E’ la domenica di Pasqua ed io e mia moglie vorrem...

Recensione di del 04/04/2010

Dalla Padella alla Brace

27 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 27 €

Recensione

E’ la domenica di Pasqua ed io e mia moglie vorremmo andare a pranzare con figlia e nonna, evitando però le classiche abbuffate legate alle festività. La mia idea è orientata verso un locale ad Imperia (senza lunghi spostamenti), dove non è previsto il menu già impostato appositamente per l’occasione. Decido di ritornare dai nostri amici del ristorante “Dalla padella alla brace”. Il locale è nel cuore di Oneglia e più precisamente in via dell’Ospedale, una traversa dei portici. Come ho già spiegato nella mia precedente recensione, il parcheggio è abbastanza problematico, ma oggi, giorno festivo, ho a disposizione tutti i parcheggi che voglio, gratuiti e non. Il clima della giornata per ora regge e riusciamo anche a fare una breve passeggiata sul porto di Oneglia. Entriamo intorno alle 13:00. Un saluto ai nostri amici che, dopo l’arrivo della nostra pargolotta, non abbiamo più occasione di venire a trovare. Ci hanno riservato un tavolo tranquillo, lontano dalla corrente ed appartato quanto basta per sistemare agevolmente la nostra piccola. Il locale è pieno.

Innanzitutto una bottiglia d’acqua ed il cestino del pane: fette di pane casereccio, grissini artigianali e bocconcini di pane farciti con la pancetta. Ottimi. Per il vino decido io: una bottiglia di Morellino di Scansano del 2007 della cantina vinicola Poggio Trevvalle di Grosseto. Varietà ottenuta da una quasi totalità di uva Sangiovese ed una piccola percentuale di Merlot ed Alicante. Ottimo vino, asciutto, speziato e piacevole nonostante i suoi corposi 14.5 gradi. Arriva il menù.

Mia moglie e mia madre scelgono lo stesso Antipasto di terra, composto da due fette di torta pasqualina (uovo e verdura) ed uno sformatino tiepido di verdura con annessa salsina ed una julienne di finocchi. Piatto sostanzioso e molto delicato.
Io bypasso l’antipasto e mi butto subito su un primo piatto che so, per certo, di sicuro affidamento: la Paella valenciana. Mi viene servita una terrina tonda di terracotta stracolma di paella, composta da un abbondantissimo mix di pesce, carne e verdura. Servita calda, diventa ancor più “focosa” grazie alla predilezione della cuoca Silvia verso i gusti forti, di carattere. Eccezionale. Non so se dare colpa al vino, oppure alla paella, ma ci vuole un’altra bottiglia d’acqua.

Per il secondo siamo tutti e tre d’accordo: Costine di capretto al forno con contorno di carciofi. Anche questo piatto è sull’abbondante, costine grasse al punto giusto, molto saporite ed un contorno di carciofi saltati in padella con aglio e prezzemolo veramente squisito. Siamo decisamente sazi.

E’ il momento di distrarre la nostra piccola con un paio di uova di Pasqua. Saltiamo il dolce, complice anche un assaggio di cioccolata delle uova, e passiamo ai caffè. Il tempo a nostra disposizione è scaduto, ora ci tocca partire per andare a festeggiare con gli altri nonni, lontani circa duecento km. Evviva la par condicio. E’ il momento del conto. La spesa totale è di 82 euro, poi ridotta a 80 euro, così composta: nessun coperto (bravi), le due bottiglie d’acqua 5 euro, l’ottimo Morellino 16 euro, i due antipasti di terra 18 euro, la paella 13 euro, le tre costine 30 euro ed i caffè gentilmente offerti. Prezzo onestissimo se rapportato alla quantità, ma soprattutto alla qualità dei piatti proposti. Nonostante la nostra lunga assenza, sapevo che non avrei sbagliato a scegliere questo locale. Una garanzia.
Un saluto da Jerry a tutti i Mangioni!

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