Ancora una volta una recensione, ripresa anche sul...

Recensione di del 26/02/2011

Il Cascinalenuovo

89 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 89 €

Recensione

Ancora una volta una recensione, ripresa anche sul magazine de “ilmangione.it”, mi ha incuriosito. E ha focalizzato il mio interesse sul ristorante Il Cascinalenuovo. Un ristorante di lunga e consolidata tradizione associato ai JRE e “Alle Soste“, che si trova a Isola D’Asti. Località a pochi chilometri dal capoluogo. Il Cascinalenuovo è ospitato in un complesso architettonico che comprende un hotel, un parco con piscina e un grande parcheggio.
Fin dalla prenotazione telefonica e via e-mail,ho potuto apprezzare la gentilezza e disponibilità dei proprietari. Confermata, poi, durante la piacevole serata.
Il menu, visibile sul sito del ristorante, è vario e propone anche due degustazioni: di pesce o a sorpresa.
Mentre lo consultavamo, ci è stato proposto un aperitivo con dei piccoli “saluti dalla cucina”.
Tra le quattro tipologie di aperitivo, ho scelto un "Pojer e Sandri Brut Rosè", Pinot nero e Chardonnay che mi è risultato particolarmente gradevole. Per quanto attirato dal menu “Il Viaggio gastronomico”, composto da sette portate a sorpresa, ho preferito scegliere alla carta per accontentare mia moglie.

Antipasto.
“Battuta cruda di fassone piemontese, pinzimonio di verdure all’olio extravergine“. Bella la presentazione con la carne appena condita. Ben abbinata alle verdurine. Forse il piatto più “normale” della serata.
Primo.
Pur in previsione dell’impegnativo secondo,ho scelto i “Tajarin con broccoli e gamberi al limone di Amalfi“ che tra i primi di pesce, a detta del proprietario che mi ha consigliato, erano i più sostanziosi.
Sostanziosi e ottimi. Con un connubio soddisfacente tra i vari ingredienti. Pasta cotta al punto giusto con l’aroma di limone che legava e completava.
Secondo.
La “Finanziera astigiana con porcini all’agro e cervella di vitello“ è stata la mia scelta come secondo. La finanziera è un piatto che mi affascina per la sua particolarità e per la “crudezza” dei suoi ingredienti. Frattaglie che in questo caso (copio dalla ricetta presente sul sito) erano: animelle e filone di vitello; creste di gallo e testicoli di toro(!?). Inoltre, della normale carne tritata di vitello presentata in forma di piccole polpettine. L’avevo già provata due volte: molti anni fa, sempre in Piemonte, assaggiando una versione veramente “forte” (che mi aveva fatto pensare che sarebbe stata l’ultima volta).
Più recentemente, a Cornaredo, abbinata alla pasta come condimento. Molto buona ma quasi troppo ingentilita.
La finanziera del Cascinalenuovo può evocare il detto “in medio stat virtus“.
Saporita senza eccessi,almeno per i miei gusti, giusta come quantità. Delicati i porcini che, forse, sgrassavano un po’ gli altri ingredienti. Anche in questo caso, ben servita in una piccola ciotola. Con a fianco la “cervella dorata nel burro”. Buona ed originale. Un piatto da provare.

Confortato dal fatto che al piano di sopra mi attendeva una bella camera, ho ordinato un dessert che dalla descrizione fattami appariva abbastanza carico di calorie.
E infatti “Fantasia alla nocciola“ non era propriamente un piatto leggero!
Quattro diverse presentazioni dalla mousse alla tort(in)a. Buono e gradito anche questo pur essendo ormai leggermente satollo. Soprattutto causa vino.
Che mia moglie ha solamente assaggiato. Lasciando a me il compito di finirlo.
Compito assolto volentieri e con dedizione.
Il vino in questione era il “Timorasso” che avevo assaggiato solamente una volta (e mi era sembrato “normale” )e che mi incuriosiva ancora. Sempre consigliato dal sig Ferretto, ho ordinato,tra le varie bottiglie in lista, quello dell’azienda Martinetti: il Timorasso Martin del 2007. Buono, corposo e, soprattutto, di mio gradimento. Che tutto sommato si è accompagnato bene anche alla finanziera.

Un brevissimo accenno ai piatti scelti da mia moglie: tutti molto buoni a suo giudizio. Fantastica la “Finta maionese di scampi“, che accompagnava il suo antipasto e che ho assaggiato anch’io.
Due parole sull’ambiente; elegante, ampio e arioso, con una atmosfera piacevole.
Che mi ha ricordato, chissà perché visto che secondo mia moglie non ci assomigliava affatto, il Bersagliere di Goito. Mio ristorante preferito per tantissimi anni.
Il conto finale di 177 euro mi è sembrato adeguato al tipo di ristorante e ai piatti scelti.
Aggiungo che la colazione del giorno successivo era in linea con la qualità della cena.

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