Torno, a distanza di un anno esatto, in compagnia ...

Recensione di del 05/11/2005

Belvedere

108 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 108 €

Recensione

Torno, a distanza di un anno esatto, in compagnia di undici commensali in questo che è considerato uno dei ristoranti tradizionali più famosi delle Langhe, memore di un’esperienza particolarmente positiva da mettere quindi alla riprova del tempo.
Vista la stagione e la nostra volontà di gustare il tartufo ho prenotato con mesi di anticipo anche per poter accedere ad una saletta privata che troviamo ottimamente predisposta con tavolo imperiale perfettamente imbandito e due camerieri a nostra disposizione. Un buon inizio!

Il ristorante Belvedere è in centro a La Morra in piazza del Castello affacciato su di una terrazza naturale da dove si apprezza, nelle belle giornate, una vista spettacolare sulle colline limitrofe.
L’interno è da ristoranti di una volta con il proprietario fisso alla cassa, moltissimo personale in livrea con quel mix di eleganza d’antan e sano provincialismo che lo rendono Il Ristorante di La Morra, quello dove si va la domenica o dove si fanno le cene importanti.
E’ abbastanza grande e i tavoli sono perlopiù rotondi e ben distanziati, ma poiché è sempre pieno il rumore di fondo è notevole.

La nostra cena è legata alla volontà di esagerare con il tartufo quindi le pietanze sono state scelte perché sia possibile grattare a più non posso.
In questo caso il tartufo ci viene portato al tavolo e pesato e ci verrà esposto a consumo a 300 euro l’etto.
Abbiamo cominciato con gli antipasti della casa che consistono in quattro portate.
“Insalata di ovoli su un letto di salsa verde”: bella da vedere ma la salsa era preponderante e annullava gli ovoli. Voto 5.
“Carne cruda all’albese con tartufo”: ottima la carne tagliata a coltello. Voto 9.
“Flan di cardi e fonduta con tartufo”: delicato il flan, saporita la fonduta. Voto 8.
“Raviolo con tuorlo d’uovo e tartufo”: pasta poco morbida e tuorlo troppo cotto. Voto 5.

Per primi abbiamo provato il classici tagliolini all‘uovo con abbondante grattata di trifola. Voto 9.
“Ravioli ripieni di fonduta con tartufo”: troppa pasta e poca fonduta. Voto 6.
“Ravioli al Plin”, senza tartufo. Tradizionalissimi, ma senza cuore…Voto 7.

Tra i secondi abbiamo gustato una composizione di porcini disposti a raggiera su una base di polentina e fonduta con abbondante grattata e una selezione di tume di capra, pecora e vaccino di diversa stagionatura anche queste con spolverata di tartufo. Voto 8 per entrambi per la bontà della materia prima.

Per finire i dolci tra cui degno di molta nota un gelato alla crema presentato tipo cupola adagiata su una base di granella di nocciole sulla quale il cameriere ha effettuato l’ultima grattata di tartufo.
Al di là dell’effetto scenico era la prima volta che assaggiavo il gelato al tartufo e il risultato è davvero sorprendente. Decisamente buono anche se inusuale accostare il tartufo al dolce. Voto 8.

Servizio decoroso ma sensa particolari slanci e solo forse un po’ frettoloso sul finire. Nel complesso un giudizio positivo anche se a nostro parere la cucina non ha dato il meglio lasciandoci l’impressione di un sostanziale peggioramento rispetto alla passata esperienza.

Caffè con piccola pasticceria e barolo chinato per finire degnamente la serata.
Durante la cena abbiamo bevuto barbera, barbaresco e barolo gentilmente offerti dalla cantina Mascarello che abbiamo visitato nel pomeriggio e quindi il conto è riferito soltanto alla cucina e al tartufo.

In dodici abbiamo speso 1300 euro, di cui 800 di tartufo con un rapporto qualità/prezzo nella norma.

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