NdR: Il Ristorante si è trasferito in altra sed...

Recensione di del 16/10/2008

Schuman

134 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 134 €

Recensione

NdR: Il Ristorante si è trasferito in altra sede (vedi scheda). Le notizie riguardanti l’ambiente non sono quindi più attuali

L’input dato da entrambi, Delozio e mio, era stato uno solo: questa volta dobbiamo mangiare da 9.
Quindi, dopo varie ipotesi, ecco offertami su di un piatto d’argento questa destinazione e viste le recensione degli altri amici Mangioni, visita del sito e altre informazioni varie, accetto con entusiasmo e curiosità di fare una gita a Ispra.
Da Milano autostrada dei laghi direzione Varese, uscita Sesto Calende e poi si seguono le indicazioni per Ispra fra superstrada e gradevoli saliscendi fra boschi su strade comunali; è curioso come questa zona sia particolarmente vocata all’enogastronomia di qualità, infatti nel giro di pochi chilometri si possono trovare molti ristoranti mono, bi e tristellati.
Il locale dello chef Silvio Battistoni si trova in centro al piccolo paese, non ha vista lago anche se grazie ad una scalinata, lo stesso è facilmente raggiungibile.

La Location
Esterno
Comodo il parcheggio di fronte al ristorante del quale si vedono solo le finestre al primo piano e il portone in legno d’ingresso.
Entrati nel piccolo e poco elegante andito, ci si trova di fronte una porta a vetri che conduce alle due rampe di scale in pietra che portano al piano superiore.
Interno
In attesa sul pianerottolo trovo un cameriere che mi accompagna direttamente nella sala rettangolare ove possono prendere posto circa 20-25 coperti.
Elegante e classica con pavimento in piastrelle scure di forma esagonale, soffitto in legno a vista, tendaggio bianco e ocra, pareti tinte chiare, mobili di servizio in legno, quadri, specchi, e dipinti su muro, tavoli tondi poco distanziati fra loro, sedie con struttura in legno e seduta in tessuto, doppio tovagliato beige e marrone, posate in argento, cristalli Spiegelau, centrotavola con candela e calla bianca, illuminazione a parete.
Arredamento classico, pareti piene, elegante.
In sala questa sera il maitre e un cameriere per un solo coperto.

Il Menu
Sono proposti tre menù degustazione:
Concertino – 4 piatti
Gran concerto – 5 piatti
Eccellenza – 7 piatti
Il menu completo e con i relativi prezzi, anche se non tempestivamente aggiornato, è visibile sul sito del ristorante.

La carta dei vini
Circa 500 etichette per la discreta carta dei vini, suddivisa per tipi e provenienza; ricarichi nella norma per la tipologia del ristorante.

Il viaggio gustativo
Scelgo il menu degustazione a sorpresa da sette portate: visto il notevole numero di piatti (che poi si riveleranno dieci) e non conoscendo cosa mi aspetta chiedo un abbinamento vino al bicchiere.
Risposta: non è possibile!
Siccome di mezze bottiglie ve ne sono poche in carta devo optare per la bottiglia intera che dovrà accompagnarmi con, presumo, pesce crudo e cotto, carne, pasta ecc.
Personalmente, in un locale di questo tipo, la ritengo una notevole carenza.

Nessuna proposta e nessuna offerta per l’aperitivo, portano l’acqua. Il pane (bianco, integrale aromatizzato al miele) e i grissini sono fatti in casa e sono accompagnati da burro mantecato con 'nduja calabra e alici.
Il tutto di buona qualità.

Benvenuto della cucina:
Filettino d’agnello
La carne viene marinata da loro e le quattro fette tagliate sottili sono servite con piccolissimi crostini di pane, tre tipi di sale a corollario, salatura superficiale alla vaniglia e olio EVO.
Gustoso il filettino, da rivedere il notevole quantitativo della salatura.
Discreto.

Crudo di mare
La cappasanta, lo scampo e il gambero rosso sono disposti sul piatto quadrato trasparente e guarniti con rucola, pomodoro a cubetti e confit, sfoglie sottilissime di pane, EVO, fior di sale e pepe.
Completamente inesistente il gusto della cappasanta, buona materia prima per scampo e gambero, gradevole l’armonia creata dagli altri ingredienti e olio veramente di primissima qualità.
Voto: 7,50

Vitellino al rosa
Con le tre fettine di vitello ritroviamo i cubetti di pane, il pomodoro e il basilico; a parte, in piccola ciotola, crema con alici e in un contenitore ermetico di vetro la ventresca di tonno preparata da loro.
Carne molto delicata dalla cottura perfetta, ben preparata e appetitosa la ventresca.
Rivisitazione con scomposizione del classico vitello tonnato.
Voto: 7,50

Terrina di coniglio
Sul piatto rettangolare nero abbiamo la terrina, di forma rettangolare, composta da carne di coniglio, russule (funghi), foie gras e aceto balsamico; a fianco troviamo la marmellata di cipolle, insalatina e sfoglie di pane.
Tenera, delicata ma al tempo stesso gustosa la terrina dagli abbinamenti straordinari, marmellata perfetta e non invadente.
Il miglior piatto.
Voto: 9,00

Semolino gratinato
Il caldissimo piatto racchiude il semolino gratinato con formaggio Raclette, e al di sopra un uovo di quaglia e tartufo.
Premessa: non amo il semolino, ma questo piatto mi è sembrato anonimo. Ottimo tartufo a morire sull’uovo di quaglia (e ci mancherebbe), ma poco sapore per il resto.
Voto: 7,00

Gnocchetti di patate con mazzancolle
Serviti in una ciotola nera, i morbidissimi gnocchi risultano leggermente troppo cotti, ottimo e giustamente saporito il condimento di pomodoro e mazzancolle; piatto semplice ma ben eseguito.
Voto: 8,00

Tagliolini con foie gras e tartufo
Giusta porzione di tagliolini finissimi e dal grado di cottura perfetto, mantecatura con foie gras, piccoli pomodorini, tartufo su tutto e come orpello salvia sfregata con ananas.
Ottimo piatto a tutto gusto, con un intreccio sublime dei vari ingredienti.
Voto: 8,50

Guancia di manzo
Generosa porzione servita in tegamino di rame in appoggio su piatto bianco tondo. La guancia di manzo è proposta con patata morbida.
Piatto di sostanza con discreta carne ma patata insapore. Molto banale.
Voto: 7,00

Le sette portate terminano qui, ma viene proposto questo ulteriore piatto

Controfiletto di manzo allo scalogno
Buona carne dalla forma circolare, dal diametro di 3-4 cm e spessore di circa 2 cm, ideale l’abbinamento con la salsa allo scalogno, un po' meno con la polenta gialla.
Anche questo piatto non lo ritengo degno della fama del locale.
Voto: 7,00

Degustazione di formaggi misti
Quattro piccoli pezzi, una capra, una toma d’alpeggio e due francesi, serviti con noci e fette di mandarino. Nessuna possibilità di scelta, la tipologia dei formaggi arriva già sul piatto.
Voto: 7,00

A tutti questi piatti è stato abbinato:
Franciacorta Brut Dosage Zero s.a. – Contadi Castaldi
Uvaggio: Chardonnay 85%, Pinot Nero 15%. Gradazione alcolica: 12,50°
Classico Franciacorta con fermentazione per 20 giorni in acciaio e affinamento per 7 mesi, successivo affinamento su lieviti da 30 a 36 mesi e ulteriori 3-4 post sboccatura.
Perlage abbastanza fine e discretamente persistente, colore giallo carico; al naso fiori e frutta bianca, albicocca e agrumi, in bocca discreto ma non molto persistente.
Discreto prodotto.

Predessert
Sorbetto
Servito in bicchiere “martini” l’ottimo sorbetto al Guava, frutto proveniente dall’America Centrale, dal sapore di salvia, rinfrescante.

Parfait al cioccolato
Cioccolato fondente e nocciole, gelato al pistacchio e a guarnire ribes, mirtillo, mora e fragola, striscia di zabaione e su tutto zucchero a velo.
Molto buono e delicato il morbidissimo semifreddo, buono il gelato. Piatto non stucchevole e dai sapori netti.
Voto: 8,00

A questo piatto è stato abbinato:
Pedro Ximenez Montilla Don PX – 2005 – Bodegas Toro Albala
Gradazione alcolica: 17°
Colore quasi caramello, al naso mallo di noce, in bocca corposo e quasi pastoso.
Buono.

Non prendo caffè, ma viene portata un’alzatina con piccola pasticceria della quale non posso esprimere il mio parere in quanto non ho assaggiato nulla.

Conto
Un menu Degustazione, euro 90
Un'acqua minerale, euro 4
Un vino bianco, euro 33
Un liquore, euro 7
Totale: 134 euro

CONCLUSIONI
Ambiente
Esternamente anonimo; l’interno è molto classico.
Toilette piccole e pulite.
Servizio
Un po' sottotono, forse l’essere l’unico cliente non ha portato grandi stimoli. Imbarazzo iniziale per il vino: per circa quindici minuti nessuno è stato in grado di consigliarmi una bottiglia per il menu scelto e alla fine mi sono arrangiato alla cieca; poi grande disponibilità del maitre.
Cucina
Classica e di un discreto livello generale, abbinamenti tradizionali ben eseguiti, buon equilibrio fra i vari ingredienti, assemblaggio normale.
Sulla materia prima nulla da dire, ma questa sera mi ha dato l’impressione di una cucina stanca e con alcuni piatti anonimi, delusione per i secondi di carne, assolutamente “piatti” e non all’altezza della fama del locale.
Lo chef è comparso all’inizio e a metà cena.
Il giudizio dato alla cucina è 8, ma solo perché non esistono mezzi voti, altrimenti sarebbe da 7,50.
Cantina
Non è possibile proporre tre menù degustazione a sorpresa e non effettuare il servizio al bicchiere.
Prezzi
Sia per i menu degustazione che “a la carta” i prezzi mi sembrano corretti per la tipologia del locale; oggi dieci portate più appetizer e predessert a 90 euro hanno un rapporto Q/P apprezzabile.

Discreta esperienza, ma le aspettative per la cucina da 9 sono andate un po' deluse.

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