Finalmente riesco a organizzare una cena presso il...

Recensione di del 04/03/2006

Il Cascinalenuovo

85 € Prezzo
10 Cucina
9 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 85 €

Recensione

Finalmente riesco a organizzare una cena presso il Cascinalenuovo, il ristorante di Walter (e Roberto) Ferretto. Era un debito che avevo dopo la gentilezza con cui mi aveva concesso l’intervista sulla bagna caoda di qualche mese fa. Ma ci sarei andato comunque perché la curiosità era tanta, dopo averlo seguito in televisione e dopo averne sentito parlare benissimo da chi ci era già stato. E poi, il mio status di emigrato in quel di Milano ha bisogno, ogni tanto, di una scarica di piemontesità.

Il luogo, esternamente, non è bellissimo. Facilissimo da trovare, essendo proprio sulla strada che va da Asti ad Alba. Ma non è esattamente in un posto bucolico. Probabilmente lo era qualche decennio fa, ma ora con la cementificazione, tutto è diventato urbano.
Internamente, invece, la sala è moderna, bella ed elegante e apprezzo la mancanza di elementi forti per l’arredamento. Tutto molto soft e tranquillo, tanto che io e Ludovica ci siamo accorti che stavamo conversando sottovoce.

Scambiamo due chiacchiere con Roberto Ferretto e veniamo fatti accomodare in un tavolo molto grande e comodo. Il sommelier ci porta poi l’aperitivo composto da due ottimi flûte di un vino di cui non ricordo il nome, purtroppo, accompagnati da un ottimo pre-antipasto composto da cinque o sei piccoli assaggi di vario genere. Tra cui un cucchiaino con una base di pomodoro e una polpettina molto gustosi, un ventaglio di formaggio e altri stuzzichini. Tutto ottimo.

Subito dopo viene a trovarci al tavolo lo chef Walter Ferretto, con cui scambiamo qualche battuta, prima di lasciarlo tornare all’opera in cucina. Ma non prima di avere dichiarato ciò che mi aspetto dalla serata. La mia richiesta è facile e difficile allo stesso tempo: non ordino nulla, né cibo né vino. Vorrei che fosse lo chef a decidere cosa servirmi, secondo la sua ispirazione, in modo da darmi modo di farmi una chiara idea di che cosa propone la cucina de Il Cascinalenuovo. Unico vincolo da me posto: l’utilizzo limitato il più possibile del pesce. Siamo in Piemonte, mica al mare. La scelta si è rivelata azzeccata: ho mangiato davvero benissimo.

Come primo antipasto, unica eccezione rispetto alla mia richiesta, ci viene servito un eccellente pesce spada avvolto in un nido di pasta phillo. Davvero saporito, favoloso. In abbinamento, un Martin dei Colli Tortonesi 2003, uve Timorasso, leggermente passato in barrique. Davvero buonissimo e profumatissimo. La barrique si sentiva appena, ed era davvero gradevole. Un ottimo risultato, non invadente e piacevole. Di solito non apprezzo i vini con sentori di barrique, ma questo era davvero ottimo ed equilibrato.

Poi, mi viene servito uno dei piatti simbolo del locale: la millefoglie di lingua di vitello e paté di fegato grasso, con gelatina al Porto. Una fetta triangolare, come se fosse una torta, bellissima da vedersi e dal sapore e consistenza eccezionale. Devo però dire che la gelatina in abbinamento, seppur ottima, non mi faceva impazzire degustata a quel modo e ho preferito gustare la millefoglie “in purezza”.

Quindi, un’insalatina con petto d’anatra e carciofi, eccezionale. Un ottimo contrasto tra l’insalata e i carciofi, croccanti, e la carne, morbida, succosa e saporita. A sgrassare il petto, alcune gocce di aceto balsamico.

Come primo piatto, mi sono stati serviti dei ravioli alla fonduta. Fatti con una pasta finissima, davvero al limite per una pasta ripiena. L’impasto era eccezionale per permettere di tirarlo così sottile senza farlo aprire in cottura. Il ripieno era saporitissimo, dal gusto deciso ma per niente stucchevole. Eccellente anche questo piatto.

Il secondo era agnello al forno con cubetti di patata. Saporito, tenero, gustoso ed estremamente equilibrato. Ottimo. Non ho usato il coltello, era tenerissimo. Un piatto semplice, ma davvero eccellente, frutto di materia molto valida e di sapiente cottura.

Il secondo è stato accompagnato da un vino davvero sorprendente: Cappriccio 2002 della Cascina Sant'anna di Nizza Monferrato, un Merlot passato in barrique davvero ottimo. Un leggero sentore di barrique, un buon corpo, pieno e persistente. Davvero piacevole.

Il dolce è stato una sorpresa eccezionale, ed è stato servito con un ottimo Moscato passito, di cui non ricordo la cantina. Era una sorta di strudel millefoglie delicato, delicatissimo. Croccante la pasta, morbido e saporito l’interno. Servito con un bicchierino di gelato al torrone. Eccezionale.

Infine, la piccola pasticceria, con scorza di agrumi candita, una gelatina di pesche con amaretti e cacao favolosa e altri dolcetti buonissimi di vario genere. Eravamo davvero pieni, ma erano così buoni che io non sono riuscito a fermarmi!

Per terminare la cena, una preziosa grappa di Romano Levi che (vergogna!) non conoscevo e di cui ho scoperto la particolarità grazie al racconto del gentilissimo sommelier. Una vera chicca, favolosa. Ma, come mi ha fatto poi notare Roberto Ferretto, forse più piacevole in una fredda serata invernale. 50 gradi di grappa artigianale si sono sentiti, infatti!

In conclusione, una cena eccellente, in un bel ristorante, con un servizio estremamente cortese e attento. Consigliatissimo, davvero, anche se la fama dello chef da sola vale mille dei miei consigli!

Conto finale di 110 euro per la cena e 60 per la cantina per due persone.

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