Da qualche tempo leggo sul Mangione recensioni pos...

Recensione di del 13/10/2009

Garlini

41 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 41 €

Recensione

Da qualche tempo leggo sul Mangione recensioni positive di questo locale, così mi decido finalmente a provarlo in compagnia della mia ragazza e di un amico (che ci regge il moccolo!)

Gorle è una tranquilla zona residenziale limitrofa alla città di Bergamo. Il locale è facilmente individuabile, altrettanto il parcheggio.
Suonato il campanello, veniamo accolti dal titolare che ci conduce ad un tavolo rotondo per cinque, al centro dell’unica sala aperta (intravedo una seconda sala al piano inferiore).

L’ambiente è piuttosto curato: molto meglio di come me lo sarei immaginato dalle precedenti recensioni. I colori ocra e rosso delle pareti e delle tende che richiamano la mise en place dei tavoli, rendono l’ambiente caldo. L’arredo ed i complementi, in stile rustico ma di fine fattura artigianale concorrono a creare un clima informalmente elegante. Peccato per terribile acustica della sala che, in assenza di musica di sottofondo, permette di ascoltare il ronzio di una mosca a 500 metri; cosicché le conversazioni tra commensali diventano sommesse ed imbarazzate. Nota di grave demerito per i bagni, ubicati al piano inferiore: i sanitari sono vecchi e di cattivo gusto (due vespasiani campeggiano sulla parete del bagno maschile); le porte sono vecchie, graffiate ed ammaccate.
Basandoci su arredamento e mise en palce, il voto all’ambiente sarebbe un 7 abbondante; considerando i dettagli, non si può andare oltre il 6.

Durante tutto l’arco della serata, siamo stati serviti dallo stesso cameriere che si dimostrerà sempre puntuale e cordiale, senza diventare invadente (al punto che la mia ragazza insiste per lasciare la mancia).
A dispetto del cameriere, non tutto funziona alla perfezione: il mio antipasto arriva cinque minuti dopo i primi piatti dei miei commensali. Il vino bianco viene servito in un ampio e panciuto bicchiere da rosso strutturato.
Il patron scompare a metà serata, senza presentarsi od interessarsi del nostro gradimento, lasciando al nostro buon cameriere anche l’incombenza di riscuotere il conto e congedarci.

Nel complesso, il voto al servizio è tra il 6 ed il 7.

La Cucina: ci viene servito un appetizer costituito da una cremosa purea di zucca sulla quale erano appoggiati una fettina di delicato formaggio fuso ed alcuni cubetti di pane raffermo. Il tutto accompagnato da un prosecco di Valdobbiadene, di cui non è stato possibile leggere l’etichetta, che risultava piuttosto povero d’anidride carbonica e quasi troppo dolce per essere definito “prosecco”. Un buon inizio che per intensità gustativa e quantità, somigliava ad un antipasto.

Il menu offre cinque-sei proposte di pesce per ogni portata ed include qualche interessante piatto di terra. Carta dei vini piuttosto breve, centrata su proposte di basso rango (se si esclude la sezione dedicata alle bollicine) e dal giusto rapporto qualità prezzo. Decidiamo di “tuffarci nel mare” ed “affogarci” in un passabile Fiano d’Avellino.
A seguire, antipasto di “crostoni di pane con gallinella in guazzetto”: piatto discreto ma non del tutto convincente, in particolare il guazzetto.

Come primo, ravioli al branzino con pesto. Apprezzatissimi dai miei commensali. Secondo il mio gusto, ottimi ravioli il cui sapore veniva sovrastato dall’intenso del condimento.

Come secondi, il fritto misto e la grigliata di pesce. Il fritto misto era ricco per varietà e qualità del pesce: principalmente composto di gamberi, scampi, moscardini fritti, calamari. Unico difetto la perdita, durante la cottura, di buona parte della pastella. Eccezionale la grigliata: gallinella, spigola, tranci di tonno e salmone, sampietro (?), scampo, coda di rospo.

I dolci, fatti in casa, sono discreti. La torta pere e cioccolato era costituita di un fine strato di pera, poggiato su di una crema al cioccolato di consistenza “budinosa”; molliccia la frolla. Il tutto decorato da una salsa alla nocciola, guarnita con crema d’uovo. In aggiunta, due assaggi di salame di cioccolato (discreto) e una mousse al cioccolato su cui era incastrata una forma di cioccolato fondente. Nel complesso un buon dolce, se non altro per la quantità e per diverse declinazioni di cioccolato. La mia compagna ordina un sorbetto al limone (non particolarmente buono) che è stato addebitato allo stesso prezzo dei dolci alla carta.

Giro di distillati nazionali, serviti dalla casa ed accompagnati da un vassoio di discreta piccola pasticceria.

Il Conto: un antipasto, 13€; due primi 24€; due secondi 38€; 3 dolci 15€; 1 bott. di vino 19€; 2 acque min. 4€; 3 coperti 9€. Giro di liquori nazionali offerto dalla casa. Totale 41€ a testa. Nel rapporto qualità prezzo va tenuto conto che abbiamo mangiato in tre (porzioni abbondanti), ma ordinato per due: un pranzo completo si aggirerebbe intorno ai 60€.

Nel complesso una buona cena, con pesce di qualità e senza troppi fronzoli. Basterebbe qualche ritocco al servizio ed all’ambiente per conquistarsi le prime fine nel triste panorama della ristorazione di pesce bergamasca. In attesa di una seconda visita, intanto lo consiglio per romantiche cenette infrasettimanali.
Fossimo a Milano, direi che il rapporto qualità prezzo è interessante; considerato che siamo a Bergamo, sono incerto se definirlo normale o medio-alto.

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