Eccellente scoperta

Recensione di del 01/06/2014

Pascia

105 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 105 €

Recensione

Sulla sinistra della strada che porta verso il lago d'Orta, percorsi pochi centinaia di metri partendo dalla centro del paese di Invorio, a metà strada tra il lago d'Orta e quello Maggiore, si accede al cortile del ristorante attraverso un cancello che sembra essere l'ingresso di una residenza privata.

Percorso il vialetto che costeggia la struttura si arriva al parcheggio privato.

La struttura, insolitamente tondeggiante, è quella di una simpatica, bianca villetta stile liberty.

Nel breve tragitto tra il parcheggio e l’ingresso si trovano, accostati alla recinzione, grandi contenitori di legno nei quali sono seminate svariate erbe aromatiche. Il locale è elegante, allestito in stile moderno, con lampadari di design, completamente bianco, pareti, sedute, tovaglie, candele…

Nel ristorante opera un giovane chef, anche proprietario, Paola Gatta, classe 1981, originario della zona, che dopo aver maturato esperienza presso altri locali sempre in zona e presso chef rinomati tra i quali la famiglia Valazza per tre anni, Santin per 2 anni e mezzo e con un’esperienza anche presso Cracco, ha aperto questo suo locale. Aperto nel Febbraio 2009, ha ricevuto una stella Michelin nel 2012.

Con mia moglie e altri 4 amici, decidiamo pertanto una domenica di inserirlo nei nostri percorsi gastronomici che con una certa periodicità ci portano a volere dare un giudizio personale dei ristoranti che godono di maggiori riconoscimenti nel panorama della ristrazione.

Gli amici, più agevolati nel viaggio, questa volta arrivano dalla Val Ossola e Val Formazza, noi da Verona. Di fatto ci vengono incontro nel nostro viaggio di avvicinamneto al weekend durante il quale avremo il piacere di essere loro ospiti in montagna.

Ci accomodiamo in un tavolo ovale molto comodo e perfetto per 6 persone, in un angolo ricavato da una rientranza della sala godendo di uno straordinario confort e privacy. Comincia la lettura dell’elegante carta delle proposte.

Menu “cinque + 2” proposto a 90 euro e costituito da cinque portate più due dessert completati all’inizio da stuzzichini di benvenuto e in chiusura dalla piccola pasticceria.

Menu “otto”, otto portate appunto comprensive nel conteggio, in questo caso, degli stuzzichini e della piccola pasticceria per 75 euro.

Possibilità di aggiunta ad entrambi con 15 euro di una selezione di formaggi.

Tutti i piatti, con un’unica eccezione, compresi nelle degustazioni, non sono presenti alla carta che vede quattro antipasti, tre piatti cosiddetti di mezzo, quattro primi e cinque secondi.

E qui cominciano i problemi visto che come al solito per le degustazioni è chiesta la partecipazione dell’intero tavolo. Sei persone con gusti diversi e con golosi e curiosi, almeno un altro insieme a me, che vorrebbero assaggiare più cose possibili.

Constatate le nostre incertezze, mi faccio coraggio e chiedo allo chef, venuto a salutarci, spazi di deroga ottenendo una grande e inconsueta disponibilità.

Il locale effettivamente non vede molte presenze per cui forse la situazione è propizia, ma quasi sempre mi sono imbattuto in rifiuti, più o meno dispiaciuti, ma comunque rifiuti.

In ogni caso qui la disponibilità è massima e anche esposta con estrema semplicità, del tipo, tanto i piatti li devo comunque fare tutti e farò in modo che non ci sia disarmonia nei tempi.

Ebbene non solo il pranzo sarà perfetto nei ritmi di tutti i commensali, ma addirittura verranno portati piatti in più avendo intuito un po’ di dispiacere a rinunciare a qualche assaggio.

Ad esempio, a tutti coloro che lo desideravano è stato portato un assaggio di risotto e rane al verde che non è compreso nella degustazione e che era stato scelto solo da un commensale.

Ma passiamo alle ordinazioni. Quattro su sei scelgono il menu “otto”, gli altri alla carta. Sarà tutto un susseguirsi di assaggi incrociati, principalmente ognuno dal proprio partner, ma anche da tutti gli altri amici.

Prima che partano le scelte di ciascuno iniziano una serie di stuzzichini di benvenuto, ne cito solo alcuni perché per la quantità è impossibile ricordarli:

- Snack croccante di barbabietola, di patate viola e di parmigiano

- Crostini con fegatini di pollo

- Pane alle mandorle con spuma di mortadella

- Lumache in tempura

- Arancino di riso

- Tortino al parmigiano con barbabietola marinata al maracuia e uova di salmone

- Ortiche e bottarga

- Caprese di gamberi (di fatto una piccola sfera con gamberi, bufala e pomodoro)

-Spuma di pan mandorle con sopra spuma di mortadella

….e tanti altri piccoli bocconi tutti molto particolari.

Direi che già a questo punto abbiamo già fatto una degustazione mentre invece abbiamo consumato quella che nel menu è solo la prima portata sotto la voce “stuzzichini di benvenuto”.

Queste le altre portate del menu degustazione:

- Carne cruda di razza Piemontese battuta al coltello, caviale e maionese

- Uovo di cascina, parmigiano e asparagi

- Spaghetti di grano duro Cavalier Cocco selezione Senatore Cappelli con ragu’ di coniglio, calamari spillo croccanti

- Luccio perca in crosta di sale affumicato e infuso di limoni di Sorrento

- Fave, piselli e cioccolato bianco

- Cremino alle nocciole, pan di spagna alle spezie, fragole e pomodoro alla vaniglia.

- Piccola pasticceria.

Altri piatti provati dai vari commensali scegliendo alla carta sono stati: "Animelle croccanti, riso e gamberi" che mi sono state fatte assaggiare e che ho giudicato deliziose, "Risotto e rane al verde" e "Triglie, scampi e piselli".

Non sto’ a descrivere i piatti anche per il tempo trascorso e per l’elaborazione degli stessi. Mi limito ad un’osservazione generale che vede l’apprezzamento pressochè incondizionato di tutti su tutte le portate con varie tonalità di entusiasmo.

Il tutto accompagnato da un servizio puntuale, efficiente e simpatico con una piccola sbavatura di un solo attimo di ritardo nel servire il vino in una singola circostanza.

A proposito, anche la cantina è adeguatamente fornita. Noi abbiamo scelto un Tocai Friulano di Villa Russiz e un Pinot Grigio di Bressan.

Molte anche le proposte di pane e grissini. Conto totale: 630 euro, 105 a testa così composto:

4 menu’ degustazione 300 euro,

2 antipasti 51,

due primi 60,

due secondi 62,

un dolce 12.

Completano il conto 116 euro tra acqua e vino e 29 euro per 5 caffè per la verità, evidentemente cari rispetto agli standard ma anche decisamente particolari e scelti tra una carta dei caffè per tipologie e preparazione diverse molto invitanti e con una coreografia nella preparazione suggestiva.

In conclusione da parte mia un’ottima scoperta, un cuoco che propone proposte originali, con una preparazione accurata, anche piacevole alla vista.

Prezzo in assoluto non economico, ma adeguato allo standard del locale e alla qualità delle proposte.

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