Il monte Parodi è l'altura che sovrasta il golfo d...

Recensione di del 20/10/2012

Osteria Paradiso

25 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

Il monte Parodi è l'altura che sovrasta il golfo di La Spezia, con i suoi 600 m.s.l.m. rappresenta un baluardo all'ingresso dei venti settentrionali
nel golfo stesso, tanto che i vecchi dicevano che quando il Parodi ha il
cappello non ti devi dimenticare a casa l’ombrello, lo scontro delle correnti fredde da nord e quelle caldo umide da sud prima di portare pioggia nel golfo si addensano sul baluardo.
Le strade per raggiungerlo non sono entrambe agevoli, ricche di curve e con l'asfalto in molti tratti rovinato, ma quando si raggiunge il
ristorante con un colpo d’occhio si riesce a raggiungere il porto e l'arsenale, splendidamente illuminati.
Ritorniamo in questo locale dopo parecchio tempo, anche perchè un gruppo di quattro ragazzi appassionati di escursionismo hanno deciso di rilevare il locale, cambiare completamente il tipo di location, il nome e dedicarsi a qualche cosa di rustico, indicato per gli escursionisti e di affiliarsi anche al Club Alpino Italiano.
Incuriositi da questo ci siamo arrampicati su questa tortuosa strada.

Il locale è stato ben riassestato e curato, si nota subito la mano femminile e l'estro dei giovani, un colpo di mano e di colori che appagano appieno l'occhio.
Giulia, nostra vecchia conoscenza, ci accoglie col suo solito simpatico sorriso e ci fa accomodare in una delle sale del locale.
La mise en place è molto curata, con ottimi abbinamenti di colori, e alla voce ci propone la scelta fra due piatti, ravioli con il ragu' per quanto
concerne un primo di terra e delle fettuccine allo scoglio per chi preferisce il mare.
Come di nostra usanza ci facciamo portare entrambe, tanto da assaggiare e giudicare poi a posteriori.
Una vetrina frigo mostra una svariata scelta di vini ed optiamo per un classico vermentino di Luni per i bianchi ed un rosso sempre in bottiglia
di produzione della nostra zona, di cui non ricordo l’'etichetta.
Focaccia tiepida e pane nel cestino ci fanno tamponare l'’attesa dei piatti con cottura espressa.
Inutile sprecare parole sui nostri vermentini, ormai riconosciuti da più parti come i principi dei bianchi.
Non molto invecchiato, un paio di anni, ma con uno splendido corpo, giallo paglierino ambrato con giusto sapore che si associa benissimo con entrambi
i primi piatti, sia quello di mare che quello di terra.

I ravioli sono eccezionali, la pasta è giustamente sottile e nel ripieno notiamo subito i profumi delle erbe delle cinque terre, boraggine,
timo, e quant'altro che la cuoca non ci vuole nominare, ma che ben si addicono ad un ripieno di carne e ad un sugo molto delicati.
Il piatto di mare è anch'esso un'esplosione di profumi marini, con la delicatezza di alcuni scampi freschi ad arricchire il profumo dei frutti di mare.
Porzioni abbondanti si che qualche commensale non disdegna di passare ad un secondo assaggio.
Per il secondo piatto una grigliata di carne mista, con manzo, pollo, costine di maiale molto ben arrostite, ma che nulla hanno a che vedere con lo
splendore dei primi piatti.
Se mi posso permettere dei consigli a questo gruppo di quattro giovani, che da pochissimo ha intrapreso questa attività, metterei nei secondi piatti
un qualche specialità indigena tipo: carne ripiena, torte di verdura e perchè no, anche avere sempre pronta la nostra rinomata mesciua.
Questi sono piatti tipici della nostra zona, dalla cima di vitello al coniglio, alle torte di verdure tipo boraggine, o erbi che ben si addicono alla tipologia del locale stesso, e perché no, anche la possibilità di potere offrire la mescita di una brocca di vino della casa.
In questa zona vengono prodotte piccole quantità di vino contadino, sia qualche rosso discretamente interessante, ma per nulla nobile lungo le
sponde del fiume Vara, per non arrivare poi allo splendido Pein di Cornice, un rosso dove il ciliegiolo lascia un intenso sapore, oppure alcuni vini
della zona di Beverino ove si produce e si vinifica l'Albarola locale, sarebbe piacevole infatti per noi abitanti della città fare una scappata
sul Parodi a bere una brocchetta di vino che accompagna una di queste prelibatezze di cucina contadina, per finire poi magari con focaccia tiepida, sgabei con gli affettati o un piatto di acciughe salate di Monterosso in olio di oliva e profumatissimo origano.
I ragazzi, se leggono questa mia recensione, sapranno senza dubbio mettere in opera tale suggerimento.
Contorno alla carne delle ottime patate al forno, giustamente aromatizzate con aglio e rosmarino e finalmente di patate fresche.
E’ormai troppo diffusa l'usanza di servire nei ristoranti di tutti i livelli le patate provenienti dalla grande distribuzione dei surgelati.
Personalmente non richiedo dessert, mentre i miei amici assaggiano alcuni pezzi di torte che definiscono in coro squisite.
Chiudiamo,con 25 euro a testa di conto, un giusto rapporto fra prezzo e qualità, promettendo a Giulia di ritornare al più presto.

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