Volendo rispettare il tradizionale pranzo per la f...

Recensione di del 14/08/2011

Osteria le 3 V

34 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 34 €

Recensione

Volendo rispettare il tradizionale pranzo per la festa dell'Assunta, ma disdegnando i ristoranti gremiti, abbiamo deciso di anticipare il convito di un giorno. Trattandosi di domenica e comunque un giorno all'interno di un ponte, le nostre speranze sono state in parte vanificate. Raggiungiamo il ristorante consigliatoci da amici per le dodici e quarantacinque, uno bello chalet di montagna ristrutturato, situato in una stradina che termina con boschi, centro sportivo e parco per i bimbi. Non facciamo fatica a trovare parcheggio anche se il posto è purtroppo notevolmente affollato.
L'ambiente è rustico, composto di più sale con soffitti in legno da cui pendono appesi innumerevoli paioli, pentole, padelle tutte di rame. Le pareti sono anch'esse abbellite da attrezzi della vita contadina e su una parete campeggia uno splendido murales a sfondo agreste.
L'accoglienza è abbastanza sbrigativa, anche se tutto il personale è abbigliato nel costume tipico del luogo. Ci fanno accomodare in un bel tavolo sotto un'ampia finestra, purtroppo apparecchiato con tovaglia e tovaglioli di carta, che coprono un tovagliame ben più rispondente allo stile e preziosità del locale.
Nel mezzo, quale benvenuto, ci attende un tagliere con bruschette al pomodoro fresco e formaggio (uno spalmabile industriale), con rucola.
Il menu ci viene enunciato così pure l'elenco dei vini, (cosa che mi indispone un po') comunque ci viene proposto un ottimo Bonarda, mosso, con una schiuma morbida e persistente.
La scelta tra i primi è scarna: pasta di vari formati con pomodoro, ragù di cervo, oppure crespelle funghi e formaggi.
Optiamo tutti e otto per queste ultime. Ci vengono servite in terrine bollenti, le crespelle sono vere e proprie crêpe fatte in casa con besciamella e formaggi della zona, toma in primis.
Le sorprese arrivano con i secondi. Trovandoci tra le sponde di due laghi ci facciamo servire trote e pesce persico. Il persico fresco è saltato in padella con abbondante salvia dopo essere stato passato nell'uovo, divino! La trota alla piastra è più ordinaria ma ugualmente apprezzabile.
Decidiamo di assaggiare anche il cervo con l'immancabile polenta. La carne è molto tenera, cucinata sapientemente al punto che ha perso il tipico gusto selvatico, perfetta la bilanciatura degli aromi, lauro e ginepro.
Dulcis in fundo, chiudiamo con torta di pere e cioccolato che mi hanno detto molto buona e crostata di mele, a mio vedere ottima. Entrambe se non sono state fatte in casa, sono senz'altro opera di un capace pasticcere.
Il conto finale non è salato, considerando 15 euro per il vino e 12 euro per sei bottiglie d'acqua, abbiamo pagato 34 euro a testa caffè compreso.
L'offerta da parte del gestore dell'immancabile "ammazzacaffè" sarebbe stata gradita, almeno per compensare il non celere servizio, comunque una gustosa esperienza da rifare in una giornata meno caotica. Cappello verde.

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