Il Maragasc a Legnano è sì in dialetto, ma le radi...

Recensione di del 07/03/2012

Il Maragàsc

72 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 72 €

Recensione

Il Maragasc a Legnano è sì in dialetto, ma le radici della tradizione culinaria qui sono solo la base, lo spunto per rielaborazioni libere e fantasiose che attingono elementi ed idee dalle varie culture e cucine del mondo. L’ambiente è vivace, colorato, con numerosi richiami alla trattoria classica e qualche tocco più moderno, oggettistica caoticamente in vista per sottolineare la dinamica passione per i vini.

Arriva al tavolo il nostro benvenuto alla cena con una piccola entrée calda: crema di orzo con mozzarella di bufala, battuto di basilico e crostino di pane, sfizioso e profumato bicchierino in cui il cereale nuota morbidamente nella base di latticino. La croccantissima chips di pane invita ad una indiscreta “scarpetta”.

Le bollicine di un Valdobbiadene docg “Roncolon” Casalini accompagnano gli antipasti con brio e la giusta freschezza, insieme ad un buon ed essenziale cesto dei pani fatti rigorosamente in casa: al lievito madre con una delicata aggiunta di miele all’impasto e rettangolini di focaccia con aggiunta della patata, che lo rende decisamente ricco di morbidezza.
La crema di finocchi con i gamberi al vapore e la riduzione d’arancio ha una base suadente, morbida e fresca, su cui giacciono spicchi di arance di Sicilia pelati a vivo. Sul piatto si inerpicano carnosi e dolci i gamberi, tutti da gustare e da vestire di candida crema.

Il cuore di capasanta in pasta kataifi e la salsina agrodolce piccante thai gioca a nascondino col suo tris di protagonisti avvolti nella croccantissima copertura, impreziosendo la naturale eleganza del servizio sulla conchiglia.
Molto accentuato e piacevole il dualismo di consistenza crunch-morbido di mollusco e kataifi, a cui la salsina gelatinosa dà un dolce sprint di piccantezza non eccessivamente irruento.

Le polpettine di funghi, la crema di Bitto e le nocciole IGT del Piemonte arrivano a tavola precedute dal loro squisito profumo di formaggio, che ne fa da letto e mantello. Polpette soffici al boccone, con un piacevole croccantino della crosticina a cui fa eco quello più pronunciato delle nocciole sbriciolate. Tre bucce essiccate di pomodoro, eleganti petali di fiore, decorano l’insieme.
Il vino d’accompagnamento alle delicate portate seguenti, ad eccezione di una finale sferzata di terra più energica, è un equilibrato e strutturato Malvasia bianca Donna Lisa del Salento IGT 2009.

Apriamo il tris di primi con gli spaghetti grezzi del “Cavalier Cocco” con i calamari, i pinoli, lo spinacino e la bottarga di muggine di Cabras: quest’ultima spicca per sapore e profumo forti e decisi, oscurando leggermente la timidezza di calamaro e spinacino. Piacevole l’incontro coi pinoli, che donano una buona variante di consistenza e il loro riconoscibile aroma al piatto.

Il riso al salto con i gamberi al curry e lo zafferano è una simpatica rivisitazione del “risotto del giorno dopo della nonna”. Il procedimento è semplice: viene cucinato il risotto, fatto raffreddare su una base di acciaio e reso poi croccante in padella. I gamberi si dividono equamente la scena col biondo protagonista, a voi la scelta di chi sia il primo attore.
I crostacei sono avvolti in morbida e profumata crema al curry e zafferano ottenuta dalla lavorazione dell’acqua dei gamberi stessi con aggiunta di un filo di crema di latte e le spezie.

Gli agnolini alla barbabietola con la crema di gorgonzola dolce sono, innanzitutto, eleganti e profumati. La decorazione di riduzione di barbabietola crea una sensuale geometria quasi ipnotica, come il forte aroma del formaggio fuso che pizzica piacevolmente il naso. Il dolce del ripieno ben si accoppia a quello del gorgonzola, il tutto valorizzato dalla buona consistenza data dalla cottura.

Il piatto in arrivo ha un equilibrio molto delicato e non facile da cogliere: cuore di baccalà cotto in purezza con la salsa calda di pomodorini e baccalà in umido alle olive taggiasche e le quenelle di polenta. Estremamente diverse le sfumature di sapidità, in crescendo dal dolce del pomodoro, alla neutra polenta, per giungere all’intenso di olive e pesce. Qui il buon boccone deve essere abile, cogliendole tutte in simbiosi e combinata per trovare il massimo piacere ed un buon bilanciamento che, nelle singole parti, appare discordante.

I gamberoni marinati all’arancia e la fonduta di mozzarella di bufala sono una sorta di reprise dell’antipasto gustato poco prima, ma stavolta la base ha tutt’altro corpo ed intensità, trattandosi di fonduta di saporita bufala. L’aroma di arancia rimane sottilmente sullo sfondo, piacevole l’incontro con l’erba cipollina che crea un vivace diversivo ai due sapori dominanti del piatto.

Il piatto di stufato d’asino e la polenta di Storo ci arriva in forma di anello dorato che accoglie e custodisce le morbidissime e saporite carni, le quali affiorano “a pelo d’acqua” dalla bruna salsa di accompagnamento. L’asino subisce una lunga cottura di diverse ore per giungere tenerissimo al nostro palato, arricchito dall’ottimo profumo speziato e dolciastro della cannella.

I dolci sono accompagnati dal buon passito di Ornella Molon igt Veneto 2007 e, a firma delle portate, dallo charme di un onnipresente fruttino.
Il tiramisù alla cannella con spuma di vaniglia ha un tetto morbido ed un’ottima consistenza nel corpo, si prega di affondare il cucchiaino in verticale per elevare il piacere al massimo. Un sottile filo conduttore collega il nostro ultimo sentore del piatto gustato in precedenza: ecco ritornare con eleganza un suadente e malizioso sapore di dolce spezia. A guardia della golosa torre, un alchechengi.

Le sfogliatine di pasta fillo, le pere, il cioccolato fondente e la crema alla vaniglia del Madagascar sono un dessert dalle componenti delicate e ben dosate, tenere e calde le fettine di frutta sono coccolate sotto la dolce copertina di sfoglia ed un manto di crema al cioccolato, affiancate da soffice spuma di vaniglia. Impreziosiscono il solito alchechengi e vivace granella di pistacchi.

La ganache montata di cioccolato Ivoire, nocciole IGT del Piemonte e le vele di pasta fillo è un trio golosissimo dalla consistenza magicamente corposa e profumata dalla frutta secca. Pura gioia per il cucchiaino ed il palato, con le cialdine che spezzano piacevolmente i morbidi morsi cremosi con sottile musicalità.
Chiudiamo con un caffè in ottima compagnia di sfiziosi biscottini al cocco fatti in casa.
Una piacevole altalena questa sera al Maragasc, tra spunti tradizionali ed altri con ispirazione più libera, creativa, tutto caratterizzato da un’ottima mano e la cura dei dettagli: il gusto, in questo contesto, ne esce soddisfatto e coccolato.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.