Passando in Val d' Aosta dalle parti del Castello ...

Recensione di del 06/06/2010

Antichi Sapori

16 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 16 €

Recensione

Passando in Val d' Aosta dalle parti del Castello di Bard non manchiamo di fare una capatina da Filomena, una simpatica signora calabrese, da sempre trapiantata in Val d'Aosta, che ci accoglie con semplicità e simpatia nel suo semplice bistrot. Non è una cucina improvvisata la sua: ha gestito per anni un agriturismo in alta valle, ed ora sopravvive in questa piccola locanda, poco visibile e poco conosciuta, accogliendo con calore i suoi ospiti, che naturalmente all'occasione ritornano, perchè pur nella semplice frugalità della sua ospitalità, la calabrese propone, in una calda accoglienza meridionale, tutto il meglio della cucina valdostana, a prezzi modicissimi e con disponibilità assoluta d'orario, per merende domenicali che non hanno nulla a che vedere col solito tagliere di altri locali nella vallée.
Ci presentiamo in sei, alle cinque del pomeriggio, di ritorno dall' escursione in montagna, affamati. Il tempo è bello e stiamo fuori, su un semplice vecchio tavolo di legno. Porta subito una tovaglia pulita e i piatti, spartani, per una veloce apparecchiatura. Un caraffone di buon vino locale e acqua filtrata, pane fresco bianco e integrale, grissini invitanti.
Decliniamo l'offerta del piatto di affettati, che peraltro sono buonissimi, con tutto un repertorio di moccette e lardi locali di ottima qualità, solo perchè già abbiamo mangiato salami durante la camminata di oggi.
Ma non manchiamo di assaggiare i suoi fantastici tomini al verde, e un assaggio di peperoni in agrodolce, e le famose buonissime castagne valdostane servite col lardo.
Ci porta, per stuzzicarci, delle polpettine buonissime (calabresi queste, ma non piccanti) e ci chiede cosa vogliamo dopo. Ci propone una sua personale versione della famosa zuppa alla valdostana: anzichè con il cavolo, dice, che non a tutti piace, ha elaborato una versione sua con dell'ayucca. Non sappiamo cos'è, e, incuriositi, l'assaggiamo tutti: è un gusto delicato buonissimo, servita con pane inzuppato e del formaggio, una delizia, voto dieci più.
Siccome dice che non ne aveva molta (non era vero!) ci propone anche delle tagliatelle ai funghi, da dividerci, e lecchiamo anche la teglia.

Per secondo assaggiamo una sua versione della carbonada fatta col cervo(!) e scopriamo che ci sta benissimo il cervo in carbonada al posto del solito vitello: idea straordinaria. Normalmente lo serve con delle fette di ottima polenta fritta, ma ormai siamo a livello e la polenta non ci sta. In compenso, siccome chiacchierando, in simpatia, di cucina e di erbe, salta fuori che ha appena raccolto della borragine, e siamo interessati, vola in cucina per saltarla in padella e ce la offre: buonissima anche questa, dolce, particolare, esaltata da due gocce d'olio crudo.

Il servizio è sempre semplice,gentile, veloce, siamo supersoddisfatti. Sei caffè per prepararci al viaggio di ritorno, una bottiglia di ottima grappa locale sul tavolo, per chi non guida, e la nota più gradita, il conto: 100 euro, ovvero poco più di 16 a testa.

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