Innamorati... a Voltalacarta

Recensione di del 13/02/2015

Voltalacarta

60 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 60 €

Recensione

Si tratta di una cena a tema, Innamorati... a Voltalacarta.

Il locale è vicino alla piazza più bella di Genova, Piazza Corvetto, monumento a parte. La possibilità di posteggio di sera è accettabile, in quanto si può lasciare l'auto anche sul marciapiede, con buona tolleranza dei VVUU.

Il locale è piccolino, una decina di tavoli, alcuni separati da paraventi di ferro, semplici e carini.

All'ingresso uno dei due camerieri prendono in consegna i cappotti e ci introducono nella sala.

Verde tenue e delicato arancione alle pareti, tavolini sufficientemente ampi, con tovaglie bianche ed arancioni. Unico neo le sedie, in policarbonato trasparente, un pò scomode e poco "calde", rispetto alla splendida madia, ove sono custoditi i bicchieri.

La cena verrà servita a tutti i commensali a partire dalle 20.30, nel mentre ordiniamo le bevande. Acqua naturale ed una bottiglia di Sauvignon del Trentino, molto profumato, aromatico. Una buona scelta per i piatti proposti.

Nell'attesa di partire con la cena ci viene portato un piattino, che tanto "ino" in realtà non è, con focaccia genovese, pane bianco, focaccine con olive e pomodori e piccoli cornetti di pasta sfoglia, veramente fragranti, e due bicchieri con grissini normali e grissini di sfoglia. Tutto prodotto in casa.

Facciamo un semplice assaggio e resistiamo per evitare di rovinarci l'appetito.

Simpatici i piatti sui quali viene serito il pane, a forma di vassoio da pasticceria ma in candida porcellana.

Il personale è molto gentile e disponibile, sorridente. Forse sembra ovvio ma la realtà spesso è diversa, specialmente nell'ambito genovese. Si aprono le danze con insalata di frutta tropicale e petali di fiori.

Un piatto da dividere con ananas, kiwi, alkekengi, papaia, mango e violette e primule. Fresco e colorato, le primule gialle ben si abbinano a papaia e kiwi, mentre le viole accendono l'ananas e l'alkekengi.

A seguire crudo di salmone selvaggio sokeye e gambero di Santa Margherita.

Il gambero è freschissimo, ovviamente, e dolce, come solo i gamberi di Santa sanno esserlo. Il salmone ha una carne ben compatta, colore rosso vivo, saporito. I due sapori si compensano. Sono presentati, come molti altri piatti in assoluta semplicità, senza troppi impicci, che, a giudizio personale, servono solo a coprire qualcosa che forse non è così perfetto come si vuol far credere.

Se il pesce è buono e fresco non ha bisogno di troppi ammennicoli.

Segue quindi il terzo antipasto, una capasanta in salsa di champagne con carciofi croccanti e jamon iberico.

La capasanta, fiammeggiata in padella, è adagiata su una salsa di champagne profumata al timo. Sopra carciofo fritto coperto dal prosciutto, tagliato a coltello e servito a temperatura ambiente.

La salsa è stupenda, delicata, dolce ma non stucchevole.

Il prosciutto si sente che è di bellota e non di recebo. Delizioso l'abbinamento con la capasanta.

A seguire crema di patate allo zenzero con cavolo nero e crostacei.

Piatto riuscitissimo, rinfrescante grazie allo zenzero, che si fa sentire senza però colpire allo stomaco. E' delicato ma gustoso.

C'è un'attenzione particolare anche ai colori dei piatti, qui il giallo chiaro sporcato dal cavolo, in parte frullato con le patate, si accompagna al verdone del cavolo ed al rosa dei gamberetti. Lo stesso dicasi per la capasanta e le diverse tonalità di rosa di salmone e gambero.

Seguono gnocchetti di ricotta con calamaretti, astice e puntarelle.

Gnocchi al dente, belli sodi, mantecati bene. Il sugo di astice e calamaretti è semplicissimo. Saltati in padella e pronti ad accogliere gli gnocchi scolati, per terminare la mantecatura. Anche qui grande attenzione ai colori e alla semplicità nello sfruttare materie prime di qualità.

Ci viene chiesto se è gradito un bis ma rifiuto solo per paura di arrivare alla fine senza riuscire a gustare tutto.

Tutti i piatti sino ad ora serviti sono stati di mio gradimento. Il migliore in assoluto, per me, è però il cannellone di baccalà con tartufo nero su crema di porri. Buonissimo. Su una crema di porri, molto delicata, viene presentato un cannellone ripieno di baccalà frullato insaporito con tartufo nero, qualche pezzetto di baccalà intero e tartufo nero grattugiato sopra il tutto.

La farcia è sublime. Ben bilanciata, saporita, uno spettacolo. Il piatto meglio riuscito certamente. Il tartufo profuma senza sovrastare ed il baccalà si fa sentire senza offendere.

Ora tocca all'ombrina con purè al lime e chips di patata rossa. Il pesce è appena passato nell'olio ed il timo è presentato come rametto, in modo da poter gestirne la quantità per il condimento.

Il viola delle chips, il giallo chartreuse del purè insaporito al lime, il grigio-rosa dell'ombrina.... Se vi piacciono i pasticci tipo insalata di aragosta, questo non è il locale che fa per voi. Qui la semplicità ed il rispetto delle materie prime la fanno da signori. Si riesce a distinguere l'ombrina dal gambero perchè sono preparati in totale purezza.

Si passa quindi al dolce, cioccolato, fragole e vaniglia. Vengono serviti una fragola ricoperta di cioccolato amaro, una porzioncina di torta al cioccolato con uno sbuffo di panna ed un cioccolatino bianco, a forma di cuore, ripieno di una crema delicata al limone e uno scacchetto di millefoglie alla vaniglia.

Per finire caffè e piccola pasticceria, piccola come dimensioni non come quantità.

Simpatico diversivo un sondaggio-gioco, proposto ad ogni tavolo, sull'argomento amore, nelle più diverse sfumature. Domande a cui rispondere, ciascun tavolo per sé, per poi confrontare le risposte.

Il prezzo, tutto compreso, è stato di 60 euro. Più che onesto. Cena ottima per chi, come me, ama il pesce in purezza. Cibo ottimo, ben presentato, portate adeguatamente distanziate e porzionate.

Usciamo soddisfatti completamente. Spero che il lavoro mi permetta di partecipare ad altre serate e comunque visiteremo ancora il locale, avendo una carta interessate.

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