogno, ci amiamo da anni e siamo una coppia ben consolidata; ma, per chi fosse al primo appuntamento, il posto è maledettamente romantico e le frecce di Cupido piovono a dirotto. A pochissima distanza passano sicuramente le automobili, perché questo dehors confina con la strada; non importa: l'incanto è tale che non ci facciamo caso.

E ora pensiamo, più prosaicamente, al cibo. Nel menu ci sono pochi piatti, ma il cameriere ci illustra alcuni fuori lista. I titoli dati ai piatti sono un pochino da nouvelle cuisine e contrastano con l'ambiente, bello, ma semplice.

Un primo in due: "pasta del nostromo", forse siamo stati attratti dal titolo non enfatico. Sono orecchiette con sarde, olive nere, ricotta grattugiata e prezzemolo. Ci chiediamo quale sia l'origine di questo ristorante e quale sia il motivo di questo strano omaggio congiunto alla Puglia e alla Sicilia. Ma il piatto non è niente male. Le orecchiette sono quelle grandi, le sarde sono ottime e cotte appena (dunque morbide), la ricotta è grattata grossolanamente; le olive, unica eccezione alla meridionalità del piatto, sono taggiasche. Curiosa la presentazione in una barchetta di ceramica, ma efficace: la pasta resta raccolta e non disperde il suo calore. Dove mettere i noccioli delle olive? Resisto alla tentazione di lanciarli nel Lago Maggiore (sì e no a due metri) e mia moglie mi porge un pezzo di caffettiera che stava sul tavolo: è il top di una moka express. Stranissimo. Mi guardo intorno e vedo che a ogni tavolo c'è un pezzo di moka express, o il sopra o il sotto. Credo che siano stati messi come posacenere, dopotutto siamo all'aperto.

Per secondo scegliamo entrambi un fuorilista: tonno scottato su un letto di misticanza con pomodori a pezzetti e patate arrosto al rosmarino, ricoperto di cipolle di Tropea ben cotte (per fortuna). Il tonno è sapientemente scottato e lasciato crudo all'interno. Morbidissimo. Bravi. Le cipolle sono tante. I pomodori e la misticanza sono in quantità trascurabile. Le patate, e per di più arrostite col rosmarino, c'entrano davvero pochissimo. Buona la cottura del tonno, ma abbinamenti discutibili e sapore troppo delicato. Se non fosse per l'intrusione delle patate, questo piatto potrebbe quasi passare per giapponese. Comunque, delle due l'una: o mettere in tavola il sale, o mettere la salsa di soia. Strana anche questa presentazione: il tonno è arrivato in un piatto largo di vetro blu, che non c'entra affatto con la barchetta dei primi piatti.

C'è il cestino del pane. Appena discreto, nella media di queste parti.
Per accompagnare il tonno chiedo un bicchiere di vino bianco a loro scelta: mi portano un calice di Prosecco di Soligo extra dry, che trovo eccellente.

Un dolce in due: panna cotta alla salsa di fragole. Avevo chiesto la bavarese con gli amaretti, ma mi dicono che è finita. Peccato, mi attraeva molto. In compenso la pannacotta è morbidissima e saporitissima. E poi, soprattutto, la salsa abbinata è veramente fatta con le fragole (e un pochino di succo di limone).
Chiediamo un caffè e ce lo portano nella moka ancora fumante. Ce n'è abbastanza per tutti e due. Storciamo un poco il naso perché ci aspettavamo un espresso, ma ci sbagliamo di grosso: questo caffè è fantastico e non ha nessuno dei difetti che normalmente hanno i caffè della moka. Aroma ricco e intenso, sapore molto rotondo, deciso e persistente, di tostatura fresca. Lo beviamo amaro e possiamo così cogliere tutte le sfumature. Nessun retrogusto di guarnizione da cambiare, nessun sapore di sovrabollitura. Devono avere usato anche un'ottima e purissima acqua minerale e non quella del rubinetto. Ce lo godiamo in pieno.

Stare qui è così piacevole che è un peccato chiedere il conto. Ma lo facciamo. Sono 60 euro tondi: 6 euro per due coperti, 2 euro per il calice di prosecco, 1 euro per un litro di acqua gassata microfiltrata, 10 euro le orecchiette, 36 euro per le due porzioni di tonno, 5 euro la pannacotta.

Faccio i complimenti per il caffè, mi dicono che lo fanno così buono perché ne fanno tantissimi e le moka sono sempre in esercizio, non hanno il tempo di prendere il sapore cattivo della caffettiera lasciata lì. Sarà, ma credo che il segreto non sia tutto qui: evidentemente curano bene anche la moka, non la lasciano mai bollire a caffè fatto, cambiano spesso le guarnizioni, usano un'ottima acqua e un'ottima miscela di caffè.
Il servizio è stato informale, ma gentile ed efficiente, a cura del cameriere-maître (forse proprietario) e di due ragazzi. Non abbiamo aspettato troppo fra una portata e l'altra. Ci è stato ripetutamente chiesto se tutto andava bene, ci è stato offerto di spostarci all'interno nel caso temessimo la pioggia (che poi non è arrivata).
La cucina è discreta, c'è qualche idea che andrebbe sviluppata meglio; c'è però amore, e non sto parlando di Cupido ma dell'amore per le cose fatte con cura: la salsa della panna cotta fatta con vere fragole non è facile da trovare.
Un piccolo appunto: più che in penombra, eravamo quasi nell'oscurità. Molto romantico, sì, ma sarebbe bello anche vedere bene quello che si mangia. E poi, per le luci soffuse e la semioscurità, c'è sempre tempo.
Tutto sommato una serata piacevole, da ripetere, e non soltanto per l'ambiente così suggestivo.

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