Domenica, cena in due. Ore 21:00.

Dopo ...

Recensione di del 30/04/2006

Violino Rosso

40 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Domenica, cena in due. Ore 21:00.

Dopo una piccola ricerca e con un po’ di fortuna trovo parcheggio in questa via non proprio felicissima di Genova. All’ingesso nel locale la gentilissima responsabile del servizio, nonché unica attrice in sala, ci accompagna nella saletta superiore e ci lascia libera scelta essendo noi i primi clienti. Scelto il tavolo vengono portati i menu e la carta dei vini.

L’ambiente è sufficiente ma non si distingue e non colpisce particolarmente. Apparecchiatura di livello medio.

Non riesco a trovare nulla di mio particolare gradimento nella piccola selezione di vini al bicchiere quindi scorro la carta delle bottiglie e scelgo un Rebula di Movia, una buona Ribolla Gialla vendemmiata nel 2003. Penalizzata da una temperatura di servizio esageratamente fredda, riuscirà ad esprimere dei discreti profumi solo verso metà cena.

Come appetizer è servita l’ormai famosa pasqualina liquida accompagnata da un piccolo cornetto salato. Buoni i sapori e curioso il contrasto caldo-freddo. Stuzzicante.

Mentre scegliamo i piatti per comporre la nostra cena, ad un tavolo poco distante dal nostro siedono due avventori abituali che consumano pizza e focaccia. La mia ragazza prende spunto dalle loro scelte per l’antipasto. Le viene quindi servita una tipica focaccia di Recco: una sfoglia sottile ripiena di crescenza e cotta in forno. Per nulla unta ha una consistenza piacevolmente a metà strada tra il croccante ed il morbido. Il ripieno di formaggio è in quantità corretta. Veramente ottima.
Per me capesante scottate con porri fondenti e fondo di vitello: due grosse capesante private del corallo scottate alla piastra e accompagnate da altrettante quenelle di battuto di porri stufati, il tutto leggermente bagnato dal fondo di vitello. Sapori delicati con i porri che risaltano molto, rischiando di coprire il gusto dei molluschi.

Come primi piatti scegliamo mezzelune di mozzarella di bufala con bottarga e crema di cavolfiore per lei e tagliatelle all’uovo con battuto di carciofi alla ligure e julienne di trippe d’agnello alle erbe per me.
Molto delicate le mezzelune, personalmente non gradisco il sapore di cavolfiore, ma la realizzazione è di buon livello. Buone le mie tagliatelle, scolate al dente e con i sapori che si amalgamano molto bene.

Solo io prendo il secondo: carrè di cinghialetto con salsa al vino rosso e purè di patate. La carne é cotta troppo e risulta quindi dura, sapore comunque più che sufficiente.

Terminiamo con una selezione di dolci da dividere in due, quattro piccoli assaggi di: crema catalana, crostata alle more, sbrisolona con crema allo zabaione e millefoglie di cioccolato con crema alla pera. Tutti di buona fattura, peccato per la crema catalana servita fredda.

Chiudo con un discreto caffè.

Ricapitolando: due coperti 4 euro; una bottiglia di vino 18 euro; una bottiglia d’acqua 2 euro; una focaccia 5 euro; una antipasto 9 euro; due primi 20 euro; un secondo 15 euro; un dolce 6 euro; un caffè 1,50 euro per un totale di 80,50 euro.

Il servizio è di tipo familiare, cortese e disponibile. La cucina ha rivelato alcune leggere pecche nell’esecuzione, penalizzando così delle idee buone che però non si discostano eccessivamente dalla cucina classica. Con un po’ più di coraggio nelle ricette e una maggior attenzione in fase realizzativa penso che ci sarebbero risultati decisamente migliori.

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