In un sabato di febbraio che, a sorpresa, lascia s...

Recensione di del 05/02/2011

Il Cascinalenuovo

95 € Prezzo
10 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 95 €

Recensione

In un sabato di febbraio che, a sorpresa, lascia spazio ai primi sentori di primavera, dopo avere passeggiato nelle strade del Monferrato astigiano e dopo avere fatto un giro nel centro di Alba all'imbrunire, ci dirigiamo verso Isola d'Asti, dove ha sede Il Cascinalenuovo, uno dei grandi templi della cucina piemontese. L'occasione ci è data da un'importante ed inattesa novità professionale, che non potevamo non festeggiare in un luogo all'altezza del suo rilievo.
Il ristorante, che è anche albergo, si trova sulla statale che collega Asti ad Alba. La posizione è assolutamente comoda e facilmente raggiungibile, il parcheggio è antistante il locale e molto ampio. La costruzione in cui si trova il ristorante non è particolarmente accattivante ma, varcata la porta a vetri con l'insegna colorata che reca il nome del locale, si entra in un ambiente moderno ed elegante, minimalista ma al contempo caldo ed accogliente.
Ad aprirci la porta è Roberto Ferretto in persona, fratello dello chef Walter, che insieme da anni ormai hanno portato il Cascinalenuovo ai vertici della ristorazione piemontese, e non solo.
Nell'ingresso fanno bella mostra gli attestati di merito ricevuti, libri e guide gastronomiche e articoli di quotidiani che ne hanno (giustamente) tessuto le lodi.
Veniamo fatti accomodare nella sala. Parquet in legno chiaro, pannelli in legno e vetro opaco ad arredare la sala, lampade a stelo ricurvo in acciaio, grandi lampadari sostenuti da una struttura in tessuto, lampade a muro e pareti in tinta crema rendono l'ambiente caldo e piacevole nel suo stile moderno.
Ci si siede su comode poltroncine e i tavoli sono ben distanziati e finemente apparecchiati con tovagliato in lino beige Rivolta Carmignani, calici per l'aperitivo Riedel (forse i calici più belli ed eleganti che abbia mai visto), posateria Broggi. Ci viene prontamente chiesta la preferenza circa l'acqua e, scelta la naturale (San Bernardo), ci vengono sostituiti i relativi bicchieri con altri deliziosi di vetro azzurrato che, riempiti d'acqua, rendono una rifrazione molto particolare.
In sala si alternano Roberto Ferretto, la figlia Alice ed un cameriere che sistema subito la mia borsa con un gancio appeso al tavolo.
Ci vengono porti i menu (senza prezzi per le signore) e l'ottima carta dei vini, mentre è proprio Alice Ferretto a prendere i nostri tovaglioli e a sistemarceli in grembo.

Ci viene proposto nell'attesa un aperitivo (a 7 euro). Si tratta di uno Chardonnay spumantizzato "Giuseppe Galliano", che viene accompagnato da un apribocca composto da alici marinate con limone verde e lime, guarnite con insalatina, e zuppetta al curry, servita in una tazzina da caffè. Approccio raffinato ed interessante.
Sul menu troviamo alcuni percorsi gastronomici già definiti, ma noi optiamo per i piatti alla carta.
Per accompagnare la nostra cena, scegliamo un bianco molto strutturato, dal sapore intenso e persistente, un Traminer "Franz Haas", consigliatoci peraltro da un amico appassionato.

Antipasti.
Per il mio fidanzato, carpaccio di salmone selvaggio, insalatina di finocchi e arance, finta maionese di scampi. In un piatto in vetro, una scenografica composizione alla cui base sono poste, a mo' di petali di una rosa, le fette di salmone, ed in cima il finocchio e le arance. Delizioso abbinamento, di gusto invernale, molto ben riuscito nella sua originalità e leggerezza.
Per me, fondente di cavolfiore, robiola di Roccaverano, sgombro marinato al limone e zenzero. Il piatto viene presentato guarnito da broccoli, fondo di cavolfiore, poi la robiola, cremosissima e fresca, ed infine lo sgombro. Combinazione originale, ho molto apprezzato l'amalgama dei diversi gusti, che si fondono splendidamente, per uno dei piatti a mio giudizio meglio riusciti di questa serata.

Primi.
Seguendo la mia idea di provare le proposte di pesce del ristorante, scelgo vellutata di patate e borlotti, gamberi e calamari spadellati. Altra portata di ineccepibile esecuzione, densa e cremosa la vellutata, ottimi i gamberi ed i calamari.
Per lui invece il risotto, riso Carnaroli cremoso ai porcini essiccati, parmigiano reggiano e castagne. Risotto assolutamente "all'onda", proprio come piace a me, l'aggettivo cremoso non è usato a sproposito. Perfetta la cottura, intenso il profumo dei funghi, da amante delle castagne va una lode speciale per l'abbinamento.

Secondi.
Entrambi optiamo per un secondo antipasto, in luogo dei secondi.
Per Enrico, un piatto storico del locale, risalente al 1987, millefoglie di lingua di vitello e foie gras, gelatina al Porto. Presentato in forma piramidale, e accompagnato da cubetti di gelée al Porto, è un piatto realmente originale e straordinario per qualità della materia prima, freschezza e perfetto connubio delle due componenti.
Per me, invece, ancora pesce. Baccalà mantecato in cannolo croccante di pane, pomodoro candito, olio al prezzemolo. Sono due i cannoli di pasta di pane posti in verticale anzichè adagiati sul piatto, vengono serviti accompagnati dai pomodori e dalle gocce di olio al prezzemolo. Il Cascinalenuovo, grande ristorante della tradizione piemontese, propone piatti di pesce di sicura riuscita e accattivante originalità, lasciando spazio ad un'impronta creativa che ne esalta ancora di più l'eccellenza ed il blasone.

Dessert.
Dalla carta dei dolci, scegliamo, per me, cremoso ai marroni canditi, meringhette vanigliate e gocce di fondente. La presentazione è davvero scenografica, poichè le meringhette sono fatte a forma di bastoncini, tutti conficcati nel cremoso, servito a mo' di sfera e l'idea è quella di un'esplosione di un fuoco d'artificio o di una stella. Raffinato e delizioso, ottima la consistenza del cremoso e molto profumate le meringhe, un dolce da veri ghiottoni.
Per lui, invece, ventaglio di prugne Santa Clara sciroppate, croccantini alla lavanda, gelato al latte di capra. Altra splendida presentazione, dolce molto originale, superlativo il gelato al latte di capra, di una leggerezza e delicatezza davvero fuori dal comune!
Accompagnamo il dessert con un calice di Malvasia di Lipari "Hauner".
Le friandises che ci vengono servite tra dolce e caffè sono tutte deliziose: scorzette d'arancia candite, dragées, tartufini di cioccolato, frolle con crema al cioccolato, biscottini alle mandorle, caramelle mou, quadratini di torrone, gelée all'albicocca.
Il caffè ci viene servito insieme a due piccole zuccheriere (una per lo zucchero bianco ed una per lo zucchero di canna) poste direttamente sul piattino della tazzina, appositamente realizzato in forma rettangolare ed allungata, con gli spazi appositi per le zuccheriere.

In conclusione, può ben dirsi che la cucina del Cascinalenuovo raggiunge i livelli d'eccellenza che la critica ed il pubblico decretano da anni. Uno dei fiori all'occhiello della cucina del Piemonte, che non disdegna la creatività e si fregia di uno chef, di uno staff e di un servizio di assoluto livello. A mio giudizio, questo ristorante è una tappa irrinunciabile per chi voglia conoscere la grande gastronomia del nostro territorio.

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