Sono a Lecce per un week-end di piacere con la mia...

Recensione di del 26/01/2008

Osteria degli Spiriti

15 € Prezzo
5 Cucina
8 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 15 €

Recensione

Sono a Lecce per un week-end di piacere con la mia consorte. Un boccone per pranzo, in attesa del giro turistico proposto da nostri amici del luogo. Decidiamo di provare l’Osteria degli Spiriti, più volte indicatami da conoscenti, ben recensita da noi, blasonata e consigliata anche da Gambero Rosso.
Decido di prenotare, chiamo verso le 12.30 e non ottengo risposta, mi avvio comunque, nel caso sono già pronto a ripiegare sulla moltitudine di ristori in zona. Il locale è infatti in una strada vicino la Villa Comunale, a circa 400 m dalla centralissima Piazza Sant’Oronzo.

La prima impressione non è delle migliori. Il proprietario è in conversazione nell’anticamera del locale con un suo amico/avventore. Non vengo accolto, devo chiedere se sono aperti e se possibile pranzare. Sono le 13.00 e siamo i primi ad accomodarci. Il proprietario (sono certo dell’informazione, era l’unico addetto al servizio) ci lascia liberi di accomodarci, ci consegna i menù e ritorna alla sua amabile conversazione, nel frattempo i due si sono accomodati al tavolo.

L’Osteria ha circa 40 coperti, principalmente tavoli da quattro con un tavolo tondo da sei. Anticamera a parte, sono due locali uniti da un arco con volta a crociera, non eccessivamente alta. La mise en place è ordinata, tovaglia e sotto-tovaglia leggermente damascate di color crema, in abbinamento alle pareti, posate pesanti, abbastanza eleganti.
Un mobile su cui sono apparecchiati diversi liquori ed una buona selezione di grappe, una vetrinetta per calici da vino e un’alcova rivestita in legno con numerose bottiglie di buon vino locale, completano l’arredamento.
Il locale è ben illuminato, un sottofondo musicale discreto completa l’atmosfera. In sala non si sentono odori di cucina.

Gli antipasti partono dai classici ortaggi e frittini, fino al carpaccio di tonno e pescespada affumicato con mattonella di salmone. È possibile chiedere un misto della casa, carpacci a parte, siamo tra i 5 e gli 8 €.
I primi: oltre alla tradizione locale (ciceri e tria, sagne ‘ncannulate) sono presenti piatti della tradizione barese (orecchiette e rape, fave e cicorie). Inoltre pappardelle al sugo di lepre e pasta al farro. Anche questi tra i 5 e gli 8 €.
Come secondi abbiamo carni di vitello/maiale/cavallo, gnumeridde (involtini di frattaglie di vitello), i classici pezzetti e polpette di cavallo in ragout. Pesce a seconda della disponibilità. Pesce a parte (65 €/kg, abbastanza caro) prezzi tra i 5 e i 16 € a seconda dei tagli di carne.
Completano l’offerta: contorni di stagione, frutta e dolci (3-4 €)
Un buon assortimento, sulla base degli intenti del locale, un’osteria.

Menzione speciale per la carta dei vini: comprensibilmente pigra sui bianchi, notevole presenza di rosati, svariate proposte di rossi locali e non, scelti con competenza. Ci sono diverse annate per lo stesso tipo di vino, che invitano anche a degustazioni verticali.

Dopo un buon quarto d’ora il proprietario si distoglie dalla sua amabile conversazione e ci raggiunge per raccogliere la nostra ordinazione.

Le nostra scelte: mia moglie si orienta verso un capocollo di maiale con contorno di patate al forno, io opto per delle trenette al farro con cozze e zucchine.

Visto che sono il solo a bere vino, chiedo disponibilità di vino al calice, mi viene offerta scelta tra un Salice Salentino e un Negro amaro, scelgo il secondo.

Le trenette si presentano molto bene, servito su un tipico piatto di creta piano. Buono il bilanciamento dei colori, consistenza pressoché identica tra pasta e julienne di zucchine, cozze di giusta dimensione e cottura.
Una grande nota stonata: il piatto era decisamente salato. Normalmente lo avrei definito saporito e avrei concluso che un piatto di pasta nella vita lo sbagliamo tutti, ma considerando le recensioni, le blasonature e il tono del locale, la cosa appare non ammissibile.

Ci sentiamo quasi di troppo nel locale, che qualche altro avventore ha deciso di visitare ed a cui è stato riservato lo stesso trattamento. Vista la “calorosa” accoglienza non faccio notare la salata questione al proprietario.
Il capocollo di maiale invece era perfetto, cottura giusta, morbido, rosato al centro, presentato su un piatto piano identico al mio, porzione giusta, su un lato dell’aceto balsamico di Modena originale di accompagnamento.

Il conto: 30.50 € in due. Nel dettaglio: 4 € di coperto, 8 € per il primo, 7 € per il secondo, 8 € per due contorni, 3.50 € il vino.
Il conto ci sta pure: un pasto completo si attesterebbe sui 30 € a testa.

Vorrei dettagliare il mio giudizio.

Il servizio è stato compito e ben eseguito, un saluto, un consiglio sulle proposte della casa extra menu (al tavolo dell’amico avventore, al quale si era aggiunta altra gente, sono arrivati esclusivamente piatti extra menu, non sto a guardare nei piatti degli altri, ma ero in condizioni da non poter non vedere), un contatto, la premura nel chiedere se abbiamo gradito, ci avrebbero meglio predisposto, da qui il 5 al servizio.

Considerando che il locale, nonostante la denominazione di osteria, ha intenti più alti, trovo imbarazzante il modo in cui ho mangiato, da qui il 5 alla cucina.
L’ambiente è sicuramente curato e pulito, carta dei vini superba.

Vista la mia idea palesemente discordante dai più, aggiungo il beneficio del dubbio, da visitare una seconda volta.

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