Passando un fine settimana sulla costa ligure dall...

Recensione di del 03/06/2006

Violino Rosso

36 € Prezzo
4 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 36 €

Recensione

Passando un fine settimana sulla costa ligure dalle parti di Genova decidiamo di non lasciarci scappare l’opportunità di visitare questo ristorante recentemente abbastanza chiacchierato su “ilmangione.it”.

Prenotiamo nel pomeriggio del sabato un tavolo da quattro per la sera stessa, nonostante i nostri timori data l’ora ci viene detto che non c’è nessun problema e la nostra prenotazione viene accettata.
A Genova, non conoscendo la città, abbiamo qualche difficoltà a trovarlo, ma arriviamo comunque all’ora precisa. Il trovare parcheggio per nostra fortuna è stato agevole, ma la zona non ci è sembrata delle più semplici in cui trovarne.

Da fuori il locale non ci dice molto, una piccola vetrina senza nulla di accattivante. Entrando la sensazione non migliora di molto: l’ambiente è piccolo e abbastanza opprimente a mio parere con tutte le pareti dipinte di rosso e le luci di tutte le lampade al neon, luce che per altro io non amo particolarmente, ma questi sono gusti. Data la lunga attesa che dobbiamo affrontare prima che qualcuno ci venga ad accogliere abbiamo tempo di notare come all’ingresso siano presenti su di un leggio alcuni articoli sulla bravura dello chef Fabio Fauraz.

Una volta accolti da una ragazza che spunta dalla cucina di corsa veniamo fatti accomodare sul soppalco dove si sviluppa la sala da pranzo in un tavolo abbastanza isolato dagli altri, da questa visuale abbiamo l’opportunità di notare come nei dettagli dell’ambiente ci siano spesso delle cadute di accuratezza.
Dopo la prima apparizione della ragazza iniziale siamo costretti ad attendere ancora un po’ prima che ci vengano portati i menu da un’altra signora, anche questa abbastanza trafelata e sbrigativa.
Il menu ci sembra ben strutturato con una giusta integrazione tra piatti a base di pesce e a base di carne.
La lista dei vini, per quanto decantata da altri mangioni, a noi è sembrata abbastanza strana e nonostante il numero di etichette limitata nella scelta, per la nostra cena scegliamo comunque un buon Ribolla gialla.

Come appetizer ci viene gentilmente servita una pasqualina liquida presentata a mo' di piccolo cappuccino con annesso cornetto di sfoglia, che la cameriera fa cadere per terra e ci cambia senza troppo solerzia; lo strano accostamento di sapori e temperature non viene apprezzato da tutti i commensali allo stesso modo, ciò nonostante siamo tutti d’accordo sull’originalità.

La nostra cena:
Capesante scottate con porri fondenti e fondo di vitello: delle capesante appena scottate e private del corallo accompagnate da un battuto di porri stufati, il tutto insaporito da un fondo di vitello. Buone e delicate.
Tartara di manzo: la carne decisamente buona è stata accompagnata da un pomodorino ripieno di blody mary, una salsina di piselli e una salsa al formaggio.

Fino a questo punto la cena è stata buona, purtroppo con l’arrivo dei secondi c’è stato un tracollo evidentissimo che non mi spiego, andiamo con ordine però.

Totanetti su letto di zucchine e patate: i totanetti erano cinque totani enormi appena scottati e "ciccosi" buttati su due zucchine e due patate lesse. Davvero orrendi sia nella presentazione che nel gusto.

Guanciale di coda di rospo su letto di trippa: anche qui la presentazione molto lacunosa, tre pezzettini di coda di rospo a stento galleggiavano su un mare di trippa. La coda di rospo ancora buona, ma l’enorme quantità di trippa davvero risultava eccessiva tale da rendere impossibile terminare il piatto.

Carrè di cervo con quenelle di purè: il sapore e l’odore della carne erano davvero pessimi.

Tutti i secondi sono stati ritirati praticamente intatti, decisi a non proseguire oltre quell’esperimento culinario chiediamo direttamente il conto saltando dolci e amari.
Per due bottiglie di vino, quattro antipasti e quattro secondi, mangiati per un terzo, il conto è stato di 145 euro. Tutto sommato troppo per la qualità proposta.

Sinceramente sono rimasta molto delusa da questo ristorante, non solo per l’ambiente scadente o il servizio scostante, ma soprattutto per la cucina, la brusca inversione di tendenza che c’è stata tra gli antipasti e i secondi mi fa supporre che deve essere successo qualche imprevisto in cucina, se no la cosa non si spiega proprio.
Una serata storta può capitare a tutti, mi dispiace davvero infinitamente che sia capitata proprio la sera in cui siamo andati noi.

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