Dove si può andare a mangiare di domenica? Ma a ca...

Recensione di del 27/01/2008

Trattoria Le Zie

22 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 22 €

Recensione

Dove si può andare a mangiare di domenica? Ma a casa delle Zie. Letteralmente a casa…

La "Trattoria Cucina Casereccia", blasonatissima nel settore, dal Gambero Rozzo in su, è luogo di ritrovo per famiglie e turisti. Dai ritagli di giornale sul muro, è anche meta di magistrati e – perché no – alti prelati. Inoltre, dalla fascia di plastica protettiva sul muro, a giudicare dai bigliettini da visita infilati dentro, è ben frequentata da professionisti e rappresentanti.

Prenotiamo, siamo puntualissimi alle 13.30. Ci troviamo di fronte alla porta di una casa, suoniamo il campanello, ci viene aperto, siamo inviati ad entrare. Ci troviamo in una casa: il pavimento della prima stanza, presenta un decoro con un riquadro centrale, tipico dei salotti di un tempo. In questa sono apparecchiati una decina di coperti, tutti rigorosamente occupati.
Segue un'altra stanza, dove è preparato il nostro tavolo da sei, qui ci sono circa 20 coperti, manchiamo solo noi.
Nella stanza successiva c’è … la cucina. Proprio così, si vedono signore intente a cucinare, ad estrarre teglie dal forno, a scolare la pasta… insomma, ci sono le zie che ti stanno preparando il pranzo della domenica.

Ci accomodiamo al tavolo. Tovagliato in cotone, fresco di bucato, posate molto semplici, piatti decorati, sembrano di servizio buono. Siamo in tema con gli intenti del locale.

Non tardano a venire a prendere l’ordinazione. Non ordiniamo tutto il pranzo, andremo portata per portata. Dopo che con un deciso “sshhhhh” una delle proprietarie riporta al silenzio una clientela un po’ troppo caciarona, saltiamo l’antipasto e chiediamo giusto un piatto di “pittule” (palline di impasto lievitato, vaporoso, mischiato a pomodoro e capperi, fritte tipo tempura, servite caldissime), acqua e vino.

Mettiamo in crisi la signora – che ricorda l’ordinazione a memoria - perché decidiamo quasi tutti per un primo diverso. Si contano: ciceri e tria (ceci con una specie di pappardella spezzata in parte cotta in parte fritta), sagne ‘ncannulate, 2 lasagne, 2 zucchine patate e cozze.

I primi arrivano subito - il tempo della cottura – bollenti e saporiti, da cucina della nonna. Notevolissimi i ciceri e tria, gli altri piatti non si fermano davanti ad un singolo commensale, finiamo dopo aver avuto un assaggio di tutto. Innaffia tutto il vino della casa, un negroamaro sincero, di giusta aprezza, ci accompagnerà per tutto il pasto.

Ci raggiunge la signora per ritirare i piatti, e per informarsi sui secondi. Chiediamo: trippa in umido, polpette al sugo, 2 polpettoncini al vino, una bistecca di cavallo ai ferri, salsiccia mista di maiale e vitello.

I polpettoncini al vino sono un po’ troppo saporiti assieme alla salsiccia, sarà stato forse il formaggio utilizzato come condimento, per il resto tutto ok, spettacolare la trippa, estremamente gustosa, ben cotta e giustamente condita.

Le porzioni, inutile a dirlo, sono da adolescenti in fase di sviluppo: proprio la visione che hanno le zie dei nipoti.

Decisamente sazi, non tutti optiamo per il dolce, arrivano degli spumoni della casa, alla nocciola e al cioccolato, col cuore di zabaione. Non ho assaggiato, ma il giudizio degli altri era entusiastico.

Il conto ci riserva una piacevole sorpresa, 128 € per 6 persone, 21.50 € a testa.

Sicuramente soddisfatto, ambiente accogliente, servizio premuroso, primi ottimi, secondi buoni, dolci freschi e onesti.

Sapete come… si mangia bene a casa delle zie… consigliato!

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