Giornata veramente incerta e magari trovare un ris...

Recensione di del 15/04/2012

Agriturismo La Rosa Canina

25 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

Giornata veramente incerta e magari trovare un ristorante disponibile non è semplice, andare fuori città, con tanti chilometri da fare è sempre problematico, mi viene in mente Marco alla Rocchetta, è un po’ che non ci andiamo e provo a chiamare.
Mi fa piacere portare due amici in questo agriturismo, dove anch’io in verità non vengo molto spesso, anche se come vedremo merita molto.
La strada, dapprima splendida come vista sul golfo di La Spezia, crea qualche problema per la percorribilità sconnessa, un tratto sterrato e con pochissime indicazioni, tanto che pur essendo già stato varie volte qui, ogni tanto sbaglio, mi confondo nel dedalo dei bivi.
Quando si arriva si apprezza subito la location, siamo su una collina, circondata dagli alti fusti della macchia mediterranea, tutto ben costruito, ma soprattutto nel rispetto dell’ambiente, anche la piscina è ben inserita e ti invita al commento: torneremo in estate.
Il locale è molto familiare e ancor più familiare è l’accoglienza, la serata non è delle migliori; piove, fa freddo, ma soprattutto è umido e ben venga la loro idea di averci apparecchiato vicino al camino acceso.
Siamo solo noi quattro, è domenica sera, ma l’accoglienza calda ci fa subito sentire ben accetti.
Tovagliato colorato in tono con il resto deell’arredamento, doppio bicchiere e canestro di pane tiepido già pronto in tavola, non c’è il menù, quindi dobbiamo sottostare all’estro del cuoco e della sua compagna che mentre ci serve ci illustra le portate.

Antipasto molto vario, tortine tiepide, frittatine di verdura, fagioli in umido accomodati, sgabei fritti in un olio molto leggero, panizza fritta e panizza a dadini cruda con contorno di verdura cruda, tutto a km. zero, prodotto in loco e con quello che la stagione ci fa maturare.
Molto interessante una tortina al forno con margherite, un impasto di uova ricotta e margherite che conferiscono un sapore caratteristico all’impasto, in una sfoglia molto tirata e gradevole.
Il vino che ci mesce al tavolo è un Vermentino sia rosso che bianco delle cantine di Albiano Magra, buoni entrambi anche se non blasonati, classici vini di brocca, prodotti in loco e di giovane età, forse leggermente più sofisticato il gusto del bianco rispetto al rosso, ma i rossi prodotti nella nostra zona peccano di carenza di corposità.
Per il primo Marco ci ha preparato delle tagliatelle in bianco con verdure miste, buona la tagliatella preparata a mano, anche se secondo il nuovo disciplinare HACCP la pasta deve essere tirata su acciaio inox rispetto alle vecchie madie in marmo o tanto peggio in legno, si perde in rugosità della stessa pasta e in caduta dell’assorbimento del condimento. Condimento preparato saltando tutta la verdura di stagione in un misto di colori e di sapori.
Come secondo ci porta un coniglio disossato, ripieno cotto al forno, anche questo molto elegante nella sua semplicità senza tanti gusti aggiunti si che assapori la dolcezza e la morbidezza della carne che ha assorbito la parte umida del ripieno.
Come dessert una fetta di torta alla cioccolata, veramente molto pesante dopo un pasto così sostanzioso, ma non rimandiamo avanzi in cucina.
Il camino ha allietato la temperatura della serata, nel frattempo fuori piove a dirotto, in un tavolo a parte troviamo a disposizione vari liquori, alcuni dei quali prodotti direttamente in casa ed altri di normale distribuzione, io mi avventuro in un brodo di giuggiole prodotto con il frutto appassito del giuggiolo, tipico del Veneto, ma che in alcune aree della nostra zona trovi qualche albero trapiantato, è molto morbido anche se forse un po’ troppo zuccherino.

Chiudiamo la serata con il conto di € 25 a testa e nel ritornare verso la strada asfaltata nella serata buia, nebbiosa e piovosa ci imbattiamo in un tranquillo cinghiale che, a dispetto della ferocia dei suoi antenati, ci guarda senza tanto scostarsi e continua a brucare qualche cosa che forse ha trovato a bordo campo, con i nostri fari puntati addosso.
Potremmo chiudere come il Carducci: “ma un asin bigio rosicando un cardo rosso e turchino non si scomodò, tutto quel chiasso ei non degnò di un guardo e a brucar serio e lento seguitò”, sono cambiati i tempi e anche i costumi dei cinghiali.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.