Mi associo alle recensioni di un mio concittadino ...

Recensione di del 21/06/2012

La Pia

15 € Prezzo
4 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 15 €

Recensione

Mi associo alle recensioni di un mio concittadino per illustrare, purtroppo, il degrado di un punto di ritrovo fisso della nostra città: la pizzeria La Pia.
Questa volta sono passato di sfuggita da piazzale Kennedy, centro commerciale ormai nel centro città, e il profumo del forno a legna mi invita ad una breve sosta.
L’imbarazzo della scelta: pizza, farinata o mezza focaccia con la farinata fumante. Profumi e situazioni di altri tempi, quando, ragazzi con poche lire in tasca, si degustava uno di queste specialità al centro della città in mezzo ai marinai in divisa, serviti da qualcuno dei contitolari del locale in rigoroso dialetto spezzino toscaneggiante. Carta paglia che avvolge un intruglio unto e fumante ma buonissimo.
Ritorniamo ai giorni nostri, il profumo è sempre inebriante, ma ahimè l’impasto non è più quello di un tempo, la farinata non è più croccante ma un po’ pasticciata e l’olio, di semi vari presumo, aggrava la digeribilità del tutto.
Anche il pezzo di pizza al taglio ha i suoi difetti, la pizza della Pia è sempre stata completamente diversa dalla classica napoletana, alta con un bel impasto morbido, un ottimo pomodoro sopra, mozzarella fragrante, capperi, acciughe e quant’altro.
Oggi invece l’impasto è molto commerciale, forse preparato velocemente, fatto lievitare in modo non appropriato ed il pomodoro sprigiona in pieno la sua acidità, formaggio fuso simil-mozzarella che nulla ha a che vedere con il classico formaggio campano.
Nota positiva: il locale è sempre molto in ordine e pulito, il personale molto solerte, garbato e con la diavoleria elettronica per la comanda e per il conto.
E’ diventata, La Pia, una struttura prettamente industriale, pizza e farinata al taglio, ma i giovani che hanno sostituito i farinatai toscani non hanno o non hanno voluto riportare in questa arte artigianale la maestria dei vecchi.
Una volta si beveva da un fiasco impagliato un vino bianco etichettato semplicemente vino bianco toscano, oggi la mescita avviene tramite il fusto di acciaio, e quindi nulla da commentare su questo prodotto anch’esso molto industriale.

In ufficio ho poi commentato con i miei colleghi ed anche loro sono rimasti delusi da qualche puntatina veloce in questo locale per uno spuntino consumato in piedi o per un pasto serale consumato nel locale interno o nel dehors.
Anche l’importo pagato di 15 euro non è criticabile tenuto conto dell’arredamento molto funzionale del locale stesso e del servizio veloce pulito e garbato del personale di sala, l’appunto va quindi fatto solo ed esclusivamente al personale di cucina o forse anche alla vecchia dirigenza che non ha passato tutti i segreti del mestiere ai giovani operatori.
Peccato che un altro pezzo della nostra città si sia perso nei ricordi di noi ultra sessantenni.

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