Chiamata a raccolta di tutti i nonni della nostra ...

Recensione di del 07/12/2012

Dalla Padella alla Brace

38 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Chiamata a raccolta di tutti i nonni della nostra pargola e cena al ristorante “Dalla padella alla brace”, nel centro storico di Oneglia. Siamo sei in tutto. Entriamo, prima ci stanno sempre due chiacchiere con l’amica Silvia e poi ci sistemiamo.
Per cominciare, due bottiglie di acqua naturale e gasata ed il cestino del pane, ottimo come sempre, con fette di pane rustico, panetti aromatizzati alle olive nere ed al peperoncino e grissini artigianali.
Per quel che riguarda il vino, decidiamo di proseguire con la scelta fatta durante l’ultima nostra visita, ossia con una bottiglia di Blangè della cantina Ceretto del 2011. Ottimo vino piemontese che verrà bissato nel corso della serata.
Ordiniamo subito per la nostra bimba un piatto di Orecchiette al pesto. Arrivano subito, buone, con del pesto fatto in casa.

Per ingannare l’attesa Silvia ci propone un giro di Bruschette, semplici, ma fatte bene, alcune con olio d’oliva, pomodoro fresco e basilico, altre con del patè d’oliva. Sfiziose.

Giro di antipasti per tutti. Mio suocero sceglie una Tartare di fassona: piatto rigorosamente piemontese con la polpa di manzo battuta al coltello e condita in maniera molto semplice, olio, sale, pepe ed una spruzzata di limone. Unica concessione "artistica" della cucina, una vela di formaggio in crosta che fa fine e non impegna.
Per me, invece, uno Sformatino di verdura su fonduta di toma d’alpeggio. Una delizia. Un tortino tiepido di verdura, al palato molto delicato, ma ingolosito dalla crema di formaggio che ne accentua notevolmente i sapori.
Per le tre signore un piatto di Brandacujun. Un classico, ben cucinato, decisamente abbondante ed anche in questo caso con la vela di formaggio in crosta a completare il piatto.

Gli antipasti sono andati, come la prima bottiglia di vino. Si prosegue.
Le signore continuano a braccetto, sempre con la medesima scelta, questa volta dei Filetti di manzo con contorno di funghi. Un tenerissimo “pezzo” di carne, mantenuto al sangue quanto basta e contorno generoso di porcini e cicalotti saltati in padella. Molto buono.
Mio suocero va su di un piatto di Ravioli di borragine con fonduta di latte di capra. Piatto semplice, direi casalingo, ma con una fonduta simile (e non si sono risparmiati) diventa una goduria.
Per me, una Grigliata mista di carne: un paradiso per gli amanti del genere, differenti tagli di carne, di varia grandezza, un palmo di salsiccia, un patata cotta sulla brace, posizionata al centro del piatto, sulla quale campeggiano una mezza dozzina di rostelle di capra ed un paio di mezze patate (sempre scottate sulla brace), che completano il maxi piatto. Per chi apprezza, a lato del piatto, una riduzione di aceto balsamico ed un po’ di “prato” verde. Che scorpacciata!
Chiude la nostra cena mio suocero con un’ultima richiesta, delle Seppioline in umido con patate, olive taggiasche e porcini. Altro ottimo piatto, sì equilibrato, ma anche molto gustoso. Il rischio poteva essere quello di ottenere un’overdose di sapori, cosa che non è successa. Ben fatto.

E’ il momento dei dolci. Per tutti lo stesso. Una fetta di Torta alle nocciole con fragole e panna. Dolce fatto in casa, oserei dire quasi su richiesta. Una torta abbastanza bassa, compatta e dall'intenso sapore di nocciole, ma senza risultare troppo pesante, con decorazioni di fragole fresche e spruzzate qua e là di panna montata.
Due parole sulla panna dell’amica Silvia. Mi permetto di aprire una piccola parentesi imperiese. La sua panna montata ha raggiunto un livello esagerato, per quel che riguarda sapore, consistenza e leggerezza. Nulla da invidiare alla storica (ma ormai scomparsa) panna della pasticceria Giudice, se non migliore. E per questo motivo vi consiglio vivamente le sue meringhe con la panna. Chiusa la parentesi.
Un giro di limoncino, una grappa e due caffè chiudono ufficialmente la nostra meravigliosa cena.

Chiediamo il conto. La spesa complessiva è di 230 euro. Ecco il dettaglio: cinque coperti (nulla per la piccola) 10 euro; due bottiglie di acqua 4 euro; due bottiglie di Blangè 30 euro (ottimo rapporto qualità/prezzo); il giro di bruschette gentilmente offerto dalla casa; le orecchiette 8 euro; tutti e cinque gli antipasti (da 9 euro) 45 euro; i ravioli 12 euro; i tre filetti di manzo 57 euro; la grigliata di carne 19 euro (altro ottimo rapporto); le seppie in umido 16 euro e le sei porzioni di torta 30 euro.
Che altro dire? Al di là del piacere nel trascorrere le serate in questo locale, grazie all’atmosfera ed al servizio attento e gentile, secondo me va assolutamente provata la loro cucina. Una cucina di ottimo livello che è il risultato si di una grande capacità, ma anche di un’accurata ricerca e selezione tra le materie prime migliori.
Un saluto da Jerry a tutti i Mangioni!

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