Venerdì - Cena per 3

Dopo aver a lungo ...

Recensione di del 25/02/2005

Il Cascinalenuovo

70 € Prezzo
10 Cucina
9 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 70 €

Recensione

Venerdì - Cena per 3

Dopo aver a lungo seguito con venerazione le opere culinarie di Walter Ferretto alla Tv ci decidiamo a prenotare una serata nel suo premiato locale piemontese.

Nonostante sia venerdì e abbiamo un centinaio di km da percorrere riusciamo ad arrivare per le 20.30 circa.

Non ci si può sbagliare nel giungere a destinazione, usciti al casello di Asti est sulla A21 si prende la strada statale per Alba (sempre dritti senza svoltare poi per Isola d’Asti), non vi sfuggirà la grande insegna sulla sinistra.

Subito veniamo accolti dal collaboratore di sala che si occupa dei nostri gelidi cappotti (non curanti della temperatura siderale esterna eravamo rimasti nel parcheggio per qualche minuto alla vana ricerca di un punto in cui i telefoni cellulari potessero trovare campo) e ci accompagna al nostro tavolo.

L’ambiente è di indubbia eleganza, ma noi forse ingannati dal nome del locale ci aspettavamo tutta un’altra cosa, senza dubbio una scenografia più rustica. I colori chiari sono dominanti e unendosi alle luci soffuse l’atmosfera risulta molto pacata e riposante. La tavola è finemente accessoriata, deliziosa la nota floreale, cristalleria e stoviglie di classe (l’argenteria è firmata Broggi).

Riconosciamo presto in sala il sommelier Roberto Ferretto, fratello dello chef Walter di cui ci comunica l’assenza. Siamo stati sfortunati in quanto di solito è presente, ma quella sera si trovava al ristorante Pisterna di Acqui Terme, che gestiscono da pochi anni ed è già stellato Michelin.
Ci portano il pane in più varietà, pezzi di focaccia caldi e gli immancabili grissini torinesi.

La carta ci mette molto in imbarazzo, come primo approccio decidiamo di dedicarci ad un menù degustazione tradizionale chiamato “Un’idea del Piemonte”, al quale i vini sono già abbinati.

L’appetizer, un gambero avvolto da fili di pastella kataifi (non so come si chiami la preparazione, ma l’avevo già trovata altrove sul baccalà) con una tazzina di salsa calda al finocchio, è squisito, la presentazione è molto simpatica, a mo’ di colazione con cappuccino e brioche, che poi è in effetti il modo in cui si va a mangiare il piatto.
Vino abbinato: Castelborgo Brut, Castello di Neive. Un perfetto “Apribocca”.

Battuta di coscia di vitella, julienne di verdure e scaglie di Parmigiano.
Vino abbinato: Palmè Chardonnay Piemonte 2003, Trinchero.
Solo una parola, sublime.

Gnocchetti di patate ai formaggi d’Alpeggio con zucca gialla croccante.
Vino abbinato: Barbera d’Asti Superiore In Pectore 2001, Tenuta Garetto
Gli gnocchi, semplicemente buoni da soli, assaporati nell’accostamento con la zucca (che nella presentazione a prima vista potrebbe ingannare richiamando alla forma e al colore di carote lesse) risultano davvero spettacolari.

Testina di vitello brasata ai due aceti su passatina di ceci e borlotti.
Vino abbinato: Barbera d’Asti Superiore In Pectore 2001, Tenuta Garetto
Un piatto originariamente povero, ma interpretato qui in modo superbo, i pezzi di carne si sciolgono in bocca accompagnati deliziosamente dalla passatina inasprita al punto giusto dall’aceto. Un’esplosione di gusto ed alla fine le labbra rimangono un po’ appiccicose, sensazione che avevo provato solo in Toscana mangiando la cioncia pesciatina.

Piccola selezione di formaggi.
Vino abbinato: Alcedo vino da uve stramature di Timorasso, Martinetti Franco
4 soddisfacenti tipi accompagnati da cognà, la classica composta piemontese, in assoluto ho preferito quello erborinato di sapore più deciso.

Dolci Sorprese.
Vino abbinato: Moscato d’Asti 2004, La Caudrina
Il dolce è appunto a sorpresa, a me tocca una crème brulée che nonostante fosse molto buona non sono riuscito a terminare causa un cedimento improvviso del mio stomaco (eppure ci sono andato piano col vino!). Per i miei commensali una fantasia agli agrumi e l’altro non ricordo bene, ma penso fosse tipo una mousse alla mela con dei bignè di sfoglia.

Ci servono quindi la piccola pasticceria su eleganti vassoietti, ma continuava il mio momento di defaillance per cui ho solo potuto guardare i miei amici che si dividevano i cioccolatini da loro definiti eccezionali (sigh, sarà per la prossima) infatti erano già stati spazzolati al momento del caffè quando sono riuscito ad assaggiare un “brut e bon” ed un piccolo bignè.

La serata giunge dolcemente al termine e prima di rituffarci nel rigido inverno riceviamo delle utili guide in omaggio tra cui quella dei giovani ristoratori d’Europa dove presenzia anche il patron Walter Ferretto (ricambio con il biglietto de ilmangione anche se come riconoscimento non ha esattamente la stessa valenza!). Questi è stato gentilissimo giorni dopo nello spedirmi a casa una copia del menù (accidenti, già che c’ero potevo farmelo autografare!) che avevo richiesto via mail.
Tappa obbligata del gastronauta che esplora il Piemonte.

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