A Lecce per lavoro per un pò di giorni, ho la poss...

Recensione di del 09/05/2008

Alle Due Corti

19 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 19 €

Recensione

A Lecce per lavoro per un pò di giorni, ho la possibilità di testare la cucina salentina declinata da diversi ristoranti.

Parto nel mio tour da questo ristorante segnalato da diverse guide (Osterie d'Italia Slow Food e Gambero Rozzo), e direi che parto molto bene.
Qui rendiconterò la prima vista (di cui ho tenuto il dettaglio della spesa), ma nei giorni successivi siamo tornati più volte, trovando pari qualità in altri piatti e mangiando sempre bene, pranzo o cena che fosse; in fondo, come nota, segnalerò qualche piatto degno di nota non protagonista della cena oggetto della recensione.

Si trova a due passi dalla piazza S.Oronzo, in pieno centro; per i non residenti il parcheggio è impossibile; il centro storico di lecce è un reticolo di vicoletti; i parcheggi sono comunque a dieci minuti a piedi, o dal lato del castello Carlo V o dal lato di Porta Napoli.
L'ambiente è carinissimo, accogliente e caldo, rustico "ben curato", tanto da renderlo adatto per cene di tutti i tipi; alcune sale hanno ampie vetrine che affacciano su una piazzetta deliziosa, una sala ha un bellissimo camino in pietra.

Il servizio è celere il giusto, gentile ma non formale, simpatico; in una parola spontaneo.

Il menu offre un'ampia scelta di piatti tradizionali.
Il pane casareccio, bello "denso", è uno di quei pani che durano in tavola 2 minuti.
Da bere prendiamo acqua e rosso della casa, che si rivelerà essere un Negramaro molto più che dignitoso, bello corposo e robusto.

In questa cena ci dividiamo tre porzioni abbondanti di antipasti misti di salumi e formaggi: validissimo il salame piccante, meno memorabili i formaggi (caci e ricotte stagionate).

Per i primi ci buttiamo sui piatti forti della casa: ciceri e tria e ricciaredde coi pomodori saltati (non ricordo il termine dialettale con cui sono menzionate in menu).
Il primo è un piatto molto tipico, una zuppa composta da pasta fatta a mano (tipo tagliolini) in parte lessa e in parte fritta, con ceci.
Inutile dire che in bocca l'alternarsi del croccante della pasta fritta, della pasta lessa e dei ceci rende il piatto entusiasmante anche al tatto. Il gusto è poi incredibile, piatto che rimanda a un'Italia contadina, povera ma capace ugualmente di esaltare il piacere della tavola.
Le ricciaredde coi pomodori sono un'altra pasta lunga e larga fatta a mano con pomodori freschi saltati e con origano. Una pasta molto assorbente che bens si addice al sugo; sugo semplice ma divino (si addice anche alle orecchiette). Consigliata una spolverata di pecorino.
Da sottolineare per tutti questi piatti la presenza decisa dell'aglio nei sughi (ma non pesante o fastidiosa per la digestione).
In effetti tutta la cucina salentina si è rivelata una cucina dai sapori forti e decisi.

Per i secondi ho preso un'altra specialità locale: i torcinieddi, involtini grigliati di interiora di capra e pecora. Non spaventatevi, sono semplicemente divini, sapore non troppo forte e grigliatura perfetta.
Sui contorni cime di rapa saltate: buoni ma niente di più (forse anche un filo acquosetti...).

In 5 alla fine abbiamo preso

3 antipasti a 27 euro
4 primi a 21 euro
2 secondi a 14 euro
5 contorni a 17 euro
2 acque a 3 euro
3/4 di vino rosso della casa (negramaro) a 4 euro
1 limoncello a 3 euro
5 coperti a 7,5 euro in tutto

per un totale di 97 euro (circa 19 euro a testa);
una cena antipasto-primo-secondo/contorno/dolce andrebbe poco oltre i 30 euro (e sarebbe abbastanza impegnativa vista la generosità delle porzioni per tutte le portate)

Inutile sottolineare il fantastico rapporto qualità prezzo: mi azzardo a non dare ottimo perchè la valutazione potrebbe essere influnzata dal mio provenire da Milano (magari questi prezzi per molti italiani del centro sud sono normali; sicuramente a Lecce sono in media).

Insomma, dei ristoranti leccesi che ho provato questo sicuramente si è segnalato con costanza tra i migliori.
Come detto all'inizio nel giro di pochi giorni più volte siamo tornati alle Due Corti, avendo così la possibilità di provare alcuni piatti che non posso non menzionare:
tra gli antipasti non fatevi scappare i fritti dell'orto (fritto misto di verdure); ottime tra i primi anche le orecchiette alle cime di rapa, mentre tra i secondi merita attenzione il polpo in pignatta (polpo in umido), uno dei polpi più teneri e gustosi che abbia mai provato.
Poco più che discreti i dolci (provati crostate e zuccotti).

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.