”Tanto tuonò che piovve…”

Così felice p...

Recensione di del 04/05/2007

Al Bersagliere

135 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 135 €

Recensione

”Tanto tuonò che piovve…”

Così felice per l'arrivo della tanto attesa pioggia, mi regalo una mezza giornata di vacanza, investita nello shopping primaverile. Visto che già si era in giro allunghiamo il pomeriggio anche verso la cena. Questa volta scelgo un ristorante dal nome sicuro e di grande tradizione, per rinfrancarmi da alcune uscite precedenti piuttosto deludenti e non meritevoli di recensioni, dal mio punto di vista.
Il ristorante prescelto è “Il Bersagliere” di Goito. Prenotiamo praticamente in tempo reale, in realtà solo uno squillo per sapere se c'era posto, visto che ho chiamato non più di un'ora prima dell'ora di arrivo.

Il locale si trova nel centro di Goito, sulla statale che da Mantova corre verso Brescia (denominata "Goitese", guarda un po'...) a ridosso del ponte sul Mincio. Non esiste un vero e proprio parcheggio: noi abbiamo lasciato l'auto praticamente sotto il pergolato che orna l'ingresso, dove trovano posto due, forse tre automobili. Sarà forse per la giornata grigia, oppure per l'inevitabile vicinanza di questa zona con la trafficata strada, ma il fronte porta risulta un po’ triste, abbandonato a se stesso. Per farsi aprire bisogna suonare il campanello, perché la porta rimane altrimenti chiusa.

Appena dentro il discorso ambientale cambia: niente sfarzi, ma una sobria eleganza, senza fronzoli. Ordine e pulizia sono le linee guida per l'arredamento dell'ambiente, pochi quadri, due sale luminose con tonalità albicocca a sfumare la luce. Il patron ci accompagna al nostro tavolo, nella sala che si affaccia sul fiume, visibile da una grande vetrata che corre per l'intera stanza: sicuramente non sarà come affacciarsi sulla Loira nelle campagne francesi, ma il risultato complessivo è gradevole.

Ci viene proposto un aperitivo al quale noi non ci sottraiamo, optando per delle bollicine Franciacorta, ma perdo purtroppo il riferimento esatto della bottiglia. Comunque si rivelerà un buon spumante, senza difetti particolari e senza nemmeno un gusto memorabile, ottimo comunque per l'appetito, che già comunque è a buon punto. Proprio per questo io mi oriento sul menu degustazione, in carta a 110 euro, ma è presente anche un’opzione detta “Della Tradizione”, a 75 euro. La mia ragazza opta invece per una scelta alla carta.
Dal cestino del pane vengono varie proposte, tutte fragranti e gustose: per iniziare scelgo della focaccia, del pane casereccio e una treccia di sfoglia, puntellando il tutto con qualche grissino. Il cestino conteneva anche altre opzioni non provate, ma volendo il personale di sala rabbocca volentieri il piattino del pane.

Da bere scelgo un Rubesco Riserva Monticchio del 2001 di Lungarotti, buon rosso torgiano di corpo, con qualche nota selvatica ad acidificare leggermente, per migliorare l'effetto sgrassante. Tutto sommato una buona scelta, proposta in carta a 45 euro.

Il benvenuto della cucina è un petto d'oca affumicato con zenzero marinato e mostarda di anguria bianca: accoppiamenti insoliti e all'apparenza mal equilibrati se presi singolarmente, insieme danno invece un bell'effetto dolce-salato, con una punta pungente al naso data dalla marinatura dello zenzero.

Per antipasto, la mia ragazza sceglie il culatello di Zibello, salame mantovano e lardo della casa con piccola giardiniera, un assortimento di salumi nostrani, dall'aria decisamente invitante. Ho provato soltanto il salame, di ottima qualità e assolutamente casalingo, con un vago sentore di muffa, sintomo della conservazione artigianale, di ottima pasta ed equilibrata concia.
Il mio antipasto consiste in capesante in parmigiana di melanzane con mozzarella di bufala e olio al basilico e noci: ottimo nel complesso, con le capesante arricchite nel gusto dall'olio che dà una certa aria di pesto, il tutto a ricoprire una buonissima parmigiana… decisamente un bel mangiare.

Proseguiamo con i primi: per la mia ragazza dei classicissimi tortelli di zucca alla mantovana con mandorle e pistacchi, presentati asciutti nel piatto, senza quindi il solito pesante bagno di burro, ma con il giusto dosaggio di condimento, ornati dalla granella di pistacchi e dalle foglioline di mandorla, con il tocco finale del Parmigiano grattato fresco al tavolo. Molto buoni nel complesso, con qualche nota tostata a rinforzo data dalla frutta secca; marcavano eccessivamente di amaretto per i miei gusti, tanto che la zucca andava un po’ a sparire. In definitiva, però, molto goduriosi.
Il mio primo è una minestra di fave con guancialino e Pecorino "Il Pascio di Fontecoriale": zuppa dai sapori forti, servita in quantità abbondante e bella fumante, fortunatamente incontrata in una giornata tetra, altrimenti meno gestibile con le temperature dei giorni precedenti. Si lascia mangiare, facendo sfumare tutti i suoi sapori con la punta affumicata del guanciale e la leggera piccantezza del pecorino.

Proseguiamo quindi con i secondi. La mia ragazza non si lascia sfuggire il capretto al forno con profumi di aglio, timo e patate, un ottimo pezzo di capretto cotto a puntino e insaporito al punto giusto; patate a chips arrosto solo a contornare in modo discreto. Piatto senza sorprese, ma che non delude.
Io ho in previsione un bis di secondi: comincio con gamberi saltati in padella con fagioli cannellini al rosmarino. Anche qui saporiti i fagioli, arricchiti da una julienne di guanciale, ma i veri protagonisti sono i gamberi, appena scottati e freschissimi… sono una vera goduria. Proseguo la degustazione con costine d’agnello alle erbe aromatiche. Due tenere costolette, insaporite da un mix di erbe sciolte nel burro di condimento: ottimo il piatto, ma forse un po’ troppo condito.

A questo punto mi faccio anche un orologio di formaggi, quasi tutti dal sapore deciso. Cito a caso Taleggio stagionato, Bagoss, Pecorino di Fossa e Gorgonzola naturale, da un carrello non fornitissimo, ma di buona qualità e improntato sullo stagionato (niente caprini freschi o primo sale, per intenderci) che decisamente incontra le mie preferenze.

Come pre-dessert ci viene proposta una granita morbida d'arancia con Ananas marinato alle spezie e uno sprizz alla fragola. La granita, molto buona, è al limite del sorbetto, mentre mo sprizz in questo caso è fatto con succo di fragola lasciato macerare al limite della fermentazione alcolica.

Come dessert, la mia ragazza chiede fuori carta un semplice gelato alla crema e mascarpone (gusti disponibili elencati dal cameriere), molto cremoso e di ottima fattura.
Dalla carta io scelgo invece il cannolo di pasta fillo con crema alla nocciola, zuppetta di stracciatella ghiacciata e uva sultanina al profumo di anice stellato, titolo forse troppo pretenzioso per un dolce che in sunto è gelato alla panna con scaglie di cioccolato fondente e uva sultanina, in cui non ho riconosciuto l'anice, forse anestetizzato dal freddo del gelato. Il tutto è completato da due cannoli ripieni di una mousse a base nocciola e la summa dà comunque un ottimo dolce, più semplice di quello che la carta lascia immaginare, ma comunque di soddisfazione. A completare, una buona piccola pasticceria e alcuni cioccolatini che accompagnano il mio caffè.

Alla fine il conto totale è stato di 269 euro. Secondo me un tantino basso il livello qualità/prezzo, anche confrontandolo con costi di locali simili. Certo è che il blasone si fa pagare e nella nostra provincia questo locale è un'istituzione. La cucina lavora molto bene su un terreno molto conosciuto, non vi è nulla da sperimentare, solo cesellare attorno al già noto. L'ambiente è signorile senza sfarzo, il servizio preciso, ma troppo "presente", forse anche a causa del fatto che nella serata oltre a noi c'era solo un altro tavolo, per un totale di cinque coperti. Si sono così moltiplicate a dismisura le chiacchierate con il patron, che ovviamente fa il suo mestiere, ma con così poca gente è difficile anche dosarsi, mentre il personale, spesso senza compiti da svolgere, si ferma in sala quasi a sentinella, facendoci sentire talvolta a disagio. Nel complesso comunque una buona esperienza, nella mia opinione da ritarare a livello economico.

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