Ogni giorno è brutto se si torna dalle vacanze, ma...

Recensione di del 08/07/2009

La Volta

26 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 26 €

Recensione

Ogni giorno è brutto se si torna dalle vacanze, ma questo lo è particolarmente per le condizioni atmosferiche: a Imola troviamo un temporale da cinema, decidiamo quindi di fermarci il prima possibile.
Mio marito si ricorda di una trattoria consigliatagli da un camionista che frequentava spesso la zona, optiamo dunque per questa alternativa, anche perché si trova non molto lontano dal punto in cui siamo usciti dall’autostrada.

Sinceramente, mi aspetto una casupola malandata dove gente affamata si ciba di piatti stratosfericamente abbondanti e a buon mercato... la realtà è ben diversa! Arriviamo davanti ad un enorme parcheggio con tanto di guardiano, occupato per più della metà da camion e auto.

Davanti a noi ci sono: l’ingresso di una discoteca, una tabaccheria e una porta a vetri con la scritta "entrata". Entriamo e…sorpresa! Ci troviamo davanti ad una sala spaziosa, luminosissima, con i lampadari verdi (sembrano ombrelli capovolti). Le pareti sono occupate per un metro da un rivestimento in legno, poi sono rosa, con stucco veneziano azzurro bordato di bianco. Numerose lampade a parete riprendono il disegno delle colonne che delimitano le vetrate, alcune delle quali con graziosi disegni di donne. I tavoli sono ben distanziati, ogni tanto si erge tra un tavolo e l’altro una pianta di ficus.

Le tovaglie sono verdi e riprendono il colore e il disegno dei cuscini sulle sedie. Persino i sottopiatti hanno il bordo verde, anche se più chiaro. I piatti e i tovaglioli sono invece bianchi e si intonano con i coprimacchia.
Una delle cameriere, tutte rigorosamente in divisa bianca e nera, ci porta la carta, ma è un signore distinto a prendere le comande e a chiedere se gradiamo un calice di vino, offerta a malincuore rifiutata: mio marito deve guidare e non vuol rischiare una multa, io non voglio bere da sola.

Decidiamo di concederci un assaggio di mare e uno di terra, perciò mio marito sceglie un antipasto misto “la Volta” e gli strozzapreti ai gamberi e funghi porcini, io ordino strudel vegetariano con crema di gorgonzola e pennette con ragù di salsiccia e funghi porcini. Da bere acqua naturale servita in bottiglia.

Gli antipasti arrivano in tavola in tempi brevi. Mi colpisce favorevolmente un particolare: le cameriere chiedono ai commensali cosa aggiungere al momento alle portate (parmigiano per la pasta, condimenti per le insalate…), e sono loro ad eseguire l’operazione benché, come nel nostro caso, olio e pepe fossero in tavola.

L’antipasto di mio marito è così composto: tocchetti di polpo all’aceto balsamico (l’aceto balsamico si sentiva appena, in modo da accompagnare il polpo senza coprirne il sapore), calamari conditi con un filo d’olio (ben cotti, in quanto morbidi), un paio di fette di carpaccio di salmone, una canocchia e uno scampo cotti al vapore e sovrastati da salsa rosa (la salsa rosa presumo sia stata casalinga perché presentava una punta di acidità data dal sapore del pomodoro ch sovrastava quello della maionese). La presentazione è bella: tutti i frutti del mare sono separati tra loro, il pesce è fresco…un buonissimo inizio.

Il mio piatto consiste in due belle fette di strudel separate da una cremina al gorgonzola. Anche in questo caso, azzeccata la presentazione e decisamente buono il sapore: la pasta brisé che trattiene l’impasto è sottilissima, ma croccante, le verdure a pezzettini sono mescolate al formaggio (presumo ricotta, comunque un formaggio semi stagionato che rende l’impasto piuttosto solido), l’unica cosa che mi lascia qualche perplessità è la crema, forse perché mi sarei aspettata del gorgonzola piccante e invece l’ingrediente dominante è il mascarpone che, a mio avviso, appesantisce un poco la composizione.

Per i primi c’è da aspettare qualche minuto, ma questo non è un male perché ciò dovrebbe significare che il piatto è preparato al momento. La cameriera simpaticamente ci serve le portate con un sorriso e una battuta di spirito. Le mie pennette al ragù sono lunghe e sottili, la pasta di buona qualità anche se non al dente, mantiene la cottura e non dà la sensazione di molliccio all’assaggio. Il ragù è strepitoso: la salsiccia è macinata fine, ma è pastosa e consistente al palato; i porcini tagliati a grossi pezzi, oltre ad essere belli lisci e sodi, hanno un ottimo sapore, sembrano freschi o comunque ben conservati. Assaggio per dovere di cronaca anche il primo di mio marito. Gli strozzapreti sono di fattura decisamente casalinga: abbastanza ruvidi e spessi, trattengono bene il sugo che, all’apparenza un po’ inconsistente (è sul bianco pallido, con qualche chiazza marroncino e rosa qua e là), si rivela invece azzeccatissimo poiché è cremoso, ma leggero, non si avverte la presenza né di panna, né di qualche formaggio molle, solo il sapore dei gamberi ridotti a purea, del burro e del fondo di cottura dei porcini.

Più che soddisfatti, ci concediamo il caffè, e qui casca l’asino (in questo caso io). Come mio solito, infatti, al termine del pasto chiedo un bicchierino di mirto, aspettandomi ovviamente il tipico liquore dozzinale che trovo dovunque, e invece no: come nel telefono senza fili, vedo le cameriere che si passano una con l’altra la richiesta e arrivano a “scomodare” persino quello che ritengo il proprietario del locale pur di accontentarmi. Sentendomi un po’ a disagio per aver creato tanto disturbo, decido di optare per un amaro alle erbe, quando vedo spuntare una grossa bottiglia di vetro quadrangolare, di quelle con il tappo che sembra una boccia da biliardo, per intenderci, che contiene dell’ottimo mirto.

Il pranzo è finito, chiediamo il conto e, sorpresa, il prezzo è di poco superiore a quello che ci si aspetta da una trattoria: 53,50 euro in due.
Direi proprio che questa volta sono incappata in un ottimo locale da consigliare per un buon pranzo, ma penso proprio anche per una piacevole serata.

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