Dopo aver trascorso un week-end lungo in Tirolo, p...

Recensione di del 14/03/2010

Braugarten Forst

20 € Prezzo
6 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Dopo aver trascorso un week-end lungo in Tirolo, prima di intraprendere il viaggio di ritorno verso lo smog di Brescia, decidiamo di fare una sosta alla Forst di Lagundo per un irrinunciabile e ipercalorico piatto tipico locale da accompagnare all’ottima birra Km 0, lì prodotta e servita nel ristorante omonimo e attiguo alla fabbrica.
Sono quasi le 14 e il locale è ancora strapieno ma, essendo domenica, è probabile che la cucina faccia orario non stop fino alle 24. Appena varcata la soglia riceviamo un bigliettino con un numero insieme alla promessa che l’attesa non sarà superiore ai venti minuti. Veniamo invitati ad accomodarci al banco per ingannare l’attesa o, in alternativa, possiamo aspettare comodamente seduti sulle robuste panche in legno poste di fronte all’ingresso. Due chiacchiere, una birretta al banco, giusto il tempo per dare un’occhiata in giro e stanno già chiamando il nostro numero: rispettati al secondo i tempi previsti!

Il locale è come te lo aspetti: tirolese, rumoroso, caldo e colorato. Vi si accede da una scala esterna, salendo una decina di gradini che accompagnano all’ingresso, posto al primo piano. Entrando, di fronte alla porta, leggermente spostata sulla destra appare una bellissima e grande stufa a legna in maiolica verde mentre, sempre frontalmente, sul lato sinistro c’è il lungo bancone per la mescita della birra dietro il quale almeno tre persone riempiono a ripetizione boccali e bicchieri. Il locale è disposto orizzontalmente (come una specie di vagone ristorante di un treno), con tavoli e panche ordinatamente disposti lungo le pareti e il corridoio centrale libero per il passaggio dei camerieri, rigorosamente vestiti in costume tirolese. Lo stile dell’arredamento è fortemente caratterizzato dal gusto della tradizione altoatesina, nella quale prevale il legno chiaro di abete massiccio, l’abbondanza delle decorazioni e degli addobbi, e una particolare elaborazione nelle finiture. A questo proposito non si può non notare il soffitto in legno a inserti geometrici dipinti di diversi colori, il bel pavimento in cotto lavorato con motivi in rilievo, le pareti dipinte a colori caldi e arricchite da tipiche decorazioni a tema.
Ci accomodiamo ad un enorme tavolo al quale, subito dopo di noi, si aggiungono altri clienti. Come da tradizione locale i coperti liberi sono tutti a disposizione fino ad esaurimento completo e questo fa sì che ci si trovi a dividere il tavolo con altri commensali. La situazione è spesso piacevole e, come per noi oggi, favorisce la socializzazione; nel caso dei nostri dirimpettai invece l’amalgama non è altrettanto omogenea e si intuisce che un gruppetto di anziani piuttosto timidi ed educati si stia sforzando di ridere alle battutacce triviali della compagnia di fragorosi giovinastri che dividono il tavolo con loro.

Il servizio è velocissimo e super organizzato. Appena seduti riceviamo: tovaglioli, posate, menu e un foglio con un disegno da colorare (con relative matite) per la bambina che è al nostro tavolo. Ci viene chiesto se desideriamo il cestino del pane (escluso dal coperto) e accettiamo.
Il menu è ricchissimo. Ci sono spuntini, merende, primi e secondi piatti, kinder menu e interessanti piatti della casa che consentono di assaggiare un po’ di tutto. Ovviamente la birra in menu è Forst e l’offerta è completa, sono disponibili tutti i prodotti dalla Premium alla Sixtus.
Siamo in cinque e cogliamo l’occasione di provare vari piatti dai quali poi spizzicheremo a turno, dal momento che lo stile del locale, piuttosto informale, lo consente.

Ordiniamo: zuppa di birra, canederli ai funghi, wurstel bianchi, speck con senape e rafano, e, per esagerare, il piatto del “mastro birraio”. Da bere pils, chiara e leggera, e Sixtus, scura e corposa, che arrivano a tempo di record. Insieme alle birre il cameriere consegna uno sfizioso cestino con: pane di segale ai semi di zucca, pane bianco freschissimo, a fette, e due favolosi bretzel. Il bretzel è un pane tradizionale tirolese che ha la forma di una ciambella annodata ed è a base di farina di grano e malto.
Le portate seguono a non più di cinque minuti, segno evidente che l’organizzazione della cucina è “a ciclo continuo” e che le preparazioni hanno un’impostazione fast food. Ciò nonostante è riservata particolare cura alla presentazione dei piatti che vengono serviti su porcellane di qualità
Ecco una breve descrizione delle nostre scelte.

Zuppa tiepida di birra: è una minestra cremosa a base di birra, brodo e panna. Gusto curioso ma delicato; ottima per iniziare.
I canederli, tipico primo tirolese, sono conditi con un sugo saporito di funghi. La porzione è abbondante ma l’impasto base è un po’ povero di ingredienti e di sapore, risultano poco più che mediocri.
I wurstel bianchi sono a base di carne di vitello aromatizzata con erbe, sono bolliti e serviti con rafano e un particolare tipo di senape. Molto leggeri ma saporiti, sfiziosi se abbinati alle salse.
Lo speck, finemente affettato, è accompagnato da rafano, foglie di radicchio rosso e ventagli di cetrioli sott’aceto. Lo trovo ben stagionato e di ottima qualità. Infine, la portata più impegnativa è il piatto del mastro birraio, che è così composto: mezzo stinco al forno, una fetta di carrè di maiale affumicato, due fette di pancetta grigliata e due canederli, il tutto appoggiato su un letto di crauti stufati e accompagnato da senape delicata e piccantissimo rafano. Una vera mazzata per il fegato, ma una volta tanto ci può stare perché la soddisfazione è notevole.

Concludiamo il nostro pranzo con quattro caffè.
Sul conto, consegnato e pagato direttamente al tavolo, leggeremo un totale di 116 euro.
Il locale è interessante sia a livello folkloristico che gastronomico e merita senz’altro una visita se si è in zona. La birra è davvero ottima e i piatti, sebbene non si possano definire raffinati, sono pieni di gusto e di carattere del Tirolo. Il servizio è celere e organizzatissimo, magari qualche sorriso in più da parte dei camerieri farebbe piacere, ma non si può avere tutto.

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